lunedì 4 gennaio 2016
W la Resilienza della psiche
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E’ un’espressione della duttilità della psiche e del dinamismo della personalità, che spiega come molti individui trasformino situazioni oggettivamente sfavorevoli in occasioni di cambiamento vantaggiose per la propria evoluzione verso la piena realizzazione di sé e della propria felicità. Il concetto di resilienza è mediato dalla scienza dei materiali, per la quale un materiale ad alta resilienza è quello in grado di adattarsi a pesanti sollecitazioni mantenendo la sua forma originaria.
Analogamente, ci sono persone che rispetto a situazioni avverse dimostrano un’elevata soglia di tolleranza alla frustrazione e anzi sanno adottare strategie per ricavarne un vantaggio, e persone “non resilienti” o “scarsamente resilienti” che si lasciano schiacciare dalle difficoltà, partendo dall’idea di non poter cambiare. Queste persone si irrigidiscono su sistemi di convinzioni negative che le atterrano nell’insoddisfazione o in forme più o meno gravi di disagio psicologico.
La resilienza è associata alla perseveranza, alla creatività, all’empatia e al pensiero positivo e si basa sul presupposto che tutto serva. Tutto serve, tutto contiene un messaggio prezioso, tutto rappresenta una possibilità evolutiva, anche se nell’emergenza della sofferenza è difficile individuarla. Gli individui resilienti si pongono rispetto alla realtà in modo attivo: la inventano, la costruiscono, la adattano a sé e, tra i molteplici significati degli eventi, selezionano sempre quello più positivo.
La resilienza non è una caratterista genetica, ma un’opportunità che tutti gli esseri umani possono cogliere lavorando su l’unica variabile che possono veramente controllare: il proprio pensiero. Il resiliente usa tutti i colori della tavolozza del proprio cervello. Il non resiliente, si limita al grigio e al nero: i primi saranno persone serene ed equilibrate, i secondi, alteri guardiani del proprio ergastolo mentale da loro stessi inflitto.
Dagli anni ’80, la resilienza è diventato un concetto-chiave nella psicoterapia, nel coaching professionale e nella psicologia del lavoro: l’intervento psicologico, a prescindere dal contesto che lo richiede, si configura sempre di più come un insieme di strategie, di tattiche e di tecniche per apprendere, incoraggiare e incrementare la resilienza umana. Per sviluppare questo straordinario stile di pensiero, occorre prima di tutto assumere per quanto possibile un atteggiamento aperto e non giudicante rispetto a se stessi, agli altri e al mondo. E’ il passo più difficile, dato che definizioni rigide della realtà rappresentano per molti una barriera contro la sua complessità e un tentativo di controllarla illusoriamente.
Eliminare del tutto pregiudizi e convinzioni limitanti è però utopistico: si può al limite diventarne consapevoli e cercare di arricchire il proprio punto di vista di alternative diverse da quelle offerte dall’abituale approccio alle cose, quello che consideriamo spontaneo ma che è soltanto il frutto di una combinazione di esperienze e di apprendimenti, a volte inconsci, non sempre funzionali. A cosa serve giudicarsi sbagliati, tristi, sfortunati? A cosa serve pensare che un problema sia irrisolvibile? A cosa serve piangere sul latte versato? Qual è l’utilità del pensare che il mondo sia un luogo pieno di insidie? Si tratta di giudizi, di visioni della realtà certamente vere, ma non più di altre di segno opposto che però aprono la strada alla resilienza, alla soluzione strategica e creativa dei problemi e alla costruzione di un equilibrio nuovo.
La resilienza psicologica non è semplice “pensiero positivo”, consiste nell’accompagnare il pensiero positivo all’azione con perseveranza, anche nelle situazioni più complicate. Si può definire resiliente chi apprende dalle difficoltà senza la pretesa di risolvere subito i problemi e chi ha un’elevata soglia di resistenza alle frustrazioni. Soggetti scarsamente resilienti, invece, sono caratterizzati da un certo grado di rigidità e, una volta strutturato uno schema della realtà, rifiutano di variarlo anche quando risulta impedire equilibrio e realizzazione personale. Bassa resilienza è correlata ad elevati livelli di conflittualità interpersonale e sofferenza psicologica, oltre che a scarsa capacità di realizzare le proprie attitudini.
giovedì 31 dicembre 2015
maionese vegan
Da provare magari per un anno più rispettoso..consumando meno proteine animali e le poche volte che si mangiano proteine animali farlo con attenzione scegliendo la qualità dei contadini biologici perché è cosa certa... gli animali che non mangiano bio, mangiano sicuramente mangimi con soia OGM.
Poi certo l'ideale sarebbe arrivare a cibarsi con solo frutta, verdura, semi e si può decidere di fare scelte forti diventando vegetariani , vegani, (senza poi eccedere in cereali raffinati e zuccheri, che infiammano ) ma devono essere scelte profonde; ma sicuramente iniziare a pensare che eccedere nel consumo di proteine animali è dannoso per la salute dell'uomo e del pianeta è già parte di un percorso di consapevole cambiamento per l'umanità e la madre terra.
BUON ANNO di profonde evoluzioni.
Ingredienti:
Sale fino
Aceto di mele
Latte di soia naturale senza zucchero
Senape in crema
Olio di mais (tassativo)
Attrezzature:
Frullatore ad immersione
Forchetta
Cucchiaino
Nel bicchiere normalmente in dotazione al frullatore ad immersione mettere 100ml di latte di soia, 3 pizzichi di sale fino, 1 tappino di aceto di mele e 1 cucchiaino di senape (opzionale).
Iniziare a frullare andando su e giù fino a che il liquido inizia a montare (fare la schiuma nella parte superiore) a quel punto iniziare a versare l'olio a filo molto leggero continuando a frullare andando su e continuare fino al raggiungimento della consistenza voluta. Finita questa fase e prima di travasare e servire a tavola, mescolare il fluido con una forchetta per 15 secondi.
domenica 25 ottobre 2015
PERCHE' LIBERI IN TERRA? per approdare all' educazione parentale?!
Perchè la libertà prima di tutto deve essere ricercata qui in vita, coltivata ogni giorno, attimo dopo attimo, cercata in ogni espressione del quotidiano.
Questa credo sia l'attività più difficoltosa ma l'unico vero scopo della vita e questa è una percezione che mi accompagna da sempre, mai e dico mai, ho sopportato le gabbie, le percepivo tutte.
Per me qualsias iattimo bello rubatomi da una costrizione era una trappola.
Perchè a scuola con la neve?? Perchè non posso andare anche io? Anche se sono piccola mi piace stare con i bambini più grandi che mi insegnano tante cose..queste sono solo alcune semplici domande che ci si pone con naturalezza da bambini, ma a cui i grandi non sanno rispondere.
Perchè sopportare la gabbia di una religione che ti fa credere che la libertà, il paradiso sia un luogo lontano da conquistare, quando viviamo in un pianeta che ti offre con generosità e semplicità estrema luoghi e attimi paradisiaci!! I perchè che conducono verso la libertà sono infiniti, l'importante è non ritrovarsi completamente schiavizzati al sistema.
Ecco perchè il primo obiettivo della vita deve essere: liberi sul pianeta terra.
Questo incredibile pianeta che ruota in una galassia con 100 miliardi di stelle immersa tra 100 miliardi di galassie. Perchè temere la libertà quando si appartiene all'universo????
Ma se analizziamo il lato pratico del vivere, occorre pensare al quotidiano nutrimento, ed ecco apparire la terra cono tutta la sua consistenza e i suoi odori. Ecco arrivare la più immediata delle riflessioni : se non voglio mantenere questo sistema economico sociale e se voglio liberarmi dai suoi schemi che ingabbiano, prima di tutto occorre che io mi dedichi alla qualità della mia vita, del mio cibo. E così con fiducia e pazienza siamo arrivati ad occuparci in prima persona della terra, coltivandola con fatica.
E nonostante le difficoltà, la terra ci ha aiutati ad essere liberi dall'acquistare ogni giorno il cibo.
Abbiamo iniziato a vedere sempre meno necessari gli acquisti, abbiamo scambiato ortaggi con altri prodotti di amici e passo dopo passo ci sono serviti sempre meno soldi per vivere nel quotidiano.
Ed eccoci ad oggi , liberati con pazienza e tenacia da una delle gabbie sociali più potenti ed avvilenti:
IL LAVORO.
La gabbia del lavoro non fa più parte della nostra vita in termini economici : riuscendo a soppravvivere con poche migliaia di euro, grazie alla produzione diretta di gran parte del cibo che consumiamo, il lavoro non lo percepiamo più come una coercizione, poichè ci occupa massimo 4 o 5 ore al giorno.Certo è vero che prepararsi il cibo,soprattutto abbondanti verdure, ci porta via in media 3 ore al giorno, ma questo credo sia un problema che riguarda chiunque scelga consapevolmente di cibarsi con alimenti semplici, riducendo il più possibile il consumo di cibi industriali nocivi e costosi quali per esempio carni e suoi derivati e latticini.
La scelta che ci ha permesso di ridurre le spese senza colpire la qualità del cibo, è stata quella di avvicinarsi sempre più ad una semplice alimentazione basata esclusivamente su prodotti non trasformati: riso, chicchi di cereali, legumi, uova ed una vasta varietà di frutti e verdure dell'orto. Senza dimenticare le erbe spontanee mangerecce!!!
In questi giorni per esempio andiamo ghiotti del nostro "misto padella" con erbette dolci e curative quali crescione selvatico, malva , piantaggine, romice e borraggine.
Tutte erbe che crescono spontanee nei nostri campi e attorno a casa.
Negli ultimi mesi un'altra scelta ci ha permesso di ridurre le spese e le fatiche............La scelta dell'educazione paentale, cioè educare in libertà Tommaso di 12 anni e Sebastiano di 8.
Scelta che inizialmente comporta una rivoluzione nell'organizzazione della propria vita, ma che ripaga nella percezione del riappropiarsi del proprio tempo in modo assoluto, evitando che i ritmi e le rigidità della socetà, in particolare della scuola invadano la propria sfera privata.
Non so come sarà il nostro futuro ma sicuramente questa ricerca dura tutta la vita!
mercoledì 9 aprile 2014
Scegliere la vita in campagna..nuove forme di resistenza
Da settembre 2013 a circa 500 m da noi in linea d'aria vivono Marco ed Eleonora con i loro figi Alice e Valerio.
Sono di origine bresciana e non è stata certo una scelta semplice quella di cambiare completamente luogo e abitudini di vita nel giro di 1 anno, è inutile negare che occorre sì coraggio ma anche una bella dose di determinazione.
In realtà tutto è avvenuto molto rapidamente. Nel settembre 2012 al rientro da una loro vacanza si sono fermati qui da noi per qualche giorno per vedere casetta Bellaria , una casa di campagna di appena 100 metriquadri (in campagna 100 metriquadri sembrano sempre pochi..). Non credo che molte persone potessero vedere un futuro in quella casa, poichè quella casa che per noi rimane casa Golfari, aveva un vissuto forte, difficoltoso, che traspirava dai muri, dal colore annerito delle stanze, dall'odore misto di fuliggine, polvere e soprattutto odore selvaggio di cavallo.
Prima di parlare del presente non possiamo non parlare di Golfari, allevatore di cavalli da salto che qui ha abitato dalla fine della guerra. Una persona che ha praticato resistenza contadina per tutta la sua vita, allevando cavalli allo stato brado, detestando la chimica fin dal suo avvento e soprattutto salvando un angolo di pianura dall'appiattimento e dall'abbruttimento che domina dove si pratica agricoltura convenzionale.
Non possiamo non ricordare l'energia che si sprigionava quando insieme a Golfari ci recavamo al centro del recinto, territorio esclusivo dei cavalli, in cui vivevano in branco senza alcuna protezione, se non quella degli alberi, partorivano accerchiando la cavalla senza mai permettere a nessuno e nemmeno a Golfari di potere assistere ad un parto ed ovviamente correvano liberi e talvolta morivano.
Queste pratiche hanno permesso di creare un luogo insolito che non può non attrarre chi ama il confondersi intricato delle varietà di alberi, arbusti e erbe selvatiche (quella che in termini tecnici si definisce BIODIVERSITA' ). E' ovvio che solo dei sognatori riescono a cogliere la magia poichè gli agricoltori limitrofi vi hanno sempre solo visto confusione e pazzia.
Anche noi siamo consapevoli che Igino Golfari non è mai stata una persona comoda nelle relazioni, sì famoso per i suoi agili ed eleganti cavalli, ma anche scontroso soprattutto con i prepotenti: non sono pochi i casi in cui cacciatori, testimoni di Geova, solo per fare alcuni esempi, si sono visti minacciati da bastoni e anche picchiati.
Perchè questa è l'altra faccia di una persona che ha scelto di resistere, che ha portato con sè in ogni momento i ricordi impossibili da elaborare, della guerra vissuta in Grecia.
Ma la storia di casetta Bellaria di Marco ed Eleonora e la storia di Golfari sono unite da un passaggio che vede 2 nostri amici biologi, David e Marco, innamorarsi di quel luogo selvaggio e acquistare terreno e fabbricati da Golfari salvandolo dall'impoverimento innescatosi nel mondo dell'ippica.
Igino ha così potuto vivere gli ultimi anni della sua vita in usufrutto, ovviamente mantenendo intatte la sua tenacia, le sue tensioni e i suoi ricordi di una vita resistente!!
Quindi attraverso passaggi di intenso vissuto umano siamo riusciti a creare un inizio di piccola comunità rurale.
E' stato attraverso il dialogo e con passione che abbiamo acquistato e salvato 12 ettari in tutto tra noi e loro proprio quando intorno il latifondismo di pianura ha visto il rifiorire e i piccoli agricoltori convenzionali hanno venduto a proprietari, alcuni dei quali sono arrivati ad acquistare in tutto oltre 2000 ettari in una decina di anni.
Ma torniamo a chi resiste e a chi trasforma la propria realtà attraverso l'energia dei sogni....
Il percorso appena iniziato da Marco ed Eleonora abbiamo pensato che fosse giusto farlo descrivere direttamente da loro e così Marco ha raccontato il suo cambiamento esplicitando qui di seguito la sua naturale identificazione tra vita e sogno.
"Circa un anno prima di decidere stavo leggendo il libro "Non prendeteci per il Pil" e mi sono detto "basta!" ! Ho cominciato a provare repulsione per la vita che conducevamo, ero diventato cosciente del fatto che alimentavamo il sistema del pil con la nostra vita. E abbiamo iniziato ad affrontare discorsi riguardanti la voglia di cambiare e sapevamo che molte famiglie affrontano questo tema ma pochi riescono a trasformare le parole in azione.
Ma quando decido fermamente una cosa, non sento più il peso delle difficoltà, perchè sento che è la cosa giusta quindi mi risulta semplice superare gli ostacoli e non percepirli come tali.
Il passaggio verso la vita contadina mi è risultato naturale, perchè rappresenta un ritorno alla terra e fare l'orticoltore e sentirmi a mio agio è legato alla naturalità di questo lavoro, la cosa più vicina all'uomo. Perchè produrre ortaggi rappresenta il primo passo verso la sussistenza.
Prima ero operaio in un'industria casearia e pianista JAZZ.
Sono consapevole del fatto che produrre ortaggi è un lavoro comunque faticoso, talvolta mi impegna più ore, ma non lo percepisco come lavoro poichè non rientra in schemi lavorativi della società, schemi innaturali.
Questo passaggio di vita che ovviamente presenta le sue difficoltà di adattamento( come l'acqua calda che non si da per scontata e il calore con la legna non si ottiene schiacciando un bottone) ci ha permesso di eliminare il mutuo che pesava sulla casa di Brescia e tante spese accessorie, per esempio lsa mensa e le attività per i bambini necessarie quando si vive senza verde.
Questo luogo con la sua ricchezza in termini di biodiversità e di naturalità lo abbiamo trovato così a disposizione, quasi come un regalo.
Una bella fortuna avere l'accesso alla terra senza doverla acquistare e che terra!!
Cosi ho chiamato la mia nuova realtà ORTOPIANO per 3 motivi:
Orto e pianoforte
Orto in pianura
Orto dove si va piano.
Qui i ritmi sono più naturali, per non dire lenti
lunedì 10 febbraio 2014
DIVENIRE MASSA CRITICA CONTRO LE TASSE INGIUSTE !!!!!!!
Oggi ho il desiderio di parlare di tasse..non perche' io le adori, in un momento in cui le istituzioni le applicano a random senza il minimo ragionamento, senza alcuna sensibilita'...ma perche' credo che molte persone si siano trovate come noi a dover pagare tasse aumentate a dismisura senza alcuna chiara e ragionevole giustificazione..questo e' il metodo italiano di applicazione delle tasse.
Ci si abitua a tutto, sopportare lavori con conflitti sempre piu' stressanti e addirittura perdere lavori e comunque dovere pagare le tasse..Queste son pure semplici ingiustizie sociali e il desiderio di non pagare, non e' desiderio di evasione ma desiderio di giustizia che e' proprio l'opposto..
La nostra riflessione di oggi consiste nel condividere la necessita' di comunicare con le istituzioni e smettere di pagare chinando la testa...perche' e' solo con il confronto che le situazioni limite vengono fuori..ed ecco la nostra storia quotidiana..
Riguarda la TARES che a noi e'esattamente raddoppiata poiche' siamo in 5 componenti..
Quindi e' pratica comune dello stato italiano colpire le famiglie numerose, poco importa se 3 componenti non sono adulti autonomi ma 3 figli minorenni a carico..
Noi cosa abbiamo fatto per farci sentire????
Lo sappiamo senza ottenere nulla, ma il confronto porta sempre a galla nuove ambigue e sconosciute azioni della classe politica al potere!!!
Andando all'ufficio tributi per confrontarsi poiche' volutamente non abbiamo pagato la seconda rata della tares, Max si e' trovato di fronte l'ennesimo funzionario comunale che giustifica la somma dovuta e la sua impotenza nei confronti di una tassa applicata in modo ingiusto a partire da diktat imposti dal governo centrale.
E cosi' si viene a sapere che la tassa e' stata applicata con 3 tipologie di aliquote tra nord, centro e sud Italia...ovviamente con maggiorazione al nord...ma questo non deve portare ad avere rancore verso il sud, ma deve far capire che lo Stato italiano continua ad agire in modo ottuso...Perche' invece non fare tariffe diverse in base alla produzione effettiva dei rifiuti?? Perche' non mettere in conto che,una famiglia di 5 persone che eticamente si dimostra attiva nel produrre meno rifiuti possibili attraverso una elevata autoproduzione di cibo, attraverso azioni quotidiane concrete, produce effettivamente meno rifiuti di chi consuma senza neanche per es. Fare la raccolta differenziata??
Purtroppo dal confronto esce chiaramente la constatazione che il rifiuto diventa forma di guadagno per l'impresa di multiservizi che lo smaltisce, e inoltre il contribuente oltre a pagare questo rifiuto prodotto all'impresa per la gestione del riciclato e non, si vede aumentare la tassa senza una corrispondenza chiara e reale tra maggiore tassazione e maggiore rifiuto prodotto....
Ma la cosa piu' scandalosa che e' uscita dal colloquio e' che non ci sono sgravi per persone o famiglie con basso reddito, ma son riusciti invece a ridurre nettamete la tassa alle BANCHE!!! Ancora una volta le banche risparmiano e il cittadino paga per loro, la tassa e' passata per loro da 5 euro al metroquadro a 2 euro al metroquadro ...portando addirittura le banche a credito...
L'osservazione che noi facciamo e' di smettere di pagare lamentandosi solo tra le mura di casa, ma di iniziare ad agire!!! Perche' se invece di un utente ogni tanto, negli uffici comunali si recassero tutte le persone a cui e' aumentata la tassa, questo creerebbe un precedente, darebbe veramente il senso di malcontento che c'e' in Italia...
E ricordiamoci che non e' vero che agire non serve a nulla, poiche' se da anni famiglie come la nostra non avessero agito per es. Opponendosi alle vaccinazioni obbligatorie ci troveremmo ancora in una regione dove si vaccinano i bambini senza alcuna possibilta' di opporsi con una firma...in 10 anni da Tommaso a CLOE vi assicuriamo che sono diventati molto piu' disposti al dialogo quando diciamo noi non vacciniamo e addirittura abbiamo avuto giudici che hanno capito la nostra azione!!!
perche' quindi non opporsi in massa a questa tassazione ingiusta?? E' giunto il momento di diventare una MASSA CRITICA!!!!!!