lunedì 6 giugno 2016

Poesia creativa ...in campagna..libera educazione condivisa

Prendi  questa volta una dolce amica che ama educare, che nella sua vita ha educato con amore ...falle condividere una giornata in campagna a solesereno con bambini di varie età,  4...5..6..9...10...13..14..42...43 etc....
E ne uscirà una giornata che rimane nella memoria..una giornata commovente fatta di corte poesie come i giapponesi ci hanno insegnato..e queste poesie create in attimi di splendore in solitudine diventeranno nuove poesie condivise con emozione...le parole si incontreranno ritimicamente e usciranno sorrisi, lacrime e tanta felicità
Bambini e adulti creeranno insieme..

Come per es.

IL VENTO SOFFIA SU UNA FOGLIA
MI RICORDO DELL'AUTUNNO PASSATO

LE SPIGHE DI GRANO SENTONO IL VENTO CHE LE OLTREPASSA

e quante altre ancora che uscivano di bocca in bocca esplodendo tra i campi, il fienile, le nostre risate, i nostri sguardi, il nostro stupore.
Quanto stupore si prova davanti a dei bambini che lasciati liberi iniziano a creare con una spontaneità unica che li renderà forti, sicuri,.
Una spontaneità che gli permetterà di essere dei veri esseri umani!

Giocattoli in legno fatti in casa..homeschool creativa

Prendi un papà che ama lavorare con il legno e gli riesce pure bene...fallo giocare con i figli a costruire stalla per i cavalli di cloe, spade per moschettieri in erba, trattore per amici...e così avrai bellissimi giocattoli ricavati da un tronco di un albero caduto con il temporale..e avrai dei bambini e un papà che si divertono a tagliare il legno, levigarlo, incollarlo e colorarlo....anche questo è fare homeschooling o educazione parentale, anche questo è educare, anche questo è imparare e soprattutto diventa una giornata bella , divertente creativa.
Qualcuno potrebbe dire...Anche se vanno a scuola  si può fare! Noi abbiamo avuto per 6 anni la scuola nella nostra vita con i figli più grandi ma sicuramente possiamo certificare che non avevamo tutto questo tempo libero da condividere insieme..anche perché questi giochi sono stati fatti non in un attimo ..occorre tempo, lentezza, dedizione.
Viva il legno, viva le mani, la poesia e la tanto amata e ritrovata creatività!

giovedì 11 febbraio 2016

Pane senza glutine

Ecco una ricetta per il vostro pane senza glutine...potete sostituire la farina di riso con farina grano saraceno oppure fare metà e metà.

È una ricetta trovata in  qualche sito internet e che ho adattato a mio piacere..per esempio ho sostituito il latte  di mucca con latte vegetale ...quindi per rimanere in tema  è senza glutine ed è pure vegano..non ha nessun derivato animale! L'ho preparato seguendo le linee guida sotto riportate e vi dirò che il risultato è stato molto buono per essere il primo pane completamente senza glutine.  Certo è ricco di amidi quindi glicemico..porta su la glicemia come tutti i pani non integrali...mangiarlo quindi abbinato a verdura e legumi non ad altri zuccheri ..è un consiglio per non trovarvi ad avere una alimentazione senza glutine e vegana ma troppo glicemica.
Prossimamente proverò con nuove sperimentazioni e vedrò cosa riesco a fare di nuovo e se mi riesce bene condividerò con voi nuove variazioni, nuove farine...per es. Ho già in mente di aggiungere la farina di ceci! Buon pane e buon sole di febbraio a tutti!

Per il lievitino

150 ml di acqua
12 g di lievito di birra
25 g di zucchero canna integrale o malto

40 g di maizena

Per l'impasto principale

100 g di farina di riso
100 g di fecola di patate
75 g di maizena
 4 g di gomma guar o 2 cucchiai semi lino macinati
135 ml di acqua o latte soia non dolce
6 g di Sale
3 cucchiai di olio extravergine d'oliva

Preparare il lievitino: in una ciotola, setacciare la maizena ed unire  lo zucchero. Intiepidire l’acqua e sciogliervi il lievito di birra, mescolando con un cucchiaio di legno. Versare il liquido nella ciotola e mescolare tutti gli ingredienti fino ad ottenere una pastella.Coprire la ciotola con un foglio di pellicola trasparente o  tovagliolo e lasciar lievitare in un ambiente tiepido per mezz’ora o fino a quando il lievitino sarà gonfio e soffice.
Quando il lievitino è pronto, si può procedere con la realizzazione dell’impasto principale. In una ciotola, riunire tutti gli ingredienti secchi, ovvero le farine (l’amido di mais, l’amido di riso e la fecola di patate),, la gomma guar o semi lino macinati ed il sale.

Al centro, unire l’acqua, 2 cucchiai di olio ed il lievitino. Mescolare tutti gli ingredienti con il cucchiaio di legno: si dovrà ottenere un composto semi-liquido (non modellabile con le mani).Coprire la ciotola con un foglio di pellicola trasparente e lasciar lievitare in un ambiente tiepido fino al raddoppio del volume.

A questo punto, foderare una teglia da plumcake con carta da forno e versare l’impasto. Non appena si versa, l’impasto lievitato si sgonfia per tornare liquido. Distribuire un cucchiaio di olio sulla superficie dell’impasto e lasciar lievitare ancora fino al raggiungimento del bordo della teglia: potrebbero servire 30-60 minuti.Preriscaldare il forno alla massima temperatura. Quando il forno è caldo, inserire delicatamente la teglia, avendo cura di non scuoterla e cuocere per 10 minuti a 250°C. Abbassare poi a 180°C e proseguire per 30 minuti.

Lo sapevi che…
Le elevate temperature di cottura sono indispensabili per fissare la debole struttura del pane senza glutine. A differenza del pane tradizionale, il pane senza glutine non aumenta di volume durante la cottura, anzi addirittura tende a diminuire: per questo è importante fissare la struttura formando una crosta croccante.

Rimuovere il pane dallo stampo, lasciar intiepidire e tagliare a fette. Si può conservare per 2 giorni in un sacchetto di plastica oppure per 1 mese in congelatore.



giovedì 4 febbraio 2016

5 febbraio serata astrologica a solesereno

 Serata sull'astrologia organizzata qui a Solesereno dove, mio zio Andrea in arte Belysario, da sempre astrologo ..., vi parlerà del 2016!   Sarà un momento molto bello di condivisione..la serata con aperitivo vegano. Per info chiamate Alda 3920373110 oppure Max 3289050249


Serata astrologica con Belysario. Previsioni generali 2016 dall'Ariete ai Pesci .

. Risposte a domande del pubblico su: Astrologia, l’I Ching e sulle previsioni del 2016 in determinati mesi per qualunque Segno Zodiacale.

Una serata per condividere le vostre curiosità astrologiche in una atmosfera tranquilla ....il tutto accompagnato da Aperitivo VEGAN. Vi aspettiamo e vi chiediamo conferma !

BELYSARIO scrive il giorno 5 febbraio......

Ho proiettato finalmente un oroscopo per la serata del 5 febbraio. Confermando tutti (molti) pianeti nel Capricorno in trigono con Giove mi balza all’occhio l’ascendente Vergine (alle 19.30) che ci illumina sui partecipanti in grande maggioranza dediti ai cereali e ad una alimentazione sana e controllata. Ma la cosa più simpatica è la totale assenza/esistenza di figure maschili che se presenti sarebbero soltanto di abbellimento o di contorno all’evento. Il Sole, che rappresenta colui che condurrà la serata, è strategicamente favorevole con due aspetti precisissimi di sestile con Saturno e Urano. Potete stare tranquilli perché il conduttore conosce l’Astrologia (Urano) e la conosce anche approfonditamente (Saturno). Analizzando Venere (ma mancando il sesso maschile) posso dire che se dovessero nascere amori e flirt durante la serata sarebbero intanto tra lo stesso sesso, ma soprattutto porterebbero dritti all’altare per poi rovesciarsi il giorno dopo. Quindi se alla serata sono presenti avvocati divorzisti potrebbero fare affari d’oro nel giro di 48 ore. In sostanza: c’è vita su Urano? A venerdì!!!


venerdì 15 gennaio 2016

Storia della pigrizia e de suo alleato..il bradipo interiore

Questa storia è tratta da un libro rivoluzionario..La saggezza dell'asino del  dott. NORBEKOV. E dedico questo scritto a tutte  le persone che faticano a trovare tempo per curare la propria salute, la propria essenza e trovano il tempo per tutto, per il lavoro, per la noia , per la Tv, ma non per se stesse! Ricordando che il dottor Norbekov cura malattie degenerative e croniche con esercizi fisici e posturali , ridando fiducia al proprio essere umano, risvegliando l'essere umano che si trova in ognuno di noi! Buon cambiamento e buona lettura!




Norbekov definisce la linea di confine fra salute e malattia  dicendo che questa linea è la fede, non in senso religioso, ma fede intesa come fede nella vita, in se stessi e nelle proprie infallibili forze.
Parla di dubbio e dice che il dubbio è come avere un paio di occhi sulla nuca per guardare solo indietro, verso il passato, verso gli insuccessi, verso le sconfitte vissute.
Ad ogni movimento in avanti picchi una nuova testata contro il muro e le esperienze negative affiancate dal dubbio, continuano ad accumularsi e si consolidano sulla coscienza. Questo fa accrescere l'insicurezza riguardo alle tue forze. Ne risulta che gli insuccessi cronici diventano dubbi realizzati. E il dubbio è una forma aggressiva, molto aggressiva, di pigrizia.. Si chiude così un altro cerchio....tu stesso difendi con forza e convinzione  la tua malattia e/o la tua condizione.
Nessuno arriva a dire ..non voglio essere sano, non voglio stare bene!!
Ma è inevitabile notare che i desideri dell'uomo medio sono ...non fare niente, fare il minore sforzo possibile e nello stesso tempo ottenere  in abbondanza ciò che si vuole!

Questa storiella serve da esempio...
Pensa a quando la mattina cammini per strada e ti viene incontro qualcuno che sta facendo jogging.
Come reagisci ? Ti dici: voglio farlo anche io...ma nello stesso tempo affiora anche questo pensiero: L'hai già voluto fare molte volte mio caro, molte volte!
Affinché tu non debba soffrire a lungo, il bradipo interiore fa scendere al volo una cortina di protezione sulla tua coscienza, ti fa appoggiare la testa al suo petto e difende il suo bambino da tutti gli attacchi. Poi ti sussurra all'orecchio: Guarda quello, gli manca qualche rotella, è un malato! Che cosa gli passa per la testa, morirà sano!.
Vuole farsi notare.  Di certo non ha nient'altro da fare, non deve correre a lavorare come me, non ha famiglia, non ha dolori, non ha...e qui aggiungete voi la scusa del bradipo interiore.
Perché?
Cominci a sentirti indietro rispetto a lui, perché ha trovato un'altra mezz'oretta da dedicare a sé.  All'improvviso ti sei reso conto di questo: alcuni ce la fanno, ma io non posso costringermi. Vorrei ma non riesco.
Ti rattristi e provi un senso di colpa nei tuoi confronti.
Per questo vuoi trovare una scusa che ti giustifichi ai tuoi occhi. E allora cosa fai!?
Anche se rileva una minima resistenza, il  bradipo interiore adotta immediatamente la modalità dell'adulazione e comincia a convincerti dolcemente e ad anestetizzare la tua vigilanza: Sei così stanco. Oggi è stata una giornata dura. Giorno prima o giorno dopo ..che differenza fa ? Riposati, e domani affronteremo la cosa con nuove energie...Ti aiuterò io! Intuisci già cosa succederà domani?
La PIGRIZIA È L'ASPIRAZIONE ALLA TRANQUILLITÀ. LA TRANQUILLITÀ ASPIRA AL SUO IDEALE SUPREMO: LA CALMA ASSOLUTA, LA PACE ETERNA. LA PIGRIZIA È LA MORTE IN FORMATO RIDOTTO.
Mascherata da pigrizia,  la morte recide con determinazione tutti i fili che ti hanno legato alla vita.
La morte ti accarezza con la sua mano ossuta e ti culla: non morirai...Gli altri muoiono, ma tu vivrai. E ora riposati. Prendi una pastiglia e dormi: penserà la medicina a tutto.
e cosi la pigrizia ha percorso la tua vita.
Nell'infanzia con i tuoi Non voglio!
Nell'adolescenza con i tuoi ...Lo so da me!
Nella maturità con il tuo orgoglio .
La massa dei pigri la chiama aspirazione al miglioramento del benessere della popolazione. Tutte le invenzioni comode e tecnologiche vengono fatte  solo per soddisfare le esigenze dell'esercito dei pigri.
È grazie a dei pigri geniali che dobbiamo l'' invenzione della macchina e dell'ascensore per esempio...Insomma qualche cosa che ti distrae c'è e ci sarà sempre.
In breve...Non aspettare qualche condizione particolare sfrutta ogni momento a patto di avere un solo obiettivo...la tua salute!
Quando esegui un esercizio fisico..i muscoli dicono: non ce la faccio più!
E la TUA VOLONTÀ ribatte
: DEVI FARCELA, DEVI FARCELA
L'allenamento comincia a diventare utile nel preciso istante in cui ti costringi ad agire, in cui ti obblighi a lasciarti alle spalle i ...non ci riesco.... e i ...non voglio.

La legge della vita è che non si rimane mai fermi nello stesso punto ...o vai avanti o vieni respinto indietro!









lunedì 4 gennaio 2016

W la Resilienza della psiche

In psicologia il termine “resilienza” indica la capacità dell’individuo di superare e di trarre forza da eventi stressanti e traumatici.di Enrico Maria Secci
www.fisicaquantistica.it

E’ un’espressione della duttilità della psiche e del dinamismo della personalità, che spiega come molti individui trasformino situazioni oggettivamente sfavorevoli in occasioni di cambiamento vantaggiose per la propria evoluzione verso la piena realizzazione di sé e della propria felicità. Il concetto di resilienza è mediato dalla scienza dei materiali, per la quale un materiale ad alta resilienza è quello in grado di adattarsi a pesanti sollecitazioni mantenendo la sua forma originaria.

Analogamente, ci sono persone che rispetto a situazioni avverse dimostrano un’elevata soglia di tolleranza alla frustrazione e anzi sanno adottare strategie per ricavarne un vantaggio, e persone “non resilienti” o “scarsamente resilienti” che si lasciano schiacciare dalle difficoltà, partendo dall’idea di non poter cambiare. Queste persone si irrigidiscono su sistemi di convinzioni negative che le atterrano nell’insoddisfazione o in forme più o meno gravi di disagio psicologico.

La resilienza è associata alla perseveranza, alla creatività, all’empatia e al pensiero positivo e si basa sul presupposto che tutto serva. Tutto serve, tutto contiene un messaggio prezioso, tutto rappresenta una possibilità evolutiva, anche se nell’emergenza della sofferenza è difficile individuarla. Gli individui resilienti si pongono rispetto alla realtà in modo attivo: la inventano, la costruiscono, la adattano a sé e, tra i molteplici significati degli eventi, selezionano sempre quello più positivo.

La resilienza non è una caratterista genetica, ma un’opportunità che tutti gli esseri umani possono cogliere lavorando su l’unica variabile che possono veramente controllare: il proprio pensiero. Il resiliente usa tutti i colori della tavolozza del proprio cervello. Il non resiliente, si limita al grigio e al nero: i primi saranno persone serene ed equilibrate, i secondi, alteri guardiani del proprio ergastolo mentale da loro stessi inflitto.

Dagli anni ’80, la resilienza è diventato un concetto-chiave nella psicoterapia, nel coaching professionale e nella psicologia del lavoro: l’intervento psicologico, a prescindere dal contesto che lo richiede, si configura sempre di più come un insieme di strategie, di tattiche e di tecniche per apprendere, incoraggiare e incrementare la resilienza umana. Per sviluppare questo straordinario stile di pensiero, occorre prima di tutto assumere per quanto possibile un atteggiamento aperto e non giudicante rispetto a se stessi, agli altri e al mondo. E’ il passo più difficile, dato che definizioni rigide della realtà rappresentano per molti una barriera contro la sua complessità e un tentativo di controllarla illusoriamente.

Eliminare del tutto pregiudizi e convinzioni limitanti è però utopistico: si può al limite diventarne consapevoli e cercare di arricchire il proprio punto di vista di alternative diverse da quelle offerte dall’abituale approccio alle cose, quello che consideriamo spontaneo ma che è soltanto il frutto di una combinazione di esperienze e di apprendimenti, a volte inconsci, non sempre funzionali. A cosa serve giudicarsi sbagliati, tristi, sfortunati? A cosa serve pensare che un problema sia irrisolvibile? A cosa serve piangere sul latte versato? Qual è l’utilità del pensare che il mondo sia un luogo pieno di insidie? Si tratta di giudizi, di visioni della realtà certamente vere, ma non più di altre di segno opposto che però aprono la strada alla resilienza, alla soluzione strategica e creativa dei problemi e alla costruzione di un equilibrio nuovo.

La resilienza psicologica non è semplice “pensiero positivo”, consiste nell’accompagnare il pensiero positivo all’azione con perseveranza, anche nelle situazioni più complicate. Si può definire resiliente chi apprende dalle difficoltà senza la pretesa di risolvere subito i problemi e chi ha un’elevata soglia di resistenza alle frustrazioni. Soggetti scarsamente resilienti, invece, sono caratterizzati da un certo grado di rigidità e, una volta strutturato uno schema della realtà, rifiutano di variarlo anche quando risulta impedire equilibrio e realizzazione personale. Bassa resilienza è correlata ad elevati livelli di conflittualità interpersonale e sofferenza psicologica, oltre che a scarsa capacità di realizzare le proprie attitudini.


giovedì 31 dicembre 2015

maionese vegan

Ricetta di un amico che prepara questa fantastica maionese vegan!
Da provare magari per un anno più rispettoso..consumando meno proteine animali e  le poche volte che si  mangiano proteine animali farlo con attenzione scegliendo la qualità dei contadini biologici perché è cosa certa...  gli animali che non mangiano bio, mangiano sicuramente mangimi con soia OGM.
Poi  certo l'ideale sarebbe arrivare a cibarsi con solo frutta, verdura, semi e  si può decidere di fare scelte forti diventando vegetariani , vegani, (senza poi eccedere in cereali  raffinati e zuccheri, che infiammano ) ma devono essere scelte profonde;   ma sicuramente iniziare a pensare che eccedere nel consumo di proteine animali è dannoso per la salute dell'uomo e del pianeta è già parte di un percorso di consapevole cambiamento per l'umanità e  la madre terra.
BUON ANNO di profonde  evoluzioni.


Ingredienti:
Sale fino
Aceto di mele
Latte di soia naturale senza zucchero
Senape in crema
Olio di mais (tassativo)

Attrezzature:
Frullatore ad immersione
Forchetta
Cucchiaino





Nel bicchiere normalmente in dotazione al frullatore ad immersione mettere 100ml di latte di soia, 3 pizzichi di sale fino, 1 tappino di aceto di mele e 1 cucchiaino di senape (opzionale).
Iniziare a frullare andando su e giù fino a che il liquido inizia a montare (fare la schiuma nella parte superiore) a quel punto iniziare a versare l'olio a filo molto leggero continuando a frullare andando su e continuare fino al raggiungimento della consistenza voluta. Finita questa fase e prima di travasare e servire a tavola,  mescolare il fluido con una forchetta per 15 secondi.