martedì 4 dicembre 2018

educazione famigliare..IL TEMPO SI DILATA

Educare a casa richiede un impegno profondo poichè ci si chiede spesso ...perchè? perchè lo facciamo? ...E' giusto porsi  questa domanda, non bisogna temere i dubbi, bisogna invece risolvere e mettere soluzione ai dubbi :
 per mettere in pratica queste soluzioni occorre creare nuove esperienze, per esempio cambiare metodo di studio, cambiare le materie di studio...faticoso ma poi con pazienza tutto ricomincia a fluire.
Perciò se si sta studiando in modo continuativo tutte le mattine e si percepisce una fatica cronica ci si deve mettere in discussione.
Questo continuo mettersi in gioco dovrebbe esistere anche per la scuola, la popolazione dovrebbe chiedersi perchè si debba percepire lo studio come una fatica e non come un piacere...occorre chiedersi perchè i bambini non possano più avere tempo per sè , per annoiarsi, e perchè si percepisce come felice un bambino incastrato tra un impegno e l'altro senza osservare la stanchezza di quel bambino.
Io mi chiedo perchè i bambini dobbiamo a tutti i costi rinchiuderli tra di loro, la famosa socializzazione, forzata, aggiungo io, e non liberarli tra alberi, cielo, sole, animali, nuvole,bambini, foglie che crescono e che cadono, fiori che spuntano e appassiscono....occorre mettere la natura come luogo di socializzazione non l'aula.
Siamo così sicuri che sia utile solo, e dico, solo la socializzazione tra coetanei oltre ogni altra cosa???
Io non lo penso, prima di tutto ho provato e visto crescere i miei figli tra adulti , coetanei, ragazzi più grandi, bambini più piccoli , circondati da gente che entrava ed usciva dal nostro cortile, di sera, per feste, cene in amicizia, per lavoro, per ritirare una cassetta di verdure o farine,  per parlare di agricoltura, per chiedere informazioni e finire a scambiarsi opinioni sulla corsa e tante altre relazioni casuali o meno.
Intendo dire che , se la famiglia costruisce relazioni, il bambino cresce nella fiducia e nel dialogo senza necessità di rinchiudersi tra mura con altri coetanei per imparare a relazionarsi.
Le amicizie non sono imposte, ma diventano reali, i bambini possono finalmente avere il tempo per uscire con gli amici con cui stanno bene, poichè il tempo è ciò che manca ai bambini...il  tempo per l'improvvisazione.
Tutte le giornate gli vengono imposte e riempite dai genitori con occupazioni quando la cosa migliore sarebbe portarli al parco in ogni stagione per vivere i cambiamenti, per sentire i rumori, i canti, il fruscio, per vedere i colori e le forme della natura cambiare.

Ma per nutrirsi di cambiamenti e di sensazioni occorre un tempo prolungato non un tempo occupato.
Occorre DILATARE IL TEMPO..

Ma se osserviamo bene, ora i parchi sono raramente invasi da bambini poichè dopo la scuola, ovvero dopo le 16, vi è la danza, il calcio, l'atletica, il basket, il nuoto e spesso non basta una sola attività dopo averli rinchiusi 8 ore, spesso i genitori ne scelgono 2. Questi bambini poi diventeranno ragazzi e lì esploderà la vera necessità di una relazione autentica , di vedere gli amici più spesso e purtroppo lo sport verrà vissuto come un impegno che porta via loro il tempo  necessario per lo studio e le nuove amicizie.
Io vedo così fortemente una scuola in grado solo di imporre la disciplina dello studio attraverso la competitività del voto e non in grado di curare il corpo attraverso lo sport.
Questo occorrerebbe chiedere alla scuola oggi, occupatevi del corpo, non solo di nozioni che riempiono la mente...In quelle lunghe ore accrescete le loro abilità che serviranno ad accrescere anche la capacità di studiare.  La scuola inoltre deve spiegare perchè ammette le relazioni corpo mente, accettando la psicomotricità per i bambini con problematiche di apprendimento e  queste relazioni non le coltiva per tutti i bambini.
I ragazzi di oggi, gli adolescenti di oggi, nonostante da piccoli praticassero sport imposti, sono per la maggior parte pigri e insofferenti verso la fatica sportiva.
Come è possibile???
 Ha preso troppa forza l'arte dell'imposizione, dallo studio allo sport, tutto viene vissuto come un sacrificio e non come un piacere.
Del resto spesso anche gli adulti praticano lavori in cui non provano piacere, in cui vi è stato un' adattamento forzato al sacrificio , privo di piacere.
Ma gli adolescenti di oggi credo non siano più in grado di adattarsi ad un tale sacrificio e questo per fortuna porterà ad un ' evoluzione sociale.
I bambini, gli adolescenti e gli adulti del futuro inizieranno a voler provare piacere in massa quando praticheranno qualsiasi attività....studio, sport, lavoro.

Se devo descrivere l'emozione della nostra scelta, sicuramente la prima emozione è di sacrificio anche faticoso spesso, in alcuni passaggi.
Credo sia distorto dare un'immagine bucolica dell' educazione famigliare , ma il risultato è talmente appagante che si crea una percezione costante di Libertà di espressione, libertà di scelta, libertà di cura della propria vita.
E i bambini per crescere hanno bisogno di LIBERTA' ma questo spesso gli adulti se lo dimenticano perchè gli adulti di oggi sono cresciuti in aree urbane e non hanno vissuto la campagna e la natura quotidianamente, perciò loro stessi sono vittime del sistema educativo contemporaneo.

Facciamo un esempio concreto....

Quando i bambini homeschoolers arrivano qui a Solesereno , la prima pratica e direi l'unica per cui ha senso fare tanta strada per portare dei bambini dalla città alla campagna è la camminata tra i campi, e serve almeno un'ora
  per vederli rilassare, entrare in contatto con ciò che li circonda, iniziare a porre domande, a sdraiarsi nell'erba, a non mostrare aggressività...
Almeno un'ora per vedere un viso rilassato, per passare dalla tensione al sorriso.
Certo non bisogna generalizzare, non è così per tutti, ma di una cosa abbiamo certezza, tutti gli esseri umani necessitano di vita all'aria aperta per ricominciare ad entrare in un contatto autentico con l'altro e tra le mura si crea aria stantia, soprattutto quando queste mura diventano una routine scolastica , lavorativa e famigliare.
Aria , vita collegata alla natura e il tempo e le emozioni prendono un ritmo nuovo...
UN RITMO LENTO, PROFONDO E VERO.

Oggi il ritmo sociale è troppo veloce, poco riflessivo ed intriso di paure, un ritmo che ha stancato molte persone e per cui molte persone hanno iniziato a fare scelte e a creare nuovi ambienti più umanizzati dove si ride e si ironizza sulle paure dandogli una dimensione più realistica.
Io mi immagino la natura ridere di noi umani  nel vederci spaventati per un imprevisto che ostacola la routine, quando la vita collegata alle stagioni è nell'essenza .....Imprevisto e discontinuità.





lunedì 17 settembre 2018

La comunità necessita di coesione non di divieti !!!

Quando un Comune ovvero una comunità adotta un Regolamento per la convivenza civile, la sicurezza e la qualità della vita in cui alla voce Divieti all'articolo 28 comma 2 si vieta la pratica di giochi che possano arrecare disturbo nei luoghi pubblici tra cui i parchi ecco che siamo all'apice di un declino del senso di comunità e occorre un risveglio delle coscienze che per opporsi il più delle volte a pratiche di persone di altre culture, queste coscienze assopite non fanno altro che colpire le giovani generazioni.

L'articolo 28 al comma 2 dice quanto segue....

In generale sul suolo pubblico o a uso pubblico nonchè su aree aperte al pubblico, è vietato praticare giochi che possono arrecare intralcio o disturbo, procurare danni ovvero costituire pericolo per sè o per gli altri.
 Con deroga ovviamente e per fortuna in occasione di intrattenimenti temporanei a carattere locale e manifestazioni ludiche autorizzate.
In concreto questo divieto ha portato a multare un gruppo di 7 ragazzi che alle 10,30 di venerdi sera del 31 agosto giocavano nel parco del piccolo paese di campagna che offre almeno i  parchi per i giovani.
Tutto parte da una profonda intolleranza verso il diverso di turno.
I giovani adolescenti si sa non hanno mai ispirato simpatia alla comunità di anziani, chi non ricorda nel cortile le frasi...non giocare a pallone lì che si rompono i fiori ! Che poi per l'adulto significava..non giocare.. punto !!
Ma quando una comunità fornisce alle istituzioni gli strumenti punitivi per colpire chi gioca ecco che a rimetterci sono le famiglie anche in termini economici.

In pratica si mina la capacità di condivisione e di coesione delle nuove generazioni.

Ma ora esprimo una mia profonda sensazione personale, questi divieti nascono da intolleranza verso i giochi e le le loro manifestazioni nei parchi di piccole comunità locali di extracomunitari che qui nella zona dei comuni di Argenta e Portomaggiore significa...comunità pakistana con il gioco del cricket.
Queste intolleranze sociali stanno vuotando la coscienza collettiva da ogni intento di salvaguardia futura.
Ovvero è inutile attaccare chi ha pratiche di vita diverse senza osservare i propri figli che sono nella scuola gli unici in grado di convivere con l'altro di turno.
I ragazzi sono bellissimi quando ascoltano insieme la musica e ognuno di loro ha una sfumatura diversa della pelle, chi chiara, chi mulatta, chi scura e spesso imitano nel modo di vestirsi e nel gergo proprio l'altra comunità.
I bianchi vorrebbero essere  nigga e si vestono come loro ed imitano il loro modo di molleggiare camminando, e i nigga desiderano vestirsi e muoversi come i bianchi.
Quindi i giovani ci stanno urlando e aiutando nel comprendere che le differenze non le vogliono, vogliono mescolarsi e sentirsi una comunità unica.

Ma una diversa cultura si manifesta con una diversa percezione della vita e dei suoi ritmi ed è questo il messaggio importante della condivisione comunitaria e della interazione tra culture.... la domanda da porsi dal punto di vista esistenziale è questa ....Siamo così sicuri che il nostro ritmo di vita diventato frenetico e la nostra cultura consumistica ormai spietata siano il futuro giusto per tutti ? O sarebbe meglio farsi influenzare da altre culture?
A questo proposito ho trovato molto interessante una riflessione in cui almeno 60 anni fa Jung analizzava e confrontava la civiltà islamica e quella europea dopo le impressioni avute durante un viaggio in Tunisia.

Ho pensato di riportare alcuni punti cruciali delle sue riflessioni.
Dopo profonde osservazioni sui loro comportamenti e sul loro modo di relazionarsi così naturale e lento tanto da sembrare senza tempo, Jung dice :

Resta da vedere ciò che l'era della tecnica farà dell'Islam....(....)

Mentre ero ancora preso da questa profonda impressione di una durata infinita e di un'esistenza statica, degna dell'età dell'oro, d'un tratto ricordai il mio orologio, e pensai al tempo accelerato dell'europeo.
Era questa, senza dubbio, la nuvola buia e inquietante che pendeva minacciosa
sul capo a questi inconsapevoli.Improvvisamente mi apparvero come selvaggina che non vede il cacciatore, ma che con indistinta angoscia ne sente l'odore:
in questo caso il cacciatore era il dio del tempo che inesorabilmente avrebbe frantumato in pezzetti - giorni, ore, minuti, secondi - quella loro durata, memore ancora dell'eternità.....(....)
Gli mancava ancora quel che di folle che l'europeo si porta dietro.
L'europeo è sicuramente convinto di non essere più quello che era secoli fa: ma non sa ancora cosa  è divenuto.
L'orologio gli dice che a partire dal medioevo il tempo e il suo sinonimo , il progresso, si sono insinuati in lui e irrevocabilmente gli hanno sottratto qualcosa.
Con un bagaglio alleggerito continua il suo viaggio, con una velocità costantemente crescente, verso mete nebulose.
L'illusione dei suoi trionfi tecnologici, lo defraudano sempre più della sua durata e lo trasportano in un'altra realtà di velocità e di accelerazioni esplosive.
Quanto più penetravamo nel Sahara, tanto più per me il tempo rallentava il suo ritmo e minacciava persino di muoversi a ritroso.
Il crescente e e abbagliante calore contribuiva a tenermi in uno stato di sogno e quando raggiungemmo le prime palme e le abitazioni dell'oasi mi sembrò che tutto lì fosse esattamente come avrebbe dovuto essere e come era stato da sempre.
Fu per me una lezione: quella gente viveva dei suoi affetti, anzi ne era posseduta. La loro coscienza da una parte li orienta nello spazio e trasmette loro le impressioni che vengono dall'esterno, dall'altra è mossa da impulsi ed affetti interni: ma non è capace di riflessione sicchè il loro Io manca di ogni autonomia.
La situazione non è molto diversa per noi europei, ma dopo tutto siamo un po' più complicati.
In ogni caso possediamo un certo grado di volontà e una certa meditata finalità.
Ma non percepiamo la vita con intensità......
.....Evidentemente l'incontro con la civiltà araba mi aveva profondamente impressionato. La natura emotiva di questi popoli irriflessivi, tanto più vicini di noi alla vita, esercita una forte suggestione su quei sedimenti storici che sono in noi e che solo da poco abbiamo o crediamo di avere superato.
E' la fede nel progresso che ci fa correre il rischio di fare sogni per il futuro tanto più infantili quanto più la nostra coscienza rifugge dal passato.
Pertanto la visione di un comportamento primitivo  desta nell'uomo adulto e civile nostalgie che scaturiscono da aspirazioni e bisogni inappagati, corrispondenti a quelle parti della personalità che sono state represse a danno dell' interezza dell'uomo.

E io aggiungo che questi comportamenti primitivi che si manifestano attraverso diverse culture, ovvero usi e costumi di  popolazioni extracomunitarie inserite nella comunità europea, vengono vissute come minaccia poichè stimolano il risveglio di quelle parti della personalità represse.
L'europeo ha il timore di ritrovare la propria integrità di essere umano e piuttosto che vedere ciò che ha perso reprime e vieta il bello della vita infastidito per esempio nelle nostre zone dalla lenta camminata degli uomini pakistani.
Quindi invece di rallentare il ritmo stressante giudica negativamente la loro lentezza pur di non guardare in faccia la perdita incessante del tempo da dedicare a se stessi dei popoli europei.











mercoledì 29 agosto 2018

Danzare gli elementi

Un grazie speciale va a Viola e Cloe che insieme collaborando in armonia mi hanno permesso di sperimentare la danza degli elementi !!!
Ho ripreso in mano la mia ricerca corporea attraverso un sentire libero e privo di schemi dei bambini.
In tutta sincerità non tutti i bambini sono così liberi nei movimenti, l'ideale è fare queste sperimentazioni con chi non ha ancora subito costrizioni nei movimenti attraverso le danze più comuni attualmente, dalla classica, alla moderna, ritmica, artistica e tutte le baby dance del pianeta estivo...
Diciamo che il campo si restringe ma con la pratica libera e creativa del movimento i bambini molto più rapidamente degli adulti si liberano velocemente da sovrastrutture corporee e comportamentali....non basta però una pratica ne occorrono diverse.
La tecnica della danza degli elementi l'avevo praticata in una scuola di Bologna all'avanguardia almeno 15 anni fa...comprendeva il danzare seguendo ritmi diversi e diverse intensità con Acqua, Aria, Terra ,Fuoco.
L'avevo poi sperimentata con adulti ma con i bambini i risultati sono immediati poichè liberi dal sentirsi giudicati nelle loro capacità espressive corporee.
Gli elementi si possono ampliare si lavora con il metallo, si parla di roccia, di legno e anche di Luna per esempio.
Poi attaraverso la sperimentazione dei movimenti inventati dai bambini si costruiscono piccole coreografie.
Molti, nel panorama italiano della danza che riesce a vedere il bello solo in una dinamica espressiva classica, faticano a vedere una crescita della consapevolezza corporea con la danza contemporanea.
Questo è assolutamente dimostrabile con il fatto che pochissimi bambini danzano in modo libero o addirittura si avvicinano al contemporaneo in età adolescenziale dopo avere incastrato il corpo nelle strutture classiche.
Io ho compiuto vari passaggi nella mia storia dalla ritmica, allla classica moderna, alle tecniche jazz abbinate al fitness, passando per le ricerche posturali e del pilates, ma la danza che più mi ha permesso di liberare il corpo è stata la danza contemporanea attraverso questa tecnica sperimentale e attraverso il contact e ultimamente con l'Axis Syllabus.
Una cosa che ho sempre notato, quando praticavo stage con coreografi che cercavano di sbloccare strutture del movimento, è stato il blocco soprattutto in chi aveva fin da piccolo basi classiche.
E io stessa sentivo emotivamente una enorme compressione diaframmatica ed espressiva nelle poche sessioni di classica che ho affrontato per qualche anno.
La classica mi bloccava il movimento perchè mi bloccava l' intento espressivo e ho sempre pensato che mai avrei fatto studiare classica o altre discipline costrittive ai miei figli almeno fino ai 10..11 anni.
I bambini devono crescere liberi di muoversi e la natura solo li può plasmare al movimento con salti, corse, rincorse, scale, ritmi delle stagioni, lenti movimenti nell'osservare, rapidi movimenti nell'eccitazione.
La natura è l'unico strumento in grado di liberarli e di metterli in contatto profondo con il corpo e i suoi sentimenti.
Credo sia per questo motivo che la danza degli elementi si avvicina così tanto ad una libertà espressiva.
Inoltre con il tempo si entra in una qualità del movimento rendendolo autentico e ritmico senza passare dalle costrizioni nell'esecuzione.
Anche perchè non si considera abbastanza il danno fisico subito da un sovraccarico ripetitivo dato da movimenti classici, vedi per esempio la lordosi lombare di molte ragazze.
Con i bambini bastano 40 minuti, 1 ora è già pesante e lunga per un adulto, occorre rispettare l'infanzia, non pretendere prestazioni fisiche estremizzate che influenzano le loro ossa malleabili e plastiche.
Il rispetto del loro corpo e lo stimolo della crescita avviene attraverso un giocoso ascolto del movimento che sincronicamente si adatta via via al ritmo musicale e alle parole richiamate nella lezione.
E così imitando, ognuno con il proprio bagaglio emotivo, parole dense di significato, si  creano memorie del movimento e queste memorie cariche di belle sensazioni porteranno ad una bellezza estatica del movimento eseguito.
Ed ecco che le prime parole rimaste nella memoria di Viola e Cloe ieri pomeriggio sono state ACQUA per Viola e LUNA per Cloe.
E la mini coreografia aperta con acqua e chiusa con luna rimarrà impressa senza sforzo nel loro corpo.
E io sono passata dal piacere estatico dell'insegnamento e ringrazio i bambini e la libertà sempre compagna di vita!!!!






          Cloe e Viola mentre costruiamo la mini coreografia acqua e luna

venerdì 24 agosto 2018

Una C sul calendario e diventa parte del nostro stile di vita

Quando il corpo inizia a sentire i benefici di un'attività fisica significa che potremmo essere sulla buona strada per crearci una sana dipendenza tra corpo e benessere fisico e che in qualche modo siamo stati costanti.
Essere costanti nel dedicarci a noi non si determina costringendoci ad una scelta di un giorno fisso ma significa piuttosto partire con 1 giorno di attività alla settimana e a quel giorno non rinunciare mai. E intendo mai.
Pensiamo a come la società si sia fossilizzata nel non rinunciare mai ad un pasto fondamentale come il pranzo e la cena, ritenendoli saggiamente basilari per sostenere una giornata di lavoro.
Ma l'ago della bilancia con il cibo si è spostato purtroppo verso una dipendenza emotiva dal cibo con prevalenza di cibi che appesantiscono la giornata invece di favorire un buon livello energetico.
Possibile, mi chiedo, che un popolo si sia così piegato ad esclusivi piaceri del palato e contemporaneamente a doveri lavorativi, tanto da non sentire mai la necessità di fare un'ora alla settimana di sana attività fisica all'aria aperta?
Una così semplice analisi mostra già intrinseca una deviazione nell'ascolto del piacere.
La mente assopisce e domina il corpo con forme di pigrizia delle più varie, con giustificazioni collegate al tempo che manca e al tempo che non ci aiuta con il troppo caldo, troppo freddo, il vento e la pioggia.
Sempre colpa del tempo!! Tanatos la fa da padrone perchè permettiamo alla nostra essenza di esseri umani stabili e in salute di non esprimersi.
Se solo si fosse così esigenti verso se stessi nell'esprimere sempre il desiderio di stare bene come lo si è nell'esprimere sensi di colpa se non si lavora per paura del tanto temuto giudizio sociale!!!!
Proviamo a trasformare il pensiero alla base dell'inconscio collettivo da un "Sei qualcuno solo se hai un lavoro di un certo tipo" e qui ognuno aggiunga le parole chiave che prima giungono alla mente (sicuro, indeterminato etccc) a  "IO VALGO se mi prendo cura di me".
Basta questo essenziale pensiero per cambiare energeticamente la giornata.
Ma questo Cambio di Logica implica una consapevolezza critica di massa.
Diventiamo una massa critica di persone che al primo posto mettono il benessere fisico e per farlo occorrerà dedicarsi ad una camminata o ad una corsa alla settimana oppure ad un giro in bicicletta.
Però anche qui  occorre darsi degli obiettivi.
Primo fra tutti se si cammina, mai camminare meno di 40 minuti di seguito cambiando ritmo del battito cardiaco e se si corre ci si può fermare a 30 minuti.
Tutti possiamo trovarci mezz'ora alla settimana!!!
Io dopo tanti anni di attività , riflessioni e studi ho potuto verificare che le persone che partono subito con più lezioni, se non sono sportive nell'animo, e qui si stringe il campo, non proseguono e non sono costanti.
Per questo motivo a tutti i nuovi, se capisco che non si occupano di attività corporea da tempo o da sempre, consiglio 1 volta alla settimana.
Un ulteriore consiglio...mai fissare un giorno esclusivo!
In questo modo si rischia di arrivare a viverla come una costrizione, esattamente come molti vivono la routine lavorativa.
Uscire dagli schemi della routine almeno con il corpo aiuta la mente a non creare sicurezze effimere attraverso essa.
IL CAMBIAMENTO è l'unica forma per vivere la vita in modo evolutivo.
Questo discorso vale sempre solo per chi non ha provato piacere ma costrizione nell'attività fisica.
La corsa e la camminata svolte in un crescendo di tempi e di giornate dovranno essere affrontate con una certa determinazione.
Si parte sempre con una camminata a ritmo personale di 5 minuti circa (ci si accorgerà che il corpo memorizza i tempi e sarà lui a scandirli) per poi passare ad un ritmo più sostenuto con la camminata, occorrerà allungare il passo, lasciare che l'addome ovvero il nostro CORE, il nostro centro ci sostenga, liberando le anche da rigidità culturali.
L'anca dovrà avere un sano lieve movimento ondulatorio e questo permetterà alla camminata di farsi più ampia e leggera.
Più ci avviciniamo con tanta esperienza e pratica ad un movimento naturale del corpo meno energia servirà per camminare poichè il corpo sfrutta in modo fisico l'energia cinetica liberatasi nel movimento ondulatorio.
Le braccia non vanno dimenticate, sono fondamentali e anche l'utilizzo dei pettorali.....il busto non è perfettamente dritto, ma presenta un leggero sbilanciamento in avanti per sfruttare l'energia che si genera nel movimento continuo che darà la sensazione di essere infinito, di generare un 'infinita possibilità di movimento.
Quando nel tempo 30 o 40 minuti ci risulteranno stretti si potrà arrivare all'ora almeno con la camminata, con la corsa vanno benissimo anche 45 minuti.
I movimenti con la corsa si riducono e i tempi cambiano.
Prendiamo spunto da Runner's..obiettivo mezz'ora di corsa.
Diamoci vari step.
- corri 2 minuti cammina 1 minuto, ripeti 8 volte
- corri 4 minuti e cammina 1 minuti e ripeti 5 volte
- corri 6 minuti e cammina 2 minuti per 3 volte
- corri 8 minuti e cammina 2 per 3 volte
- corri 10 minuti e cammina 2 per 2 volte
- corri 15 minuti e cammina 2 per 2 volte
Ogni step potrà essere tenuto fino a quando non ci si sente pronti per il successivo e dovrà essere preceduto sempre da almeno 5 minuti di camminata sostenuta per scaldare la muscolatura.
E non dimentichiamo mai di segnare con una  grande C la nostra attività sul calendario.
Questo non solo ci renderà fieri ma ci aiuterà a mostrare la nostra continuità, sempre evitando di creare un'oscillazione tra senso di colpa e senso del dovere.
Quando il piacere del movimento prenderà il sopravvento, solo allora ci si potrà finalmente rendere conto che non vi è colpa o dovere ma solo BENESSERE PSICOFISICO e la dipendenza naturale del corpo ad esso  ci renderà costanti.
Forse in modo naturale saremo già passati a 2 attività settimanali o ci arriveremo a breve.
BUONA ESTASI FISICA A TUTTI



giovedì 16 agosto 2018

Il CIBO è un educatore

Spesso chi fa scelte consapevoli alimentari ovvero chi porta attenzione ai cibi che acquista appare alla società come un elemento di disturbo, quando invece pone le basi per porsi delle domande su ogni alimento che dagli scaffali arriva nel piatto.
Quando  crescono dei figli, i genitori sono pronti a selezionare il cibo nel periodo dello svezzamento, ma poi mano a mano che si entra in un sistema educativo sociale questa attenzione scema in modo inversamente proporzionale  al tempo che un bambino trascorre fuori casa in una comunità educante.
Cosa intendo dire? Che per mancanza di tempo il genitore affida il proprio figlio all'educazione alimentare delle mense scolastiche.
Queste purtroppo seguono delle linee guida che la società rispetta pienamente. Consumo di carne e salumi più di 2 volte alla settimana per esempio, considerando che i genitori stessi proporranno poi nella cena almeno un pasto a base di carne e raramente di pesce, si trasforma in eccesso di proteine animali con conseguente acidificazione.
Consumo di latticini, cereali non integrali e sempre lavorati.
Inoltre ci si trova a confrontarsi con sapori forti, che appagano il palato e via via il bambino non riuscirà più ad apprezzare una semplice verdura cruda, una pasta integrale avrà un sapore troppo particolare, per non parlare del pane elaborato con farine antiche e semi .
Questi sono esempi semplicissimi, ma consideriamo la necessità di inghiottire sempre più zuccheri, o in forma complessa più carboidrati ed eccoci di fronte a bambini che amano solo la pasta bianca senza nemmeno sughi con verdure, oppure riso in bianco etc.
Non ci devono essere sensi di colpa, ma  prese di coscienza.
Se io genitore non sono presente ad un pasto importante come il pranzo e spesso non ho tempo con la colazione, ecco che nessuno proverà a condire in modo più piacevole l'insalata o altre verdure... E in poco tempo il bambino si abituerà senza problemi a lasciarle da parte e quando durante la cena si proverà ad insistere sui contorni crudi o cotti a base di verdure ecco che il bambino non avrà dubbi...se a pranzo non lo mangio e nessuno se ne preoccupa perchè devo mangiarlo a cena???
Ovviamente la comunità più di così non può fare anche perchè sappiamo che pochi genitori mangiano verdure quindi deve mediare tra i vari componenti sociali.
Il problema rimane insito nel fatto che l'educazione alimentare spetterebbe alla famiglia, ma anche questo ci è stato tolto falsandolo come un bisogno di fare comunità a tavola.....Come se nelle nostre memorie sensoriali ci ricordassimo dei pasti consumati in mense, ovvero grandi saloni bianchi e sterili, invece di una bella cena in un ristorante con vista sul mare o sui monti o...o semplicemente di una cena all'aperto a casa con amici o in autunno davanti al fuoco.
Qui la memoria prende il volo e il gusto si associa al ricordo stimolando la nostra passione tutta italiana per la tavola come momento di pura convivialità.
Insomma non facciamoci convincere anche di questo!!!!
Il buon senso e l'ascolto di sè devono venirci in aiuto.

Se i genitori mantengono il contatto con il cibo sano, verdure di stagione, cereali in chicchi integrali, legumi, condimenti semplici e proteine animali non in eccesso, ecco che il palato non avrà bisogno di coprire un piatto di pasta con un pomodoro freschissimo con cucchiaiate di formaggio, nono avrà bisogno di sapori forti e salati ma si abituerà a gustarsi le sfumature delle tipologie di pasta, le sfumature dei sapori delle varie verdure che ogni giorno sceglieremo per quel piatto.
Ma questo lavoro che non è altro che una parte del nostro stile di vita, viene facilitato dal tempo libero che abbiamo per cucinare per noi e i nostri figli e dalla scelta dell'educazione parentale.
Quanta fatica abbiamo fatto in questi anni per occuparci del cibo in modo così pieno, ma nonostante il nostro percorso sia passato dalla scuola pubblica dell'obbligo per poi approdare all'educazione parentale, mai siamo riusciti a lasciare i nostri figli in mensa anche se il giorno della mensa era solamente uno.
Ricordiamo ancora i 2 anni passati al pranzo del martedi recandoci con il nostro furgo Westfalia a scuola: un'ora piena di aria aperta anche in inverno con cibo e chiacchere. In questo siamo sinceri, lo si faceva anche per risparmiare, con 5 euro di mensa noi potevamo dare un pasto di qualità, cosa che sappiamo non avviene nella mensa dove ormai le cooperative esterne regnano indisturbate.
Ora mi rendo conto che tutti e 3 rispettano la nostra scelta, non hanno mai avuto problemi a gustarsi qualsiasi tipo di legume, hanno le loro preferenze sui cereali integrali dove il riso e la pasta integrali regnano indisturbati senza mai un lamento.
Con le verdure il percorso risulta sempre più ostile, ma lo si accompagna con discussioni e mediazione.
Difficile il momento dell'adolescenza, ma va rispettato, visto che anche l'omeopata ha sottolineato il fatto che i gusti cambiano accompagnando i cambiamenti e i picchi ormonali.
Il cibo diventa una vera e propria scuola di vita.
Intanto insegna loro che non vi è solo un modo di mangiare o una cucina buona per eccellenza, vi sono tanti stili alimentari, diversi modi per condire.
E qui un ringraziamento speciale va ai condimenti orientali...La salsa di soia ovvero lo Shoyu e l'acidulato di umeboshi che Cloe chiama aceto rosa.
Entrambi permettono a tutti e 3 di condirsi con piacere le loro verdure, poi certo tutto cambia e scorre :
Tommaso che mangiava broccoli a non finire ora è in stallo, ma mangia anche bietola, cicoria, cipolla cruda no, ma ama l' aglio crudo e il finocchio crudo.
Sebastiano adora prepararsi ciotole di lattuga, non predilige i sapori amari ma li tollera.
Cloe ce la ricordiamo fin da piccola con le sue cipolle crude in mano mangiate nei campi o a tavola.
Cerchiamo sempre di mescolare le verdure che piacciono a tutti e 3 ma non è sempre facile a causa del tempo che talvolta è restrittivo e anche della voglia di preparare che dopo 15 anni si è fatta altalenante.
Un ringraziamento speciale va al cibo di qualità, grande maestro di vita soprattutto quando viene autoprodotto ed ogni foglia ha un valore, ogni frutto deve essere mangiato o trasformato se troppo maturo.
Il cibo insegna a non sprecare occasioni o materie prime, insegna a riciclare e recuperare e non occorre portare i figli a corsi sul riciclo  perchè ogni giorno si confrontano con noi sull'importanza del rispetto di ciò che è stato prodotto.
L'educazione in questo modo parte dalla tavola ma non attraverso il galateo, questo in campagna è privo di senso, bensì attraverso il rispetto degli essseri viventi mangiati o allevati e attraverso il rispetto della fatica di chi produce il cibo che è essenza di vita.






venerdì 11 maggio 2018

L'orto botanico di Padova...pura esperienza sensoriale

Continuiamo a condividere esperienze........ a scuola le chiamano gite,
ma credo di essere realistica nel dire che questa parola sta molto stretta a livello educativo poichè spesso è sentita come l'unico momento di libertà concesso a bambini allevati in un'aula sempre più stretta, senza possibilità per molti di accedere più al giardino della scuola durante l'anno scolastico.
Oppure  diciamo che per molti l'accesso al verde e ai suoi potenziali risulta ormai più come una conquista in cambio di silenzio in aula, compiti svolti e verifiche del livello di apprendimento.

I ragazzi e bambini che regolarmente si trovano ogni settimana qui a Solesereno  girando liberi tra i campi e apprendendo sotto un albero o su un fienile ossigenando non solo i polmoni ma anche le capacità sensoriali, hanno girato nell'Orto di Padova con una certa libertà.
Certo dall'esterno potevano sembrare più scomposti, meno partecipi....
Ma assolutamente non lo erano ai nostri occhi!
Dipende da quali sensi si utilizzano nel percepire l'attenzione dei bambini.
Certo fare loro dei discorsi tecnici mentre si attraversa una delicata miscela di umori , colori, forme delle piante e aspettarsi interesse credo sia presuntuoso da parte degli adulti che pretendono sempre comportamenti razionali.
Eppure così avviene per le scuole, tante classi di ogni età erano guidate nell'orto....sicuramente la guida dà loro bellissime nozioni, nessuno discute di questo, ma quell'orto, come qualsiasi opera d'arte estatica era soprattutto pura estasi dei sensi.
E mai, dico mai , si pensa di condividere l'estasi artisitica in piena libertà.

Stefano, Anita,Cloe,Viola, Arturo, Bruno, Giorgio,Gabriel, Marina, Sebastiano, Lorenzo sono bambini e ragazzi a cui occorre almeno e dico almeno mezzoretta di camminata libera tra campi e alberature per attivare una nitida capacità sensoriale...Dopo si inizia a sentire che una poesia letta, alcune parole lette o narrate iniziano a percepirle e vederle.
Affiorano immagini, sensazioni, ricordi..... Questo avviene con più difficoltà se il bambino frequenta sempre e dico sempre, senza ma....., un ambiente chiuso e privato il più possibile dall' uso dell'improvvisazione.
 Immagino e so che esistono eccezioni ma queste si concludono con il ciclo della scuola primaria, laddove per fortuna esistono.
La cosa incredibile è che non si può accettare che ciò ormai risulti come una forma eccezionale di educazione.

Quindi ritorniamo dentro all'Orto botanico cosa vediamo attraverso i ricordi?
Bambini che liberamente percorrendo il tracciato scorrono , talvolta corrono , parlano, si fermano in  gruppo seduti osservandosi in specchi d'acqua, riflettono,parlano, pongono domande, seguono prima un gruppo di genitori, poi un amico, poi altri genitori, sempre riconoscendosi nell'identità di gruppo non di famiglia...talvolta si lamentano ma dura qualche attimo poichè l'orto, anche per chi ha vissuto più a lungo attraversando esperienze simili, pare essere una condizione estatica mai provata prima...
Sono sensazioni impalpabili e spesso inspiegabili poichè coinvolgono quella sfera sensoriale spesso chiamata erroneamente sesto senso, ma che in queste circostanze diventa a nostra insaputa il primo senso attivato con forza, grazie a secolari alberi che amandosi crescono fluidamente uno accanto all'altro.
Ed ecco che questa natura, così magicamente e costantemente accudita da esseri umani innamorati della vita, insegna molto più grazie ai sensi che grazie alle parole...
E questi piccoli liberi umani che si aggirano tra loro, ringraziano, ma non con le parole, con una fluida percezione emotiva libera da schemi razionali.
Ed ecco un bagaglio che entrerà e si sedimenterà a loro insaputa tra i ricordi e talvolta affiorerà.
Come è successo per esempio a Viola che alla classica domanda ...che scuola fai? o dove vai a scuola ?... ha risposto con una semplice frase..Io pianto alberi, vero mamma?
E la mamma Sara per relazionarsi con  occhi estraniati di adulti ormai dispersi nella razionalità educativa ha dovuto precisare, Viola fa la Scuola nel Bosco per creare un ponte tra una  piccola bambina che pone domande adulte e una bambina che non ha il concetto di scuola.


 Tutti noi siamo tornati arricchiti, quella pura ricchezza sedimentata per sempre ma ciò che si è sedimentato in noi è che questo percorso educativo, nonostante enormi sforzi, non sia una presa di posizione giudicante il sistema statale, ma risulta essere in questo momento storico l'unica via possibile gratuita per fare crescere la forza vitale nei bambini.
Solo con la libertà dei sensi, possono esprimersi, urlare, scrivere, cantare, fare pipì abbeverando un albero, osservare piante, animali, il vento, il sole, le stelle...
ognuno può aggiungere altri ricordi....senza essere perennemente guidati da un adulto.
Ah giusto dimenticavo aggiugerei....ed OZIARE.

Attraverso l'ozio sopraggiungono nuove idee all'uomo creativo  e si spengono ragionamenti tortuosi all'uomo razionale!



Grazie all'entusiasmo regalatoci dall'Orto Botanico di Padova anche noi troveremo i nomi delle specie di alberi presenti a solesereno, insegneremo ai bambini  i primi passi per classificare le piante e trascriveremo con arte e
improvvisazione i nomi su legni che accompagneranno alberi , arbusti e erbacee perenni.










martedì 10 aprile 2018

L'orto e la sua cura

I bambini spesso partono o fanno esperienza dell' orto in forma sporadica..trapiantando, seminando poi ė il grande essere umano che con pazienza tiene in vita le piante! Oltre agli alberi già piantati a gennaio abbiamo pensato di creare anche un loro angolo per l' orto..ma orto in che senso?? Non con tutto separato ma con tutto condiviso..cosa significa?? Che il bambino con il proprio genitore sceglie al mercato, dal vivaio, dalla fiorista o piantine orticole o fiori o bulbi.. poi ognuno di loro ogni settimana dovrà controllare come sta la piantina, di cosa ha bisogno..
.E sarà magnifico vedere in pochi metri tanta varietà e colore tanta diversità e collaborazione....Facciamo esempi..piante da orto, primule, viole, calendule,   anche rose ma non oltre come grandezza..diciamo fino ai piccoli frutti come grandezza more, lamponi , mirtilli...oppure fragole..ma vanno benissimo anche insalate, bietole colorate , patate ,etccc.

Questa l'idea iniziale e la settimana scorsa siamo partiti con la realizzazione.
Era una mattina grigia e umida di aprile i bambini hanno provato l'esperienza del trattore, poi sono passati alla zappa, al toccare la terra, si sono ritrovati con i capelli imbiancati dai petali degli alberi da frutto.
Tra l'annoiato e il rilassato si sono chinati, hanno trapiantato ed è stato solo l'inizio di un percorso di cura che li vedrà impegnati ogni settimana ad osservare e ad annaffiare per capire le necessità di una cura continua.
Siamo partiti con patate già piene di  germogli, per poi passare ai bulbi, ovvero cipolle ed aglio, qualche piantina di cetriolo che ha sofferto per il freddo, qualche primula e bulbi di fiori per colorare e giovedi vedremo come procedere.
Nel frattempo Sebastiano si è accorto che le piante di fiori eranno assetate, ora si tratta di aspettare i primi germogli e proseguire con altre varietà.
Tutto scorre grazie alla pazienza, alla capacità di osservare seguita dalla capacità di intervenire e prendere decisioni.
Orto come scuola di vita.