Un grazie speciale va a Viola e Cloe che insieme collaborando in armonia mi hanno permesso di sperimentare la danza degli elementi !!!
Ho ripreso in mano la mia ricerca corporea attraverso un sentire libero e privo di schemi dei bambini.
In tutta sincerità non tutti i bambini sono così liberi nei movimenti, l'ideale è fare queste sperimentazioni con chi non ha ancora subito costrizioni nei movimenti attraverso le danze più comuni attualmente, dalla classica, alla moderna, ritmica, artistica e tutte le baby dance del pianeta estivo...
Diciamo che il campo si restringe ma con la pratica libera e creativa del movimento i bambini molto più rapidamente degli adulti si liberano velocemente da sovrastrutture corporee e comportamentali....non basta però una pratica ne occorrono diverse.
La tecnica della danza degli elementi l'avevo praticata in una scuola di Bologna all'avanguardia almeno 15 anni fa...comprendeva il danzare seguendo ritmi diversi e diverse intensità con Acqua, Aria, Terra ,Fuoco.
L'avevo poi sperimentata con adulti ma con i bambini i risultati sono immediati poichè liberi dal sentirsi giudicati nelle loro capacità espressive corporee.
Gli elementi si possono ampliare si lavora con il metallo, si parla di roccia, di legno e anche di Luna per esempio.
Poi attaraverso la sperimentazione dei movimenti inventati dai bambini si costruiscono piccole coreografie.
Molti, nel panorama italiano della danza che riesce a vedere il bello solo in una dinamica espressiva classica, faticano a vedere una crescita della consapevolezza corporea con la danza contemporanea.
Questo è assolutamente dimostrabile con il fatto che pochissimi bambini danzano in modo libero o addirittura si avvicinano al contemporaneo in età adolescenziale dopo avere incastrato il corpo nelle strutture classiche.
Io ho compiuto vari passaggi nella mia storia dalla ritmica, allla classica moderna, alle tecniche jazz abbinate al fitness, passando per le ricerche posturali e del pilates, ma la danza che più mi ha permesso di liberare il corpo è stata la danza contemporanea attraverso questa tecnica sperimentale e attraverso il contact e ultimamente con l'Axis Syllabus.
Una cosa che ho sempre notato, quando praticavo stage con coreografi che cercavano di sbloccare strutture del movimento, è stato il blocco soprattutto in chi aveva fin da piccolo basi classiche.
E io stessa sentivo emotivamente una enorme compressione diaframmatica ed espressiva nelle poche sessioni di classica che ho affrontato per qualche anno.
La classica mi bloccava il movimento perchè mi bloccava l' intento espressivo e ho sempre pensato che mai avrei fatto studiare classica o altre discipline costrittive ai miei figli almeno fino ai 10..11 anni.
I bambini devono crescere liberi di muoversi e la natura solo li può plasmare al movimento con salti, corse, rincorse, scale, ritmi delle stagioni, lenti movimenti nell'osservare, rapidi movimenti nell'eccitazione.
La natura è l'unico strumento in grado di liberarli e di metterli in contatto profondo con il corpo e i suoi sentimenti.
Credo sia per questo motivo che la danza degli elementi si avvicina così tanto ad una libertà espressiva.
Inoltre con il tempo si entra in una qualità del movimento rendendolo autentico e ritmico senza passare dalle costrizioni nell'esecuzione.
Anche perchè non si considera abbastanza il danno fisico subito da un sovraccarico ripetitivo dato da movimenti classici, vedi per esempio la lordosi lombare di molte ragazze.
Con i bambini bastano 40 minuti, 1 ora è già pesante e lunga per un adulto, occorre rispettare l'infanzia, non pretendere prestazioni fisiche estremizzate che influenzano le loro ossa malleabili e plastiche.
Il rispetto del loro corpo e lo stimolo della crescita avviene attraverso un giocoso ascolto del movimento che sincronicamente si adatta via via al ritmo musicale e alle parole richiamate nella lezione.
E così imitando, ognuno con il proprio bagaglio emotivo, parole dense di significato, si creano memorie del movimento e queste memorie cariche di belle sensazioni porteranno ad una bellezza estatica del movimento eseguito.
Ed ecco che le prime parole rimaste nella memoria di Viola e Cloe ieri pomeriggio sono state ACQUA per Viola e LUNA per Cloe.
E la mini coreografia aperta con acqua e chiusa con luna rimarrà impressa senza sforzo nel loro corpo.
E io sono passata dal piacere estatico dell'insegnamento e ringrazio i bambini e la libertà sempre compagna di vita!!!!
Cloe e Viola mentre costruiamo la mini coreografia acqua e luna
mercoledì 29 agosto 2018
venerdì 24 agosto 2018
Una C sul calendario e diventa parte del nostro stile di vita
Quando il corpo inizia a sentire i benefici di un'attività fisica significa che potremmo essere sulla buona strada per crearci una sana dipendenza tra corpo e benessere fisico e che in qualche modo siamo stati costanti.
Essere costanti nel dedicarci a noi non si determina costringendoci ad una scelta di un giorno fisso ma significa piuttosto partire con 1 giorno di attività alla settimana e a quel giorno non rinunciare mai. E intendo mai.
Pensiamo a come la società si sia fossilizzata nel non rinunciare mai ad un pasto fondamentale come il pranzo e la cena, ritenendoli saggiamente basilari per sostenere una giornata di lavoro.
Ma l'ago della bilancia con il cibo si è spostato purtroppo verso una dipendenza emotiva dal cibo con prevalenza di cibi che appesantiscono la giornata invece di favorire un buon livello energetico.
Possibile, mi chiedo, che un popolo si sia così piegato ad esclusivi piaceri del palato e contemporaneamente a doveri lavorativi, tanto da non sentire mai la necessità di fare un'ora alla settimana di sana attività fisica all'aria aperta?
Una così semplice analisi mostra già intrinseca una deviazione nell'ascolto del piacere.
La mente assopisce e domina il corpo con forme di pigrizia delle più varie, con giustificazioni collegate al tempo che manca e al tempo che non ci aiuta con il troppo caldo, troppo freddo, il vento e la pioggia.
Sempre colpa del tempo!! Tanatos la fa da padrone perchè permettiamo alla nostra essenza di esseri umani stabili e in salute di non esprimersi.
Se solo si fosse così esigenti verso se stessi nell'esprimere sempre il desiderio di stare bene come lo si è nell'esprimere sensi di colpa se non si lavora per paura del tanto temuto giudizio sociale!!!!
Proviamo a trasformare il pensiero alla base dell'inconscio collettivo da un "Sei qualcuno solo se hai un lavoro di un certo tipo" e qui ognuno aggiunga le parole chiave che prima giungono alla mente (sicuro, indeterminato etccc) a "IO VALGO se mi prendo cura di me".
Basta questo essenziale pensiero per cambiare energeticamente la giornata.
Ma questo Cambio di Logica implica una consapevolezza critica di massa.
Diventiamo una massa critica di persone che al primo posto mettono il benessere fisico e per farlo occorrerà dedicarsi ad una camminata o ad una corsa alla settimana oppure ad un giro in bicicletta.
Però anche qui occorre darsi degli obiettivi.
Primo fra tutti se si cammina, mai camminare meno di 40 minuti di seguito cambiando ritmo del battito cardiaco e se si corre ci si può fermare a 30 minuti.
Tutti possiamo trovarci mezz'ora alla settimana!!!
Io dopo tanti anni di attività , riflessioni e studi ho potuto verificare che le persone che partono subito con più lezioni, se non sono sportive nell'animo, e qui si stringe il campo, non proseguono e non sono costanti.
Per questo motivo a tutti i nuovi, se capisco che non si occupano di attività corporea da tempo o da sempre, consiglio 1 volta alla settimana.
Un ulteriore consiglio...mai fissare un giorno esclusivo!
In questo modo si rischia di arrivare a viverla come una costrizione, esattamente come molti vivono la routine lavorativa.
Uscire dagli schemi della routine almeno con il corpo aiuta la mente a non creare sicurezze effimere attraverso essa.
IL CAMBIAMENTO è l'unica forma per vivere la vita in modo evolutivo.
Questo discorso vale sempre solo per chi non ha provato piacere ma costrizione nell'attività fisica.
La corsa e la camminata svolte in un crescendo di tempi e di giornate dovranno essere affrontate con una certa determinazione.
Si parte sempre con una camminata a ritmo personale di 5 minuti circa (ci si accorgerà che il corpo memorizza i tempi e sarà lui a scandirli) per poi passare ad un ritmo più sostenuto con la camminata, occorrerà allungare il passo, lasciare che l'addome ovvero il nostro CORE, il nostro centro ci sostenga, liberando le anche da rigidità culturali.
L'anca dovrà avere un sano lieve movimento ondulatorio e questo permetterà alla camminata di farsi più ampia e leggera.
Più ci avviciniamo con tanta esperienza e pratica ad un movimento naturale del corpo meno energia servirà per camminare poichè il corpo sfrutta in modo fisico l'energia cinetica liberatasi nel movimento ondulatorio.
Le braccia non vanno dimenticate, sono fondamentali e anche l'utilizzo dei pettorali.....il busto non è perfettamente dritto, ma presenta un leggero sbilanciamento in avanti per sfruttare l'energia che si genera nel movimento continuo che darà la sensazione di essere infinito, di generare un 'infinita possibilità di movimento.
Quando nel tempo 30 o 40 minuti ci risulteranno stretti si potrà arrivare all'ora almeno con la camminata, con la corsa vanno benissimo anche 45 minuti.
I movimenti con la corsa si riducono e i tempi cambiano.
Prendiamo spunto da Runner's..obiettivo mezz'ora di corsa.
Diamoci vari step.
- corri 2 minuti cammina 1 minuto, ripeti 8 volte
- corri 4 minuti e cammina 1 minuti e ripeti 5 volte
- corri 6 minuti e cammina 2 minuti per 3 volte
- corri 8 minuti e cammina 2 per 3 volte
- corri 10 minuti e cammina 2 per 2 volte
- corri 15 minuti e cammina 2 per 2 volte
Ogni step potrà essere tenuto fino a quando non ci si sente pronti per il successivo e dovrà essere preceduto sempre da almeno 5 minuti di camminata sostenuta per scaldare la muscolatura.
E non dimentichiamo mai di segnare con una grande C la nostra attività sul calendario.
Questo non solo ci renderà fieri ma ci aiuterà a mostrare la nostra continuità, sempre evitando di creare un'oscillazione tra senso di colpa e senso del dovere.
Quando il piacere del movimento prenderà il sopravvento, solo allora ci si potrà finalmente rendere conto che non vi è colpa o dovere ma solo BENESSERE PSICOFISICO e la dipendenza naturale del corpo ad esso ci renderà costanti.
Forse in modo naturale saremo già passati a 2 attività settimanali o ci arriveremo a breve.
BUONA ESTASI FISICA A TUTTI
Essere costanti nel dedicarci a noi non si determina costringendoci ad una scelta di un giorno fisso ma significa piuttosto partire con 1 giorno di attività alla settimana e a quel giorno non rinunciare mai. E intendo mai.
Pensiamo a come la società si sia fossilizzata nel non rinunciare mai ad un pasto fondamentale come il pranzo e la cena, ritenendoli saggiamente basilari per sostenere una giornata di lavoro.
Ma l'ago della bilancia con il cibo si è spostato purtroppo verso una dipendenza emotiva dal cibo con prevalenza di cibi che appesantiscono la giornata invece di favorire un buon livello energetico.
Possibile, mi chiedo, che un popolo si sia così piegato ad esclusivi piaceri del palato e contemporaneamente a doveri lavorativi, tanto da non sentire mai la necessità di fare un'ora alla settimana di sana attività fisica all'aria aperta?
Una così semplice analisi mostra già intrinseca una deviazione nell'ascolto del piacere.
La mente assopisce e domina il corpo con forme di pigrizia delle più varie, con giustificazioni collegate al tempo che manca e al tempo che non ci aiuta con il troppo caldo, troppo freddo, il vento e la pioggia.
Sempre colpa del tempo!! Tanatos la fa da padrone perchè permettiamo alla nostra essenza di esseri umani stabili e in salute di non esprimersi.
Se solo si fosse così esigenti verso se stessi nell'esprimere sempre il desiderio di stare bene come lo si è nell'esprimere sensi di colpa se non si lavora per paura del tanto temuto giudizio sociale!!!!
Proviamo a trasformare il pensiero alla base dell'inconscio collettivo da un "Sei qualcuno solo se hai un lavoro di un certo tipo" e qui ognuno aggiunga le parole chiave che prima giungono alla mente (sicuro, indeterminato etccc) a "IO VALGO se mi prendo cura di me".
Basta questo essenziale pensiero per cambiare energeticamente la giornata.
Ma questo Cambio di Logica implica una consapevolezza critica di massa.
Diventiamo una massa critica di persone che al primo posto mettono il benessere fisico e per farlo occorrerà dedicarsi ad una camminata o ad una corsa alla settimana oppure ad un giro in bicicletta.
Però anche qui occorre darsi degli obiettivi.
Primo fra tutti se si cammina, mai camminare meno di 40 minuti di seguito cambiando ritmo del battito cardiaco e se si corre ci si può fermare a 30 minuti.
Tutti possiamo trovarci mezz'ora alla settimana!!!
Io dopo tanti anni di attività , riflessioni e studi ho potuto verificare che le persone che partono subito con più lezioni, se non sono sportive nell'animo, e qui si stringe il campo, non proseguono e non sono costanti.
Per questo motivo a tutti i nuovi, se capisco che non si occupano di attività corporea da tempo o da sempre, consiglio 1 volta alla settimana.
Un ulteriore consiglio...mai fissare un giorno esclusivo!
In questo modo si rischia di arrivare a viverla come una costrizione, esattamente come molti vivono la routine lavorativa.
Uscire dagli schemi della routine almeno con il corpo aiuta la mente a non creare sicurezze effimere attraverso essa.
IL CAMBIAMENTO è l'unica forma per vivere la vita in modo evolutivo.
Questo discorso vale sempre solo per chi non ha provato piacere ma costrizione nell'attività fisica.
La corsa e la camminata svolte in un crescendo di tempi e di giornate dovranno essere affrontate con una certa determinazione.
Si parte sempre con una camminata a ritmo personale di 5 minuti circa (ci si accorgerà che il corpo memorizza i tempi e sarà lui a scandirli) per poi passare ad un ritmo più sostenuto con la camminata, occorrerà allungare il passo, lasciare che l'addome ovvero il nostro CORE, il nostro centro ci sostenga, liberando le anche da rigidità culturali.
L'anca dovrà avere un sano lieve movimento ondulatorio e questo permetterà alla camminata di farsi più ampia e leggera.
Più ci avviciniamo con tanta esperienza e pratica ad un movimento naturale del corpo meno energia servirà per camminare poichè il corpo sfrutta in modo fisico l'energia cinetica liberatasi nel movimento ondulatorio.
Le braccia non vanno dimenticate, sono fondamentali e anche l'utilizzo dei pettorali.....il busto non è perfettamente dritto, ma presenta un leggero sbilanciamento in avanti per sfruttare l'energia che si genera nel movimento continuo che darà la sensazione di essere infinito, di generare un 'infinita possibilità di movimento.
Quando nel tempo 30 o 40 minuti ci risulteranno stretti si potrà arrivare all'ora almeno con la camminata, con la corsa vanno benissimo anche 45 minuti.
I movimenti con la corsa si riducono e i tempi cambiano.
Prendiamo spunto da Runner's..obiettivo mezz'ora di corsa.
Diamoci vari step.
- corri 2 minuti cammina 1 minuto, ripeti 8 volte
- corri 4 minuti e cammina 1 minuti e ripeti 5 volte
- corri 6 minuti e cammina 2 minuti per 3 volte
- corri 8 minuti e cammina 2 per 3 volte
- corri 10 minuti e cammina 2 per 2 volte
- corri 15 minuti e cammina 2 per 2 volte
Ogni step potrà essere tenuto fino a quando non ci si sente pronti per il successivo e dovrà essere preceduto sempre da almeno 5 minuti di camminata sostenuta per scaldare la muscolatura.
E non dimentichiamo mai di segnare con una grande C la nostra attività sul calendario.
Questo non solo ci renderà fieri ma ci aiuterà a mostrare la nostra continuità, sempre evitando di creare un'oscillazione tra senso di colpa e senso del dovere.
Quando il piacere del movimento prenderà il sopravvento, solo allora ci si potrà finalmente rendere conto che non vi è colpa o dovere ma solo BENESSERE PSICOFISICO e la dipendenza naturale del corpo ad esso ci renderà costanti.
Forse in modo naturale saremo già passati a 2 attività settimanali o ci arriveremo a breve.
BUONA ESTASI FISICA A TUTTI
giovedì 16 agosto 2018
Il CIBO è un educatore
Spesso chi fa scelte consapevoli alimentari ovvero chi porta attenzione ai cibi che acquista appare alla società come un elemento di disturbo, quando invece pone le basi per porsi delle domande su ogni alimento che dagli scaffali arriva nel piatto.
Quando crescono dei figli, i genitori sono pronti a selezionare il cibo nel periodo dello svezzamento, ma poi mano a mano che si entra in un sistema educativo sociale questa attenzione scema in modo inversamente proporzionale al tempo che un bambino trascorre fuori casa in una comunità educante.
Cosa intendo dire? Che per mancanza di tempo il genitore affida il proprio figlio all'educazione alimentare delle mense scolastiche.
Queste purtroppo seguono delle linee guida che la società rispetta pienamente. Consumo di carne e salumi più di 2 volte alla settimana per esempio, considerando che i genitori stessi proporranno poi nella cena almeno un pasto a base di carne e raramente di pesce, si trasforma in eccesso di proteine animali con conseguente acidificazione.
Consumo di latticini, cereali non integrali e sempre lavorati.
Inoltre ci si trova a confrontarsi con sapori forti, che appagano il palato e via via il bambino non riuscirà più ad apprezzare una semplice verdura cruda, una pasta integrale avrà un sapore troppo particolare, per non parlare del pane elaborato con farine antiche e semi .
Questi sono esempi semplicissimi, ma consideriamo la necessità di inghiottire sempre più zuccheri, o in forma complessa più carboidrati ed eccoci di fronte a bambini che amano solo la pasta bianca senza nemmeno sughi con verdure, oppure riso in bianco etc.
Non ci devono essere sensi di colpa, ma prese di coscienza.
Se io genitore non sono presente ad un pasto importante come il pranzo e spesso non ho tempo con la colazione, ecco che nessuno proverà a condire in modo più piacevole l'insalata o altre verdure... E in poco tempo il bambino si abituerà senza problemi a lasciarle da parte e quando durante la cena si proverà ad insistere sui contorni crudi o cotti a base di verdure ecco che il bambino non avrà dubbi...se a pranzo non lo mangio e nessuno se ne preoccupa perchè devo mangiarlo a cena???
Ovviamente la comunità più di così non può fare anche perchè sappiamo che pochi genitori mangiano verdure quindi deve mediare tra i vari componenti sociali.
Il problema rimane insito nel fatto che l'educazione alimentare spetterebbe alla famiglia, ma anche questo ci è stato tolto falsandolo come un bisogno di fare comunità a tavola.....Come se nelle nostre memorie sensoriali ci ricordassimo dei pasti consumati in mense, ovvero grandi saloni bianchi e sterili, invece di una bella cena in un ristorante con vista sul mare o sui monti o...o semplicemente di una cena all'aperto a casa con amici o in autunno davanti al fuoco.
Qui la memoria prende il volo e il gusto si associa al ricordo stimolando la nostra passione tutta italiana per la tavola come momento di pura convivialità.
Insomma non facciamoci convincere anche di questo!!!!
Il buon senso e l'ascolto di sè devono venirci in aiuto.
Se i genitori mantengono il contatto con il cibo sano, verdure di stagione, cereali in chicchi integrali, legumi, condimenti semplici e proteine animali non in eccesso, ecco che il palato non avrà bisogno di coprire un piatto di pasta con un pomodoro freschissimo con cucchiaiate di formaggio, nono avrà bisogno di sapori forti e salati ma si abituerà a gustarsi le sfumature delle tipologie di pasta, le sfumature dei sapori delle varie verdure che ogni giorno sceglieremo per quel piatto.
Ma questo lavoro che non è altro che una parte del nostro stile di vita, viene facilitato dal tempo libero che abbiamo per cucinare per noi e i nostri figli e dalla scelta dell'educazione parentale.
Quanta fatica abbiamo fatto in questi anni per occuparci del cibo in modo così pieno, ma nonostante il nostro percorso sia passato dalla scuola pubblica dell'obbligo per poi approdare all'educazione parentale, mai siamo riusciti a lasciare i nostri figli in mensa anche se il giorno della mensa era solamente uno.
Ricordiamo ancora i 2 anni passati al pranzo del martedi recandoci con il nostro furgo Westfalia a scuola: un'ora piena di aria aperta anche in inverno con cibo e chiacchere. In questo siamo sinceri, lo si faceva anche per risparmiare, con 5 euro di mensa noi potevamo dare un pasto di qualità, cosa che sappiamo non avviene nella mensa dove ormai le cooperative esterne regnano indisturbate.
Ora mi rendo conto che tutti e 3 rispettano la nostra scelta, non hanno mai avuto problemi a gustarsi qualsiasi tipo di legume, hanno le loro preferenze sui cereali integrali dove il riso e la pasta integrali regnano indisturbati senza mai un lamento.
Con le verdure il percorso risulta sempre più ostile, ma lo si accompagna con discussioni e mediazione.
Difficile il momento dell'adolescenza, ma va rispettato, visto che anche l'omeopata ha sottolineato il fatto che i gusti cambiano accompagnando i cambiamenti e i picchi ormonali.
Il cibo diventa una vera e propria scuola di vita.
Intanto insegna loro che non vi è solo un modo di mangiare o una cucina buona per eccellenza, vi sono tanti stili alimentari, diversi modi per condire.
E qui un ringraziamento speciale va ai condimenti orientali...La salsa di soia ovvero lo Shoyu e l'acidulato di umeboshi che Cloe chiama aceto rosa.
Entrambi permettono a tutti e 3 di condirsi con piacere le loro verdure, poi certo tutto cambia e scorre :
Tommaso che mangiava broccoli a non finire ora è in stallo, ma mangia anche bietola, cicoria, cipolla cruda no, ma ama l' aglio crudo e il finocchio crudo.
Sebastiano adora prepararsi ciotole di lattuga, non predilige i sapori amari ma li tollera.
Cloe ce la ricordiamo fin da piccola con le sue cipolle crude in mano mangiate nei campi o a tavola.
Cerchiamo sempre di mescolare le verdure che piacciono a tutti e 3 ma non è sempre facile a causa del tempo che talvolta è restrittivo e anche della voglia di preparare che dopo 15 anni si è fatta altalenante.
Un ringraziamento speciale va al cibo di qualità, grande maestro di vita soprattutto quando viene autoprodotto ed ogni foglia ha un valore, ogni frutto deve essere mangiato o trasformato se troppo maturo.
Il cibo insegna a non sprecare occasioni o materie prime, insegna a riciclare e recuperare e non occorre portare i figli a corsi sul riciclo perchè ogni giorno si confrontano con noi sull'importanza del rispetto di ciò che è stato prodotto.
L'educazione in questo modo parte dalla tavola ma non attraverso il galateo, questo in campagna è privo di senso, bensì attraverso il rispetto degli essseri viventi mangiati o allevati e attraverso il rispetto della fatica di chi produce il cibo che è essenza di vita.
Quando crescono dei figli, i genitori sono pronti a selezionare il cibo nel periodo dello svezzamento, ma poi mano a mano che si entra in un sistema educativo sociale questa attenzione scema in modo inversamente proporzionale al tempo che un bambino trascorre fuori casa in una comunità educante.
Cosa intendo dire? Che per mancanza di tempo il genitore affida il proprio figlio all'educazione alimentare delle mense scolastiche.
Queste purtroppo seguono delle linee guida che la società rispetta pienamente. Consumo di carne e salumi più di 2 volte alla settimana per esempio, considerando che i genitori stessi proporranno poi nella cena almeno un pasto a base di carne e raramente di pesce, si trasforma in eccesso di proteine animali con conseguente acidificazione.
Consumo di latticini, cereali non integrali e sempre lavorati.
Inoltre ci si trova a confrontarsi con sapori forti, che appagano il palato e via via il bambino non riuscirà più ad apprezzare una semplice verdura cruda, una pasta integrale avrà un sapore troppo particolare, per non parlare del pane elaborato con farine antiche e semi .
Questi sono esempi semplicissimi, ma consideriamo la necessità di inghiottire sempre più zuccheri, o in forma complessa più carboidrati ed eccoci di fronte a bambini che amano solo la pasta bianca senza nemmeno sughi con verdure, oppure riso in bianco etc.
Non ci devono essere sensi di colpa, ma prese di coscienza.
Se io genitore non sono presente ad un pasto importante come il pranzo e spesso non ho tempo con la colazione, ecco che nessuno proverà a condire in modo più piacevole l'insalata o altre verdure... E in poco tempo il bambino si abituerà senza problemi a lasciarle da parte e quando durante la cena si proverà ad insistere sui contorni crudi o cotti a base di verdure ecco che il bambino non avrà dubbi...se a pranzo non lo mangio e nessuno se ne preoccupa perchè devo mangiarlo a cena???
Ovviamente la comunità più di così non può fare anche perchè sappiamo che pochi genitori mangiano verdure quindi deve mediare tra i vari componenti sociali.
Il problema rimane insito nel fatto che l'educazione alimentare spetterebbe alla famiglia, ma anche questo ci è stato tolto falsandolo come un bisogno di fare comunità a tavola.....Come se nelle nostre memorie sensoriali ci ricordassimo dei pasti consumati in mense, ovvero grandi saloni bianchi e sterili, invece di una bella cena in un ristorante con vista sul mare o sui monti o...o semplicemente di una cena all'aperto a casa con amici o in autunno davanti al fuoco.
Qui la memoria prende il volo e il gusto si associa al ricordo stimolando la nostra passione tutta italiana per la tavola come momento di pura convivialità.
Insomma non facciamoci convincere anche di questo!!!!
Il buon senso e l'ascolto di sè devono venirci in aiuto.
Se i genitori mantengono il contatto con il cibo sano, verdure di stagione, cereali in chicchi integrali, legumi, condimenti semplici e proteine animali non in eccesso, ecco che il palato non avrà bisogno di coprire un piatto di pasta con un pomodoro freschissimo con cucchiaiate di formaggio, nono avrà bisogno di sapori forti e salati ma si abituerà a gustarsi le sfumature delle tipologie di pasta, le sfumature dei sapori delle varie verdure che ogni giorno sceglieremo per quel piatto.
Ma questo lavoro che non è altro che una parte del nostro stile di vita, viene facilitato dal tempo libero che abbiamo per cucinare per noi e i nostri figli e dalla scelta dell'educazione parentale.
Quanta fatica abbiamo fatto in questi anni per occuparci del cibo in modo così pieno, ma nonostante il nostro percorso sia passato dalla scuola pubblica dell'obbligo per poi approdare all'educazione parentale, mai siamo riusciti a lasciare i nostri figli in mensa anche se il giorno della mensa era solamente uno.
Ricordiamo ancora i 2 anni passati al pranzo del martedi recandoci con il nostro furgo Westfalia a scuola: un'ora piena di aria aperta anche in inverno con cibo e chiacchere. In questo siamo sinceri, lo si faceva anche per risparmiare, con 5 euro di mensa noi potevamo dare un pasto di qualità, cosa che sappiamo non avviene nella mensa dove ormai le cooperative esterne regnano indisturbate.
Ora mi rendo conto che tutti e 3 rispettano la nostra scelta, non hanno mai avuto problemi a gustarsi qualsiasi tipo di legume, hanno le loro preferenze sui cereali integrali dove il riso e la pasta integrali regnano indisturbati senza mai un lamento.
Con le verdure il percorso risulta sempre più ostile, ma lo si accompagna con discussioni e mediazione.
Difficile il momento dell'adolescenza, ma va rispettato, visto che anche l'omeopata ha sottolineato il fatto che i gusti cambiano accompagnando i cambiamenti e i picchi ormonali.
Il cibo diventa una vera e propria scuola di vita.
Intanto insegna loro che non vi è solo un modo di mangiare o una cucina buona per eccellenza, vi sono tanti stili alimentari, diversi modi per condire.
E qui un ringraziamento speciale va ai condimenti orientali...La salsa di soia ovvero lo Shoyu e l'acidulato di umeboshi che Cloe chiama aceto rosa.
Entrambi permettono a tutti e 3 di condirsi con piacere le loro verdure, poi certo tutto cambia e scorre :
Tommaso che mangiava broccoli a non finire ora è in stallo, ma mangia anche bietola, cicoria, cipolla cruda no, ma ama l' aglio crudo e il finocchio crudo.
Sebastiano adora prepararsi ciotole di lattuga, non predilige i sapori amari ma li tollera.
Cloe ce la ricordiamo fin da piccola con le sue cipolle crude in mano mangiate nei campi o a tavola.
Cerchiamo sempre di mescolare le verdure che piacciono a tutti e 3 ma non è sempre facile a causa del tempo che talvolta è restrittivo e anche della voglia di preparare che dopo 15 anni si è fatta altalenante.
Un ringraziamento speciale va al cibo di qualità, grande maestro di vita soprattutto quando viene autoprodotto ed ogni foglia ha un valore, ogni frutto deve essere mangiato o trasformato se troppo maturo.
Il cibo insegna a non sprecare occasioni o materie prime, insegna a riciclare e recuperare e non occorre portare i figli a corsi sul riciclo perchè ogni giorno si confrontano con noi sull'importanza del rispetto di ciò che è stato prodotto.
L'educazione in questo modo parte dalla tavola ma non attraverso il galateo, questo in campagna è privo di senso, bensì attraverso il rispetto degli essseri viventi mangiati o allevati e attraverso il rispetto della fatica di chi produce il cibo che è essenza di vita.
venerdì 11 maggio 2018
L'orto botanico di Padova...pura esperienza sensoriale
Continuiamo a condividere esperienze........ a scuola le chiamano gite,
ma credo di essere realistica nel dire che questa parola sta molto stretta a livello educativo poichè spesso è sentita come l'unico momento di libertà concesso a bambini allevati in un'aula sempre più stretta, senza possibilità per molti di accedere più al giardino della scuola durante l'anno scolastico.
Oppure diciamo che per molti l'accesso al verde e ai suoi potenziali risulta ormai più come una conquista in cambio di silenzio in aula, compiti svolti e verifiche del livello di apprendimento.
I ragazzi e bambini che regolarmente si trovano ogni settimana qui a Solesereno girando liberi tra i campi e apprendendo sotto un albero o su un fienile ossigenando non solo i polmoni ma anche le capacità sensoriali, hanno girato nell'Orto di Padova con una certa libertà.
Certo dall'esterno potevano sembrare più scomposti, meno partecipi....
Ma assolutamente non lo erano ai nostri occhi!
Dipende da quali sensi si utilizzano nel percepire l'attenzione dei bambini.
Certo fare loro dei discorsi tecnici mentre si attraversa una delicata miscela di umori , colori, forme delle piante e aspettarsi interesse credo sia presuntuoso da parte degli adulti che pretendono sempre comportamenti razionali.
Eppure così avviene per le scuole, tante classi di ogni età erano guidate nell'orto....sicuramente la guida dà loro bellissime nozioni, nessuno discute di questo, ma quell'orto, come qualsiasi opera d'arte estatica era soprattutto pura estasi dei sensi.
E mai, dico mai , si pensa di condividere l'estasi artisitica in piena libertà.
Stefano, Anita,Cloe,Viola, Arturo, Bruno, Giorgio,Gabriel, Marina, Sebastiano, Lorenzo sono bambini e ragazzi a cui occorre almeno e dico almeno mezzoretta di camminata libera tra campi e alberature per attivare una nitida capacità sensoriale...Dopo si inizia a sentire che una poesia letta, alcune parole lette o narrate iniziano a percepirle e vederle.
Affiorano immagini, sensazioni, ricordi..... Questo avviene con più difficoltà se il bambino frequenta sempre e dico sempre, senza ma....., un ambiente chiuso e privato il più possibile dall' uso dell'improvvisazione.
Immagino e so che esistono eccezioni ma queste si concludono con il ciclo della scuola primaria, laddove per fortuna esistono.
La cosa incredibile è che non si può accettare che ciò ormai risulti come una forma eccezionale di educazione.
Quindi ritorniamo dentro all'Orto botanico cosa vediamo attraverso i ricordi?
Bambini che liberamente percorrendo il tracciato scorrono , talvolta corrono , parlano, si fermano in gruppo seduti osservandosi in specchi d'acqua, riflettono,parlano, pongono domande, seguono prima un gruppo di genitori, poi un amico, poi altri genitori, sempre riconoscendosi nell'identità di gruppo non di famiglia...talvolta si lamentano ma dura qualche attimo poichè l'orto, anche per chi ha vissuto più a lungo attraversando esperienze simili, pare essere una condizione estatica mai provata prima...
Sono sensazioni impalpabili e spesso inspiegabili poichè coinvolgono quella sfera sensoriale spesso chiamata erroneamente sesto senso, ma che in queste circostanze diventa a nostra insaputa il primo senso attivato con forza, grazie a secolari alberi che amandosi crescono fluidamente uno accanto all'altro.
Ed ecco che questa natura, così magicamente e costantemente accudita da esseri umani innamorati della vita, insegna molto più grazie ai sensi che grazie alle parole...
E questi piccoli liberi umani che si aggirano tra loro, ringraziano, ma non con le parole, con una fluida percezione emotiva libera da schemi razionali.
Ed ecco un bagaglio che entrerà e si sedimenterà a loro insaputa tra i ricordi e talvolta affiorerà.
Come è successo per esempio a Viola che alla classica domanda ...che scuola fai? o dove vai a scuola ?... ha risposto con una semplice frase..Io pianto alberi, vero mamma?
E la mamma Sara per relazionarsi con occhi estraniati di adulti ormai dispersi nella razionalità educativa ha dovuto precisare, Viola fa la Scuola nel Bosco per creare un ponte tra una piccola bambina che pone domande adulte e una bambina che non ha il concetto di scuola.
Tutti noi siamo tornati arricchiti, quella pura ricchezza sedimentata per sempre ma ciò che si è sedimentato in noi è che questo percorso educativo, nonostante enormi sforzi, non sia una presa di posizione giudicante il sistema statale, ma risulta essere in questo momento storico l'unica via possibile gratuita per fare crescere la forza vitale nei bambini.
Solo con la libertà dei sensi, possono esprimersi, urlare, scrivere, cantare, fare pipì abbeverando un albero, osservare piante, animali, il vento, il sole, le stelle...
ognuno può aggiungere altri ricordi....senza essere perennemente guidati da un adulto.
Ah giusto dimenticavo aggiugerei....ed OZIARE.
Attraverso l'ozio sopraggiungono nuove idee all'uomo creativo e si spengono ragionamenti tortuosi all'uomo razionale!
Grazie all'entusiasmo regalatoci dall'Orto Botanico di Padova anche noi troveremo i nomi delle specie di alberi presenti a solesereno, insegneremo ai bambini i primi passi per classificare le piante e trascriveremo con arte e
improvvisazione i nomi su legni che accompagneranno alberi , arbusti e erbacee perenni.
ma credo di essere realistica nel dire che questa parola sta molto stretta a livello educativo poichè spesso è sentita come l'unico momento di libertà concesso a bambini allevati in un'aula sempre più stretta, senza possibilità per molti di accedere più al giardino della scuola durante l'anno scolastico.
Oppure diciamo che per molti l'accesso al verde e ai suoi potenziali risulta ormai più come una conquista in cambio di silenzio in aula, compiti svolti e verifiche del livello di apprendimento.
I ragazzi e bambini che regolarmente si trovano ogni settimana qui a Solesereno girando liberi tra i campi e apprendendo sotto un albero o su un fienile ossigenando non solo i polmoni ma anche le capacità sensoriali, hanno girato nell'Orto di Padova con una certa libertà.
Certo dall'esterno potevano sembrare più scomposti, meno partecipi....
Ma assolutamente non lo erano ai nostri occhi!
Dipende da quali sensi si utilizzano nel percepire l'attenzione dei bambini.
Certo fare loro dei discorsi tecnici mentre si attraversa una delicata miscela di umori , colori, forme delle piante e aspettarsi interesse credo sia presuntuoso da parte degli adulti che pretendono sempre comportamenti razionali.
Eppure così avviene per le scuole, tante classi di ogni età erano guidate nell'orto....sicuramente la guida dà loro bellissime nozioni, nessuno discute di questo, ma quell'orto, come qualsiasi opera d'arte estatica era soprattutto pura estasi dei sensi.
E mai, dico mai , si pensa di condividere l'estasi artisitica in piena libertà.
Stefano, Anita,Cloe,Viola, Arturo, Bruno, Giorgio,Gabriel, Marina, Sebastiano, Lorenzo sono bambini e ragazzi a cui occorre almeno e dico almeno mezzoretta di camminata libera tra campi e alberature per attivare una nitida capacità sensoriale...Dopo si inizia a sentire che una poesia letta, alcune parole lette o narrate iniziano a percepirle e vederle.
Affiorano immagini, sensazioni, ricordi..... Questo avviene con più difficoltà se il bambino frequenta sempre e dico sempre, senza ma....., un ambiente chiuso e privato il più possibile dall' uso dell'improvvisazione.
Immagino e so che esistono eccezioni ma queste si concludono con il ciclo della scuola primaria, laddove per fortuna esistono.
La cosa incredibile è che non si può accettare che ciò ormai risulti come una forma eccezionale di educazione.
Quindi ritorniamo dentro all'Orto botanico cosa vediamo attraverso i ricordi?
Bambini che liberamente percorrendo il tracciato scorrono , talvolta corrono , parlano, si fermano in gruppo seduti osservandosi in specchi d'acqua, riflettono,parlano, pongono domande, seguono prima un gruppo di genitori, poi un amico, poi altri genitori, sempre riconoscendosi nell'identità di gruppo non di famiglia...talvolta si lamentano ma dura qualche attimo poichè l'orto, anche per chi ha vissuto più a lungo attraversando esperienze simili, pare essere una condizione estatica mai provata prima...
Sono sensazioni impalpabili e spesso inspiegabili poichè coinvolgono quella sfera sensoriale spesso chiamata erroneamente sesto senso, ma che in queste circostanze diventa a nostra insaputa il primo senso attivato con forza, grazie a secolari alberi che amandosi crescono fluidamente uno accanto all'altro.
Ed ecco che questa natura, così magicamente e costantemente accudita da esseri umani innamorati della vita, insegna molto più grazie ai sensi che grazie alle parole...
E questi piccoli liberi umani che si aggirano tra loro, ringraziano, ma non con le parole, con una fluida percezione emotiva libera da schemi razionali.
Ed ecco un bagaglio che entrerà e si sedimenterà a loro insaputa tra i ricordi e talvolta affiorerà.
Come è successo per esempio a Viola che alla classica domanda ...che scuola fai? o dove vai a scuola ?... ha risposto con una semplice frase..Io pianto alberi, vero mamma?
E la mamma Sara per relazionarsi con occhi estraniati di adulti ormai dispersi nella razionalità educativa ha dovuto precisare, Viola fa la Scuola nel Bosco per creare un ponte tra una piccola bambina che pone domande adulte e una bambina che non ha il concetto di scuola.
Tutti noi siamo tornati arricchiti, quella pura ricchezza sedimentata per sempre ma ciò che si è sedimentato in noi è che questo percorso educativo, nonostante enormi sforzi, non sia una presa di posizione giudicante il sistema statale, ma risulta essere in questo momento storico l'unica via possibile gratuita per fare crescere la forza vitale nei bambini.
Solo con la libertà dei sensi, possono esprimersi, urlare, scrivere, cantare, fare pipì abbeverando un albero, osservare piante, animali, il vento, il sole, le stelle...
ognuno può aggiungere altri ricordi....senza essere perennemente guidati da un adulto.
Ah giusto dimenticavo aggiugerei....ed OZIARE.
Attraverso l'ozio sopraggiungono nuove idee all'uomo creativo e si spengono ragionamenti tortuosi all'uomo razionale!
Grazie all'entusiasmo regalatoci dall'Orto Botanico di Padova anche noi troveremo i nomi delle specie di alberi presenti a solesereno, insegneremo ai bambini i primi passi per classificare le piante e trascriveremo con arte e
improvvisazione i nomi su legni che accompagneranno alberi , arbusti e erbacee perenni.
martedì 10 aprile 2018
L'orto e la sua cura
I bambini spesso partono o fanno esperienza dell' orto in forma
sporadica..trapiantando, seminando poi ė il grande essere umano che con
pazienza tiene in vita le piante! Oltre agli alberi già piantati a
gennaio abbiamo pensato di creare anche un loro angolo per l' orto..ma orto in
che senso?? Non con tutto separato ma con tutto condiviso..cosa
significa?? Che il bambino con il proprio genitore sceglie al mercato,
dal vivaio, dalla fiorista o piantine orticole o fiori o bulbi.. poi
ognuno di loro ogni settimana dovrà controllare come sta la piantina, di
cosa ha bisogno..
.E sarà magnifico vedere in pochi metri tanta varietà e colore tanta diversità e collaborazione....Facciamo esempi..piante da orto, primule, viole, calendule, anche rose ma non oltre come grandezza..diciamo fino ai piccoli frutti come grandezza more, lamponi , mirtilli...oppure fragole..ma vanno benissimo anche insalate, bietole colorate , patate ,etccc.
Questa l'idea iniziale e la settimana scorsa siamo partiti con la realizzazione.
Era una mattina grigia e umida di aprile i bambini hanno provato l'esperienza del trattore, poi sono passati alla zappa, al toccare la terra, si sono ritrovati con i capelli imbiancati dai petali degli alberi da frutto.
Tra l'annoiato e il rilassato si sono chinati, hanno trapiantato ed è stato solo l'inizio di un percorso di cura che li vedrà impegnati ogni settimana ad osservare e ad annaffiare per capire le necessità di una cura continua.
Siamo partiti con patate già piene di germogli, per poi passare ai bulbi, ovvero cipolle ed aglio, qualche piantina di cetriolo che ha sofferto per il freddo, qualche primula e bulbi di fiori per colorare e giovedi vedremo come procedere.
Nel frattempo Sebastiano si è accorto che le piante di fiori eranno assetate, ora si tratta di aspettare i primi germogli e proseguire con altre varietà.
Tutto scorre grazie alla pazienza, alla capacità di osservare seguita dalla capacità di intervenire e prendere decisioni.
Orto come scuola di vita.
.E sarà magnifico vedere in pochi metri tanta varietà e colore tanta diversità e collaborazione....Facciamo esempi..piante da orto, primule, viole, calendule, anche rose ma non oltre come grandezza..diciamo fino ai piccoli frutti come grandezza more, lamponi , mirtilli...oppure fragole..ma vanno benissimo anche insalate, bietole colorate , patate ,etccc.
Questa l'idea iniziale e la settimana scorsa siamo partiti con la realizzazione.
Era una mattina grigia e umida di aprile i bambini hanno provato l'esperienza del trattore, poi sono passati alla zappa, al toccare la terra, si sono ritrovati con i capelli imbiancati dai petali degli alberi da frutto.
Tra l'annoiato e il rilassato si sono chinati, hanno trapiantato ed è stato solo l'inizio di un percorso di cura che li vedrà impegnati ogni settimana ad osservare e ad annaffiare per capire le necessità di una cura continua.
Siamo partiti con patate già piene di germogli, per poi passare ai bulbi, ovvero cipolle ed aglio, qualche piantina di cetriolo che ha sofferto per il freddo, qualche primula e bulbi di fiori per colorare e giovedi vedremo come procedere.
Nel frattempo Sebastiano si è accorto che le piante di fiori eranno assetate, ora si tratta di aspettare i primi germogli e proseguire con altre varietà.
Tutto scorre grazie alla pazienza, alla capacità di osservare seguita dalla capacità di intervenire e prendere decisioni.
Orto come scuola di vita.
venerdì 16 marzo 2018
Partendo dalla fisica quantistica
Condividere felicità e cambiamenti evolutivi credo, anzi sento, essere il nocciolo della vita..un po' come essere dentro la madre terra, al centro nel suo meraviglioso nucleo e condividere la sua infinita rotazione.
Come si può dedurre dalle scoperte della fisica quantistica che vanno interpretate senza paura..vedi entanglement, doppia fenditura, principio di incertezza....siamo alla fine di una storia plurimillenaria che ha separato l'eros dalle emozioni cioè dalla psiche.
Ora nel presente, ci sono esseri umani che li riconciliano, ascendono verso la trasparenza e la comunione con il tutto, ovvero la SINTROPIA ed altri esseri umani che continuano a precipitare nel caos, nei conflitti e nell'entropia crescente (per i dettagli vedi i libri di Giuliana Conforto).
Come dice Giuliana Conforto, l'ascesa implica sincerità, trasparenza, amicizia e perdono autentico verso se stessi, consapevoli del fatto che in apparenza siamo tutti congiunti ma la comunicazione tra i 2 mondi sta divenendo sempre più difficile soprattutto generata da paura del pensiero diverso, dell'azione diversa.
La società nuova implica un cambio nel modo di comunicare entrando in relazione con le forze universali.
Tutto si sta connettendo e l'enorme scetticismo occidentale con la sua necessità di verificare sempre solo nel visibile, trascura più del 95 % dell'energia chiamata oscura fatta di filamenti infiniti. Del resto ripeto basta studiare l'entanglement e rafforzare il tutto con il principio di incertezza.
Forti di questa nuova consapevolezza dobbiamo collegarci con determinazione e INTENTO a questa frase di Niels Bohr, uno dei padri della meccanica quantistica:
Ogni essere umano di valore deve essere un radicale e un ribelle, quello a cui deve puntare è rendere le cose migliori di quello che sono.
Noi dobbiamo ambire ad una condizione naturale dell'essere umano fatta di gioia piena e incondizionata rendendoci conto che la sofferenza è l'effetto di errori di interpretazione della realtà da parte della mente come dice Fabio Marchesi.
Quindi non ci resta che sperimentare nuove forme di condivisione attraverso l'educazione per esempio fatta senza troppe aspettative di apprendimento visibile.
Cosa intendo per visibile? VIsibile è per esempio la forma del nozionismo che ha invaso il sistema scolastico. Ciò che desiderano genitori ed educatori sono bambini e ragazzi che incamerano dati, numeri, conoscenze accertate e verificate non contemplando mai l'incertezza e il caso.
Invece oggi i ragazzi hanno bisogno di EMOZIONI , quante poche emozioni positive , gioia e fiducia per esempio, sperimentano a scuola.
La strada educativa è la chiave per una società collaborativa, dove il contatto con il verde educa al sentire l'altro e cio' che ci circonda.
Dove il muoversi liberi, dove il potere esprimere parole senza essere rinchiusi da schemi di diritto di parola, aiuta in modo naturale a comprendere che tutti, con quelle parole dette a volte magari anche a caso, abbiamo lo stesso diritto di esprimerci e lo stesso valore nell'esprimerci!
Talvolta visto da fuori può apparire caos espressivo, ma poi da quelle parole escono forme corporee emotive, escono ascolto verso l'altro, escono conflitti irrisolti che vanno in soluzione...Lasciare andare le parole aiuta, l'unica attenzione che per esempio richiedevo ieri mentre interpretavamo figure dello yoga, era quella di non urlare poichè diventa un' escalation e si sente chi urla più forte.
Ma quanto bisogno hanno di esprimersi, di sentirsi utili nell' interpretare una lezione diventando loro i principali educatori.
Quanto bisogno abbiamo tutti di uscire da ruoli fissi, non siamo solo genitori, non siamo solo educatori, non siamo solo bambini, non siamo solo il nostro lavoro, non siamo una classe sociale...siamo tutti parte di una società che finalmente deve riuscire a rendere tutti importanti, tutti parte di un progetto unico.
Ma per fare ciò dobbiamo prima di tutto smettere di sentirci meno utili di altri, dobbiamo renderci utili andando oltre le nostre conoscenze entrando in un infinito desiderio di apprendere dalla vita per evitare di arrivare un giorno, guardandoci indietro, ad accorgerci di non avere vissuto !
Come si può dedurre dalle scoperte della fisica quantistica che vanno interpretate senza paura..vedi entanglement, doppia fenditura, principio di incertezza....siamo alla fine di una storia plurimillenaria che ha separato l'eros dalle emozioni cioè dalla psiche.
Ora nel presente, ci sono esseri umani che li riconciliano, ascendono verso la trasparenza e la comunione con il tutto, ovvero la SINTROPIA ed altri esseri umani che continuano a precipitare nel caos, nei conflitti e nell'entropia crescente (per i dettagli vedi i libri di Giuliana Conforto).
Come dice Giuliana Conforto, l'ascesa implica sincerità, trasparenza, amicizia e perdono autentico verso se stessi, consapevoli del fatto che in apparenza siamo tutti congiunti ma la comunicazione tra i 2 mondi sta divenendo sempre più difficile soprattutto generata da paura del pensiero diverso, dell'azione diversa.
La società nuova implica un cambio nel modo di comunicare entrando in relazione con le forze universali.
Tutto si sta connettendo e l'enorme scetticismo occidentale con la sua necessità di verificare sempre solo nel visibile, trascura più del 95 % dell'energia chiamata oscura fatta di filamenti infiniti. Del resto ripeto basta studiare l'entanglement e rafforzare il tutto con il principio di incertezza.
Forti di questa nuova consapevolezza dobbiamo collegarci con determinazione e INTENTO a questa frase di Niels Bohr, uno dei padri della meccanica quantistica:
Ogni essere umano di valore deve essere un radicale e un ribelle, quello a cui deve puntare è rendere le cose migliori di quello che sono.
Noi dobbiamo ambire ad una condizione naturale dell'essere umano fatta di gioia piena e incondizionata rendendoci conto che la sofferenza è l'effetto di errori di interpretazione della realtà da parte della mente come dice Fabio Marchesi.
Quindi non ci resta che sperimentare nuove forme di condivisione attraverso l'educazione per esempio fatta senza troppe aspettative di apprendimento visibile.
Cosa intendo per visibile? VIsibile è per esempio la forma del nozionismo che ha invaso il sistema scolastico. Ciò che desiderano genitori ed educatori sono bambini e ragazzi che incamerano dati, numeri, conoscenze accertate e verificate non contemplando mai l'incertezza e il caso.
Invece oggi i ragazzi hanno bisogno di EMOZIONI , quante poche emozioni positive , gioia e fiducia per esempio, sperimentano a scuola.
La strada educativa è la chiave per una società collaborativa, dove il contatto con il verde educa al sentire l'altro e cio' che ci circonda.
Dove il muoversi liberi, dove il potere esprimere parole senza essere rinchiusi da schemi di diritto di parola, aiuta in modo naturale a comprendere che tutti, con quelle parole dette a volte magari anche a caso, abbiamo lo stesso diritto di esprimerci e lo stesso valore nell'esprimerci!
Talvolta visto da fuori può apparire caos espressivo, ma poi da quelle parole escono forme corporee emotive, escono ascolto verso l'altro, escono conflitti irrisolti che vanno in soluzione...Lasciare andare le parole aiuta, l'unica attenzione che per esempio richiedevo ieri mentre interpretavamo figure dello yoga, era quella di non urlare poichè diventa un' escalation e si sente chi urla più forte.
Ma quanto bisogno hanno di esprimersi, di sentirsi utili nell' interpretare una lezione diventando loro i principali educatori.
Quanto bisogno abbiamo tutti di uscire da ruoli fissi, non siamo solo genitori, non siamo solo educatori, non siamo solo bambini, non siamo solo il nostro lavoro, non siamo una classe sociale...siamo tutti parte di una società che finalmente deve riuscire a rendere tutti importanti, tutti parte di un progetto unico.
Ma per fare ciò dobbiamo prima di tutto smettere di sentirci meno utili di altri, dobbiamo renderci utili andando oltre le nostre conoscenze entrando in un infinito desiderio di apprendere dalla vita per evitare di arrivare un giorno, guardandoci indietro, ad accorgerci di non avere vissuto !
venerdì 26 gennaio 2018
Gioia al fiume e il ponte dimenticato
Ieir abbiamo condiviso la nostra giornata insieme a tutti i bambini sempre partendo con la nostra camminata nei campi.
Ogni volta che ci incontriamo e passeggiamo con i bambini la giornata fluttua in una direzione non programmata...Giocando con loro, con le loro ondate di energia, si cammina senza obiettivi definiti, ieri l'intenzione era di fissare le sensazioni olfattive e i rumori per poi riportarle in una pratica corporea.
Tutti chinati abbiamo provato in silenzio a sentire gli odori e i rumori e qui non ricordo le loro parole, ma ricordo che percepivano l'odore del freddo, il rumore di uno sparo, il trattore, il ronzio.
Qualcuno ha detto che sentiva un orso, e anche quell'orso non è mai una sensazione casuale ma è un'anelito della vita che fu, è un contatto di qualche attimo con il nostro passato fatto di selvatico, fatto di relazioni profonde con gli animali e con le piante.
Chinandoci a terra, la nostra relazione con l'essere vivente Terra era aumentata, ma ancora nell'aria c'erano quei conflitti culturali, quella competitività sciocca e vuota in cui siamo immersi quotidianamente e che i bambini assorbono ed emettono in forma esponenziale.
Io e Maurizio avevamo pensato di portarli dalle api, ora che iniziano il loro risveglio, ora che il sole ricomincia a riattivare la vita, ma nient, troppa carica....poi un pensiero, una frase...e se andassimo al fiume??
Sapevo che Max e Luigia da tempo desideravano questa passeggiata, ma perchè no, perchè no in avanscoperta visto che avevamo bisogno di vederli liberati...
Partiti senza acqua, cibo, e senza cellulari per fotografare: sapevo che ai genitori fa piacere vedere uno scatto, un sorriso, un attimo, ma Maurizio mi ha detto....ormai siamo qui, dai andiamo...
Ed è stato come seguire un flusso, un flusso di emozioni che si liberano, di passi che cadenzati si alternano a corse, di rumori di foglie secche calpestate, di erba fredda annusata, di canneti spezzati che ondeggiavano tra le mani dei bambini, di fiori di nocciolo.
Il fiume Reno è stato raggiunto immergendoci in un bagno di sole, un sole che ha costretto i bambini a liberarsi dal peso dei giacconi invernali, un sole che in anticipo ci ha raccontato che la primavera sta annunciando la sua venuta. Un sole che ci ricorda che anche gennaio è magia, e porta con sè la magia dell'attesa e la forza del cambiamento.
Ed eccoci al fiume Reno ed ecco il suo ponte dimenticato, come lo ha chiamato Stefano... il resto sono un fitto, denso concentrato di emozioni.
La passerella da scavalcare, il fiume da attraversare, il vuoto, e le corse nella golena del Reno, le arrampicate sul muro, la terra lavorata e calpestata, il sasso gettato nel fiume e qualche attimo dedicato al suo spirito.
Lo spirito del fiume ci parla...abbiamo raccontato ai bambini... ci parla in tanti modi.. ci porta calma oppure porta a galla i rifiuti dell'uomo che abbandona se stesso e trascura il fiume e il territorio, ci porta acqua e tutta la sua dirompente energia e tanto altro ancora...Solo osservandolo e ascoltando il suo silenzio si può capire cosa ci vuole dire in quell'attimo, in quella giornata.
Rientrati i bambini hanno percorso le strade di campagna con quella forza di chi sa dove andare, di chi conosce il percorso e i piccoli stanchi sono stati trasportati per qualche attimo in groppa dai grandi, il gruppo si è diradato... chi correva, chi camminava, chi si è fermato a lungo spogliando dei primi fiori i noccioli lungo il percorso....E anche questa è educazione alla vita, un'educazione accidentale, non scritta nei programmi, ma molto più indelebile, fatta non di memorizzazione ma di sensazione profonda....per quanche attimo abbiamo chiamato l'attenzione dei bambini a quei fiori raccolti, spiegando loro che sono i primi fiori, tanto attesi dalle api, dopo la fatica del freddo inverno.
Abbiamo osservato le api che erano proprio lì immerse tra i noccioli a posarsi sui fiori.
Hanno compreso profondamente ...sono rientrati a casa affamati e ognuno ha scritto una frase, una parola.
E io ringrazio il fiume Reno, Gennaio, le Api, gli Amici e i Bambini senza mai dimenticare la Terra e il Sole per la Gioia provata.
Ed ecco le parole o le frasi che loro hanno trascritto nei loro fogli, di alcuni ho scritto solo la parola cardine.
Viola....mi piaceva l'amore
Cesare...gioia
Cloe...felicità
Giorgio.. oggi c'era caldo caldo, per fortuna mi sono riscaldato
Gabriel...la felicità è dentro di te, al tuo cuore
Anita...il divertimento è nell'aria
Seba...libertà...un fiume libero
Lorenzo...fatica ma poi fiero
Stefano...il ponte dimenticato
Matteo...gioia nel fiume
Di questa giornata non rimangono foto, ma tanti ricordi!!!!!
Ogni volta che ci incontriamo e passeggiamo con i bambini la giornata fluttua in una direzione non programmata...Giocando con loro, con le loro ondate di energia, si cammina senza obiettivi definiti, ieri l'intenzione era di fissare le sensazioni olfattive e i rumori per poi riportarle in una pratica corporea.
Tutti chinati abbiamo provato in silenzio a sentire gli odori e i rumori e qui non ricordo le loro parole, ma ricordo che percepivano l'odore del freddo, il rumore di uno sparo, il trattore, il ronzio.
Qualcuno ha detto che sentiva un orso, e anche quell'orso non è mai una sensazione casuale ma è un'anelito della vita che fu, è un contatto di qualche attimo con il nostro passato fatto di selvatico, fatto di relazioni profonde con gli animali e con le piante.
Chinandoci a terra, la nostra relazione con l'essere vivente Terra era aumentata, ma ancora nell'aria c'erano quei conflitti culturali, quella competitività sciocca e vuota in cui siamo immersi quotidianamente e che i bambini assorbono ed emettono in forma esponenziale.
Io e Maurizio avevamo pensato di portarli dalle api, ora che iniziano il loro risveglio, ora che il sole ricomincia a riattivare la vita, ma nient, troppa carica....poi un pensiero, una frase...e se andassimo al fiume??
Sapevo che Max e Luigia da tempo desideravano questa passeggiata, ma perchè no, perchè no in avanscoperta visto che avevamo bisogno di vederli liberati...
Partiti senza acqua, cibo, e senza cellulari per fotografare: sapevo che ai genitori fa piacere vedere uno scatto, un sorriso, un attimo, ma Maurizio mi ha detto....ormai siamo qui, dai andiamo...
Ed è stato come seguire un flusso, un flusso di emozioni che si liberano, di passi che cadenzati si alternano a corse, di rumori di foglie secche calpestate, di erba fredda annusata, di canneti spezzati che ondeggiavano tra le mani dei bambini, di fiori di nocciolo.
Il fiume Reno è stato raggiunto immergendoci in un bagno di sole, un sole che ha costretto i bambini a liberarsi dal peso dei giacconi invernali, un sole che in anticipo ci ha raccontato che la primavera sta annunciando la sua venuta. Un sole che ci ricorda che anche gennaio è magia, e porta con sè la magia dell'attesa e la forza del cambiamento.
Ed eccoci al fiume Reno ed ecco il suo ponte dimenticato, come lo ha chiamato Stefano... il resto sono un fitto, denso concentrato di emozioni.
La passerella da scavalcare, il fiume da attraversare, il vuoto, e le corse nella golena del Reno, le arrampicate sul muro, la terra lavorata e calpestata, il sasso gettato nel fiume e qualche attimo dedicato al suo spirito.
Lo spirito del fiume ci parla...abbiamo raccontato ai bambini... ci parla in tanti modi.. ci porta calma oppure porta a galla i rifiuti dell'uomo che abbandona se stesso e trascura il fiume e il territorio, ci porta acqua e tutta la sua dirompente energia e tanto altro ancora...Solo osservandolo e ascoltando il suo silenzio si può capire cosa ci vuole dire in quell'attimo, in quella giornata.
Rientrati i bambini hanno percorso le strade di campagna con quella forza di chi sa dove andare, di chi conosce il percorso e i piccoli stanchi sono stati trasportati per qualche attimo in groppa dai grandi, il gruppo si è diradato... chi correva, chi camminava, chi si è fermato a lungo spogliando dei primi fiori i noccioli lungo il percorso....E anche questa è educazione alla vita, un'educazione accidentale, non scritta nei programmi, ma molto più indelebile, fatta non di memorizzazione ma di sensazione profonda....per quanche attimo abbiamo chiamato l'attenzione dei bambini a quei fiori raccolti, spiegando loro che sono i primi fiori, tanto attesi dalle api, dopo la fatica del freddo inverno.
Abbiamo osservato le api che erano proprio lì immerse tra i noccioli a posarsi sui fiori.
Hanno compreso profondamente ...sono rientrati a casa affamati e ognuno ha scritto una frase, una parola.
E io ringrazio il fiume Reno, Gennaio, le Api, gli Amici e i Bambini senza mai dimenticare la Terra e il Sole per la Gioia provata.
Ed ecco le parole o le frasi che loro hanno trascritto nei loro fogli, di alcuni ho scritto solo la parola cardine.
Viola....mi piaceva l'amore
Cesare...gioia
Cloe...felicità
Giorgio.. oggi c'era caldo caldo, per fortuna mi sono riscaldato
Gabriel...la felicità è dentro di te, al tuo cuore
Anita...il divertimento è nell'aria
Seba...libertà...un fiume libero
Lorenzo...fatica ma poi fiero
Stefano...il ponte dimenticato
Matteo...gioia nel fiume
Di questa giornata non rimangono foto, ma tanti ricordi!!!!!
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