venerdì 11 maggio 2018

L'orto botanico di Padova...pura esperienza sensoriale

Continuiamo a condividere esperienze........ a scuola le chiamano gite,
ma credo di essere realistica nel dire che questa parola sta molto stretta a livello educativo poichè spesso è sentita come l'unico momento di libertà concesso a bambini allevati in un'aula sempre più stretta, senza possibilità per molti di accedere più al giardino della scuola durante l'anno scolastico.
Oppure  diciamo che per molti l'accesso al verde e ai suoi potenziali risulta ormai più come una conquista in cambio di silenzio in aula, compiti svolti e verifiche del livello di apprendimento.

I ragazzi e bambini che regolarmente si trovano ogni settimana qui a Solesereno  girando liberi tra i campi e apprendendo sotto un albero o su un fienile ossigenando non solo i polmoni ma anche le capacità sensoriali, hanno girato nell'Orto di Padova con una certa libertà.
Certo dall'esterno potevano sembrare più scomposti, meno partecipi....
Ma assolutamente non lo erano ai nostri occhi!
Dipende da quali sensi si utilizzano nel percepire l'attenzione dei bambini.
Certo fare loro dei discorsi tecnici mentre si attraversa una delicata miscela di umori , colori, forme delle piante e aspettarsi interesse credo sia presuntuoso da parte degli adulti che pretendono sempre comportamenti razionali.
Eppure così avviene per le scuole, tante classi di ogni età erano guidate nell'orto....sicuramente la guida dà loro bellissime nozioni, nessuno discute di questo, ma quell'orto, come qualsiasi opera d'arte estatica era soprattutto pura estasi dei sensi.
E mai, dico mai , si pensa di condividere l'estasi artisitica in piena libertà.

Stefano, Anita,Cloe,Viola, Arturo, Bruno, Giorgio,Gabriel, Marina, Sebastiano, Lorenzo sono bambini e ragazzi a cui occorre almeno e dico almeno mezzoretta di camminata libera tra campi e alberature per attivare una nitida capacità sensoriale...Dopo si inizia a sentire che una poesia letta, alcune parole lette o narrate iniziano a percepirle e vederle.
Affiorano immagini, sensazioni, ricordi..... Questo avviene con più difficoltà se il bambino frequenta sempre e dico sempre, senza ma....., un ambiente chiuso e privato il più possibile dall' uso dell'improvvisazione.
 Immagino e so che esistono eccezioni ma queste si concludono con il ciclo della scuola primaria, laddove per fortuna esistono.
La cosa incredibile è che non si può accettare che ciò ormai risulti come una forma eccezionale di educazione.

Quindi ritorniamo dentro all'Orto botanico cosa vediamo attraverso i ricordi?
Bambini che liberamente percorrendo il tracciato scorrono , talvolta corrono , parlano, si fermano in  gruppo seduti osservandosi in specchi d'acqua, riflettono,parlano, pongono domande, seguono prima un gruppo di genitori, poi un amico, poi altri genitori, sempre riconoscendosi nell'identità di gruppo non di famiglia...talvolta si lamentano ma dura qualche attimo poichè l'orto, anche per chi ha vissuto più a lungo attraversando esperienze simili, pare essere una condizione estatica mai provata prima...
Sono sensazioni impalpabili e spesso inspiegabili poichè coinvolgono quella sfera sensoriale spesso chiamata erroneamente sesto senso, ma che in queste circostanze diventa a nostra insaputa il primo senso attivato con forza, grazie a secolari alberi che amandosi crescono fluidamente uno accanto all'altro.
Ed ecco che questa natura, così magicamente e costantemente accudita da esseri umani innamorati della vita, insegna molto più grazie ai sensi che grazie alle parole...
E questi piccoli liberi umani che si aggirano tra loro, ringraziano, ma non con le parole, con una fluida percezione emotiva libera da schemi razionali.
Ed ecco un bagaglio che entrerà e si sedimenterà a loro insaputa tra i ricordi e talvolta affiorerà.
Come è successo per esempio a Viola che alla classica domanda ...che scuola fai? o dove vai a scuola ?... ha risposto con una semplice frase..Io pianto alberi, vero mamma?
E la mamma Sara per relazionarsi con  occhi estraniati di adulti ormai dispersi nella razionalità educativa ha dovuto precisare, Viola fa la Scuola nel Bosco per creare un ponte tra una  piccola bambina che pone domande adulte e una bambina che non ha il concetto di scuola.


 Tutti noi siamo tornati arricchiti, quella pura ricchezza sedimentata per sempre ma ciò che si è sedimentato in noi è che questo percorso educativo, nonostante enormi sforzi, non sia una presa di posizione giudicante il sistema statale, ma risulta essere in questo momento storico l'unica via possibile gratuita per fare crescere la forza vitale nei bambini.
Solo con la libertà dei sensi, possono esprimersi, urlare, scrivere, cantare, fare pipì abbeverando un albero, osservare piante, animali, il vento, il sole, le stelle...
ognuno può aggiungere altri ricordi....senza essere perennemente guidati da un adulto.
Ah giusto dimenticavo aggiugerei....ed OZIARE.

Attraverso l'ozio sopraggiungono nuove idee all'uomo creativo  e si spengono ragionamenti tortuosi all'uomo razionale!



Grazie all'entusiasmo regalatoci dall'Orto Botanico di Padova anche noi troveremo i nomi delle specie di alberi presenti a solesereno, insegneremo ai bambini  i primi passi per classificare le piante e trascriveremo con arte e
improvvisazione i nomi su legni che accompagneranno alberi , arbusti e erbacee perenni.










martedì 10 aprile 2018

L'orto e la sua cura

I bambini spesso partono o fanno esperienza dell' orto in forma sporadica..trapiantando, seminando poi ė il grande essere umano che con pazienza tiene in vita le piante! Oltre agli alberi già piantati a gennaio abbiamo pensato di creare anche un loro angolo per l' orto..ma orto in che senso?? Non con tutto separato ma con tutto condiviso..cosa significa?? Che il bambino con il proprio genitore sceglie al mercato, dal vivaio, dalla fiorista o piantine orticole o fiori o bulbi.. poi ognuno di loro ogni settimana dovrà controllare come sta la piantina, di cosa ha bisogno..
.E sarà magnifico vedere in pochi metri tanta varietà e colore tanta diversità e collaborazione....Facciamo esempi..piante da orto, primule, viole, calendule,   anche rose ma non oltre come grandezza..diciamo fino ai piccoli frutti come grandezza more, lamponi , mirtilli...oppure fragole..ma vanno benissimo anche insalate, bietole colorate , patate ,etccc.

Questa l'idea iniziale e la settimana scorsa siamo partiti con la realizzazione.
Era una mattina grigia e umida di aprile i bambini hanno provato l'esperienza del trattore, poi sono passati alla zappa, al toccare la terra, si sono ritrovati con i capelli imbiancati dai petali degli alberi da frutto.
Tra l'annoiato e il rilassato si sono chinati, hanno trapiantato ed è stato solo l'inizio di un percorso di cura che li vedrà impegnati ogni settimana ad osservare e ad annaffiare per capire le necessità di una cura continua.
Siamo partiti con patate già piene di  germogli, per poi passare ai bulbi, ovvero cipolle ed aglio, qualche piantina di cetriolo che ha sofferto per il freddo, qualche primula e bulbi di fiori per colorare e giovedi vedremo come procedere.
Nel frattempo Sebastiano si è accorto che le piante di fiori eranno assetate, ora si tratta di aspettare i primi germogli e proseguire con altre varietà.
Tutto scorre grazie alla pazienza, alla capacità di osservare seguita dalla capacità di intervenire e prendere decisioni.
Orto come scuola di vita.

venerdì 16 marzo 2018

Partendo dalla fisica quantistica

Condividere felicità e cambiamenti evolutivi credo, anzi sento, essere il nocciolo della vita..un po' come essere dentro la madre terra, al centro nel suo meraviglioso nucleo e condividere la sua infinita rotazione.
Come si può dedurre dalle scoperte della fisica quantistica che vanno interpretate senza paura..vedi entanglement, doppia fenditura, principio di incertezza....siamo alla fine di una storia plurimillenaria che ha separato l'eros dalle emozioni cioè dalla psiche.
Ora nel presente, ci sono esseri umani che li riconciliano, ascendono verso la trasparenza e la comunione con il tutto, ovvero la SINTROPIA ed altri esseri umani che continuano a precipitare nel caos, nei conflitti e nell'entropia crescente (per i dettagli vedi i libri di Giuliana Conforto).
Come dice Giuliana Conforto, l'ascesa implica sincerità, trasparenza, amicizia e perdono autentico verso se stessi, consapevoli del fatto che in apparenza siamo tutti congiunti ma la comunicazione tra i 2 mondi sta divenendo sempre più difficile soprattutto generata da paura del pensiero diverso, dell'azione diversa.
La società nuova implica un cambio nel modo di comunicare entrando in relazione con le forze universali.

Tutto si sta connettendo e l'enorme scetticismo occidentale con la sua necessità di verificare sempre solo nel visibile, trascura più del  95 % dell'energia chiamata oscura fatta di filamenti infiniti. Del resto ripeto basta studiare l'entanglement e rafforzare il tutto con il principio di incertezza.
Forti di questa nuova consapevolezza dobbiamo collegarci con determinazione e INTENTO a questa frase di Niels Bohr, uno dei padri della meccanica quantistica:
Ogni essere  umano di valore deve essere un radicale e un ribelle, quello a cui deve puntare è rendere le cose migliori di quello che sono.

Noi dobbiamo ambire ad una condizione naturale dell'essere umano fatta di gioia piena e incondizionata rendendoci conto che la sofferenza è l'effetto di errori di interpretazione della realtà da parte della mente come dice Fabio Marchesi.

Quindi non ci resta che sperimentare nuove forme di condivisione attraverso l'educazione per esempio fatta senza troppe aspettative di apprendimento visibile.
Cosa intendo per visibile? VIsibile è per esempio la forma del nozionismo che ha invaso il sistema scolastico. Ciò che desiderano genitori ed educatori sono bambini e ragazzi che incamerano dati, numeri, conoscenze accertate e verificate non contemplando mai l'incertezza e il caso.
Invece oggi i ragazzi hanno bisogno di EMOZIONI , quante poche emozioni positive , gioia e fiducia per esempio, sperimentano a scuola.
La strada educativa è la chiave per una società collaborativa, dove il contatto con il verde educa al sentire l'altro e cio' che ci circonda.
Dove il muoversi liberi, dove il potere esprimere parole senza essere rinchiusi da schemi di diritto di parola, aiuta in modo naturale a comprendere che tutti, con quelle parole dette a volte magari anche a caso, abbiamo lo stesso diritto di esprimerci e lo stesso valore nell'esprimerci!
Talvolta visto  da fuori può apparire caos espressivo, ma poi da quelle parole escono forme corporee emotive, escono ascolto verso l'altro, escono conflitti irrisolti che vanno in soluzione...Lasciare andare le parole aiuta, l'unica attenzione che per esempio richiedevo ieri mentre interpretavamo figure dello yoga, era quella di non urlare poichè diventa un' escalation e si sente chi urla più forte.
Ma quanto bisogno hanno di esprimersi, di sentirsi utili nell' interpretare una lezione diventando loro i principali educatori.
Quanto bisogno abbiamo tutti di uscire da ruoli fissi, non siamo solo genitori, non siamo solo educatori, non siamo solo bambini, non siamo solo il nostro lavoro, non siamo una classe sociale...siamo tutti parte di una società che finalmente deve riuscire a rendere tutti importanti, tutti parte di un progetto unico.
Ma per fare ciò dobbiamo prima di tutto smettere di sentirci meno utili di altri, dobbiamo renderci utili andando oltre le nostre conoscenze entrando in un infinito desiderio di apprendere dalla vita per evitare di arrivare un giorno, guardandoci indietro, ad accorgerci di non avere vissuto !


venerdì 26 gennaio 2018

Gioia al fiume e il ponte dimenticato

Ieir abbiamo condiviso la nostra giornata insieme a tutti i bambini sempre partendo con la nostra camminata nei campi.
Ogni volta che ci incontriamo e passeggiamo con  i bambini la giornata fluttua in una direzione non programmata...Giocando con loro, con le loro ondate di energia, si cammina senza obiettivi definiti, ieri l'intenzione era di fissare le sensazioni olfattive e i rumori per poi riportarle in una pratica corporea.
Tutti chinati abbiamo provato in silenzio a sentire gli odori e i rumori e qui non ricordo le loro parole, ma ricordo che percepivano l'odore del freddo, il rumore di uno sparo, il trattore, il ronzio.
 Qualcuno ha detto che sentiva un orso,  e anche quell'orso non è mai una sensazione casuale ma è un'anelito della vita che fu, è un contatto di qualche attimo con il nostro passato fatto di selvatico, fatto di relazioni profonde con gli animali e con le piante.
Chinandoci a terra, la nostra relazione con l'essere vivente Terra era aumentata, ma ancora nell'aria c'erano quei conflitti culturali, quella competitività sciocca e vuota in cui siamo immersi quotidianamente e che i bambini assorbono ed emettono in forma esponenziale.
Io e Maurizio avevamo pensato di portarli dalle api, ora che iniziano il loro risveglio, ora che il sole ricomincia a riattivare la vita, ma nient, troppa carica....poi un pensiero, una frase...e se andassimo al fiume??
Sapevo che Max e Luigia da tempo desideravano questa passeggiata, ma perchè no, perchè no in avanscoperta visto che avevamo bisogno di vederli liberati...
Partiti senza acqua, cibo, e senza cellulari per fotografare: sapevo che ai genitori fa piacere vedere uno scatto, un sorriso, un attimo, ma Maurizio mi ha detto....ormai siamo qui, dai andiamo...
 Ed è stato come seguire un flusso, un flusso di emozioni che si liberano, di passi che cadenzati si alternano a corse, di rumori di foglie secche calpestate, di erba fredda annusata, di canneti spezzati che ondeggiavano tra le mani dei bambini, di fiori di nocciolo.
Il fiume Reno è stato raggiunto immergendoci in un bagno di sole, un sole che ha costretto i bambini a liberarsi dal peso dei giacconi invernali, un sole che in anticipo ci ha raccontato che la primavera sta annunciando la sua venuta. Un sole che ci ricorda che anche gennaio è magia, e porta con sè la magia dell'attesa e la forza del cambiamento.
Ed eccoci al fiume Reno ed ecco il suo ponte dimenticato, come lo ha chiamato Stefano... il resto sono un fitto, denso concentrato di emozioni.
La passerella da scavalcare, il fiume da attraversare, il vuoto, e le corse nella golena del Reno, le arrampicate sul muro, la terra lavorata e calpestata, il sasso gettato nel fiume e qualche attimo dedicato al suo spirito.
Lo spirito del fiume ci parla...abbiamo raccontato ai bambini... ci parla in tanti modi.. ci porta calma oppure porta a galla i rifiuti dell'uomo che abbandona se stesso e trascura il fiume e il territorio, ci porta acqua e tutta la sua dirompente energia e tanto altro ancora...Solo osservandolo e ascoltando il suo silenzio si può capire cosa ci vuole dire in quell'attimo, in quella giornata.
Rientrati i bambini hanno percorso le strade di campagna con quella forza di chi sa dove andare, di chi conosce il percorso e i piccoli stanchi sono stati trasportati per qualche attimo in groppa dai grandi, il gruppo si è diradato... chi correva, chi camminava, chi si è fermato a lungo spogliando dei primi fiori i noccioli lungo il percorso....E anche questa è educazione alla vita, un'educazione accidentale, non scritta nei programmi, ma molto più indelebile, fatta non di memorizzazione ma di sensazione profonda....per quanche attimo abbiamo chiamato l'attenzione dei bambini a quei fiori raccolti, spiegando loro che sono i primi fiori, tanto attesi dalle api, dopo la fatica del freddo inverno.
Abbiamo osservato le api che erano proprio lì immerse tra i noccioli a posarsi sui fiori.
Hanno compreso profondamente ...sono rientrati a casa affamati  e ognuno ha scritto una frase, una parola.
E io ringrazio il fiume Reno, Gennaio, le Api, gli Amici e i Bambini senza mai dimenticare la  Terra e il Sole per la Gioia provata.

Ed ecco le parole o le frasi che loro hanno trascritto nei loro fogli, di alcuni ho scritto solo la parola cardine.


Viola....mi piaceva l'amore
Cesare...gioia
Cloe...felicità
Giorgio.. oggi c'era caldo caldo, per fortuna mi sono riscaldato
Gabriel...la felicità è dentro di te, al tuo cuore
 Anita...il divertimento è nell'aria
Seba...libertà...un fiume libero
Lorenzo...fatica ma poi fiero
Stefano...il ponte dimenticato
Matteo...gioia nel fiume

Di questa giornata non rimangono foto, ma tanti ricordi!!!!!



venerdì 12 gennaio 2018

Ringraziando Berrino e la sua passione per il cibo fonte di vita!,,

Leggendo il libro di Franco Berrino , estasiata dalla bellezza della saggezza dell' uomo, ho pensato di condividere alcune riflessioni  sulla macrobiotica e sulla capacità di conservare vivo il riflesso di ritornare al centro,all' equilibrio, essenza  della semplicità.
Ecco alcuni contenuti.....
In macrobiotica ci si armonizza con il cibo e con l' ambiente naturale, per consentire l' autoguarigione.
LaoTse con il wu-wei, letteralmente 'non agire', indica di armonizzarsi all' ambiente e nient' altro..
La macrobiotica non cura ma consente di riequilibrarsi.
La dieta n.7...100% cereali integrali conditi solo con gomasio e zuppa di miso....utile associarla a gomasio fuori pasto...ė curativa perché fornisce lo stretto necessario e praticandola si smette di ingurgitare cibo nocivo.
La domanda giusta non ė ...Cosa devo mangiare per guarire? Ma ...Cosa non mangiare???
Non esistono problemi specifici di un organo...anche se ci possono essere punti deboli...ma di TERRENO.
Dieci giorni di cereali 100% danno la coscienza del cambiamento,  della guarigione , danno tempo al sangue di rinnovarsi.
La malattia ė variabile,, si adatta, ha molte facce,, non bisogna occuparsene, bisogna piuttosto occuparsi dell' uomo, RICREARE IL TERRENO.

La SALUTE ė il potere di reagire a tutto ciò che ė in movimento attorno a noi, a tutte le variazioni ambientali, compreso il cambiamento di cibo che programmiamo noi stessi per aumentarne la varietà o che ci ė imposto dalle circostanze.
Ė anzi l' assenza di cambiamento che favorisce la malattia perché non coltiva la nostra capacità di reazione....questo vale per esempio con l' alimentazione industriale basata esclusivamente su farina raffinata di grano.
La VECCHIAIA non ė altro che la MANCANZA DI REAZIONE.
Anche il troppo rigore macrobiotico impedisce il dinamismo.
Il nostro sistema di reazione, che ci permette di mantenere l' equilibrio, dipende dalle sensazioni che proviamo ogni giorno, di qui l' effetto positivo di vivere in campagna,  nella natura, con l' acqua di fonte, e di Saper utilizzare il caldo e il freddo per irrobustirci, andare nudi per prendere coscienza del proprio corpo.

ALLENARE LA MEMORIA ED I MUSCOLI per ricordare dove eravamo 100-200 anni fa.
Si può mangiare tutto se si conosce la quantità e la quantità dipende dalla ripetizione.

LA RIPETIZIONE FINISCE PER DISTRUGGERE IL SISTEMA DI REAZIONE.

Creare qualche difficoltà all' organismo può essere utile.
La salute ė anche la capacità di reagire alle aggressioni dell' ambiente comprese le sostanze chimiche usate in agricoltura.
LA REAZIONE Ė SEMPRE TONICA, RIFLETTE L'ADATTABILITÅ YIN/YANG.

IL CANCRO DIPENDE DALL'ECCESSO DI PROTEINE...i cereali integrali hanno già il 10/12% di proteine e con un po' di legumi e semi oleaginosi sono ampiamente sufficienti.
Il Tempeh serve ad integrare una dieta povera di proteine e di oligoelementi, anche a causa dell' abuso di farina di grano bianca e riso raffinato.

LA LIBERTÀ Ė ASSENZA DI OBIETTIVI DI CONFORT E DI SICUREZZA, Ė CERCARE LE DIFFICOLTÅ.
ANCHE IL SUCCESSO PROFESSIONALE COMPORTA UNA SCHIAVITÙ CONFORMISTA CHE GENERA MALATTIA, poiché per essere all'altezza del suo succcesso non sei più libero.
Buddha insegna che la sofferenza deriva dal desiderio, di cibo, di denaro, di sicurezza.

L'UOMO LIBERO Ė ANCH'EGLI SOTTOPOSTO ALLA LEGGE DI CAUSA ED EFFETTO, ma ė vigile, PUÒ FARE PREVENZIONE.
QUANDOC'Ė UN PROBLEMA SIGNIFICA CHE C'Ė STATO UN ERRORE....Quindi fate ciò che volete ma poi NON LAMENTATEVENE.
Se va male MOSTRATE CHE AVETE LA CAPACITÅ DI REAGIRE.
Dieci giorni di nu ero 7 servono a scoprire che tutte le condizioni della salute sono raggiungibili.
Per entrare in questa via della conoscenza ė utile praticare  1o 2 giorni di digiuno anche il digiuno di 16 ore.
Nella dietetica della Medicina Tradizionale Cinese non ė previsto il digiuno, pericoloso poiché consuma il jing cioè energia vitale, ma nella nostra civiltà del troppo cibo ė probabile che brevi periodi di digiuno siano utili.
Scegliamo di seguire questa strada, in libertà,  se ne riconosciamo il potenziale effetto positivo.

Saggezza estrapolata dal libro IL CIBO DELL' UOMO.

sabato 25 novembre 2017

Facciamo comunità....tutti e tutte grandi e piccoli

Non lasciamoci avvinghiare da questo sistema che ci fornisce mille sistemi di controllo, di supporto; che ci fa sentire sicuri solo se troviamo un bravo medico, un grande educatore fuori dagli schemi, un buon prodotto alimentare magari certificato bio, iso, cee, haccp ...prodotto ue,  italiano certificato.
Lasciamoci trasportare dalla fiducia, quella vera che presuppone Amore per l' essere umano ma prima di tutto per noi stessi.
Iniziamo a fare comunità a vedere  prima di tutto in noi stessi il più grande ed affidabile medico, un medico meticoloso attento che giorno dopo giorno, pasto dopo pasto assapora i cibi affidandosi non tanto al loro sapore ma alla loro grande capacità  curativa.
Affidiamoci al nostro allenatore, quella voce interiore che ci accompagna, magari ogni giorno , nella nostra camminata, nella nostra pratica e che ci incoraggia  a continuare, quella voce che quando è scoraggiante non va compresa ma va derisa...magari con una parolaccia sana... perché un momento da dedicare al nostro corpo ed alla sua efficienza va sempre trovato.
Affidiamoci al nostro migliore  ortolano, la nostra terra attorno a casa che ci produce ciò che desideriamo, affidiamoci alla terra per capire se quell' ortaggio lo abbiamo trattato bene.
E così per i figli , affidiamoci all' isitinto di educatori, c' è in ognuno di noi.
Ma soprattutto iniziamo a fare comunità quella vera, dove ci si scambia informazioni con persone che ammiriamo e rispettiamo, abbiamo a disposizione una enorme comunità reale, ma anche virtuale, persone che troviamo nella rete e che sappiamo per esperienza diretta o indiretta che  consigliano con forza idee o aziohi in grado di evolverci.
La comunità può essere locale, anzi deve essere locale per quanto riguarda i bisogni primari, ma anche più ampia all' interno di più province limitrofe...questo per esempio per l' agricoltura quella bio ovviamente... la chimica in una comunità che rispetta l' essere umano e l' ambiente non può essere presa in considerazione.
Aiutiamoci anche nel  consigliarci prodotti che curano senza avere effetti collaterali pesanti, aiutiamoci a trovare cibo sano ad un prezzo accessibilie, costruiamo gruppi di acquisto, comperiamo insieme  magari prodotti curativi in internet visto il prezzo folle nelle farmacie italiane.
Facciamo attività fisica insieme, troviamo il tempo per condividere un viaggio insieme verso la città,  cerchiamo di dare valore a tutto il tempo in eccesso dedicato ad un lavoro spesso monotono e ripetitivo.
Cerchiamo, esigiamo tempo per fare comunità,  per crescere i nostri figli senza delegare, non perché ci pensiamo imigliori educstori, anzi ... con umiltà educhiamo alla non violenza, alla collaborazione, aprendo finalmente in modo definitivo gli occhi su una scuola che produce solo adulti dipendenti e competitivi.
A volte l' educatore umanamente profondo e efficace è vicino a noi e non ce ne siamo mai accorti...spesso siamo noi, con i nostri difetti.
E poi non dimentchiamo di smettere di essere così esigenti a livello educativo, mi spiego meglio...esigenti per quanto riguarda valori come la lealtà,  la sincerità,  la spensieratezza per me grande maestra di vita poiché permette di vivere e crescere grazie all' esperienza diretta... ma permissivi per quanto riguarda gli obiettivi di apprendimento misurati come si fa attualmente nel sistema scolastico.
Quegli obiettivi sono effimeri, sono un ammasso di nozioni accumulate, insensate che sovraccaricano le menti, le stancano, le vuotano da ogni possibile entusiasmo . Lasciamo che la vita nostra si riempia di esperienze dirette...certo sbagliando e se lo facciamo con la nostra, inevitabilmente lo faremo con quella dei nostri figli che sono costretti, per fortuna in questo caso :-) , a seguirci. Lasciamo che i nostri figli attraverso il tempo dell' esperienza diretta fscciano comunità nella nostra casa, condividendo i lavori quotidiani, quelli tanto stressanti per noi. Non facciamoceli portare via dai compiti scolastici, perché diventeranno  così un giorno bravi schiavi di una  azienda e non sapranno cosa significa avere diritti e tempo per sé,  e crescendo solo nella pratica mnemonica e non intuitiva,  non cresceranno accompagnati dall' autonomia, saranno perfetti consumatori di tutto ciò che è già pronto, facile da utilizzare e costoso, perché gli mancherà il tempo dell' ascolto di sé e ovviamente degli altri. E quindi ci catapulteremo tutti nell' Era della dipendenza, ma siccome questa dipendenza dai servizi ha portato ad una incapacità critica, credo sia fondamentale riappropiarsi o comunque ribellarsi a questo sistema educativo altamente competitivo che ha messo in trappola tutti, insegnanti, studenti e genitori ...rendendoli complici e necessari  uno all' altro, nonstante gli scontri ideologici.
E viaggiamo , viaggiamo non necessariamente dandoci obiettivi oltreoceano per stupirci, viaggiamo spesso anche pochi giorni per rompere quei noiosi schemi lavorativi che creano una routine deprimente.
Il tutto dentro questa comunità reale di amici che hanno tempo per educare, curare, coltivare cibo , festeggiare, costruire, danzare, fare tanto sport che a me piace tanto, anzi direi è la mia fonte di vitalità,  leggere, scambiare libri, consigli alimentari,
Non so ci sono altre mille cose, mille passioni, aggiungetele e condividetele voi nella nostra comunità con impegno e TANTA TANTA FIDUCIA NELL' ESSERE UMANO.
BUONA COMUNITA' DI INTENTI A TUTTI NOI ESSERI UMANI

venerdì 24 novembre 2017

Per non cadere nelle trappole del dualismo pro/contro

Vi riporto una citazione di Franco Berrino, medico patologo, già direttore del dipartimento di medicina preventiva dell' Istituto Nazionale Tumori di Milano.
Tratta dal libro "Il Cibo dell' Uomo",  un libro che consiglio poiché è un saggio sull' alimentazione , un saggio in cui il cibo viene vissuto come principale cura alle malattie degenerative, là dove l' alimentazione risulta essere, grazie agli studi scientifici degli ultimi decenni, una scienza esatta in grado di ammalare e di curare.
In una pagina del suo libro riferendosi a titoli di giornale sul legame consumo di carne e malattie degenerative come il cancro, quindi riferendosi alla carne come alimento cancerogeno dice....
.....Questi titoli ricordano quelli che anni fa accompagnavano gli articoli di giornale sul tabacco...controversie sul rischio da sigarette ....All' industria non interessa negare,  sarebbe controproducente negare l' evidenza, all' industria interessa insinuare che esistono pareri contrastanti anche fra gli scenziati e gli esperti, in modo che il lettore non competente possa scegliere  dove stare, e IN GENERE SI SCEGLIE DOVE FA PIÙ COMODO....

Io aggiungo che la stessa procedura è stata applicata nel dualismo provax / freevax, che in questi giorni vengono comodamente etichettati novax così per accentuare il conflitto.
In questo modo in massa si sceglie la comodità di credere che il sistema sanitario ci tuteli, poiché costa troppa fatica e richiede troppo tempo leggersi libri e ricerche scientifiche che fanno crollare queste certezze sociali. I vaccini che si voglia vederlo o meno, hanno fatto danni, i danneggiati da vaccino esistono, esiste la legge che li dovrebbe tutelare, e si sa che i danneggiati sono sotto stimati , poiché spesso molti non denunciano le reazioni avverse , per timore del giudizio e del confronto.
Molti per orgoglio non vogliono riconoscere le falle del sistema, e questo orgoglio diventa causa principale di tensioni interne, di rigidità mentali poiché ammettere di avere creduto ciecamente ad un sistema spesso crea dolore e si resiste anche negando l' evidenza di fronte ai numeri reali dei danneggiati da vaccino.
L' uomo occidentale ha tanto bisogno di umiltà e di studio...quello vero fatto di dubbi, non quello manipolato da Tv, Media e Giornalismo giudicante.
L' uomo occidentale ha tanto bisogno di tempo, di tempo per leggere, informarsi , ma anche questo astutamente viene portato via dal lavoro, sempre più avvolgente, un lavoro che avvolge le menti portandole ad una rigida struttura compatta fatta di pensieri categorici che non danno spazio ad altre interpretazioni.
Letture sui limiti delle vaccinazioni potrebbero essere oltre ai libri di Gava, Montanari , Serravalle
anche il libro ..I vaccini sono un' illusione...dell' immunologa Tetyana Obukhanych.
E che i dubbi finalmente siano con noi..e solo dopo avere dubitato si possa decidere se vaccinare o meno!!!