lunedì 11 febbraio 2019

tribù in cammino

E' sempre piacevole fissare i cambiamenti, anzi direi è la base di un percorso che non può essere dato per scontato.
In questo periodo sociale di smarrimento scegliere di educare a casa è molto, molto complesso. Non è certo una scelta comoda per evitare la scuola con la sua prigionia 8/16 (con ironia sottolineo che i genitori adesso si lusingano nell'evidenziare la piena occupazione scolastica nella giornata dei loro figli ).
Chi sceglie l'istruzione famigliare spesso lo fa dopo un percorso difficile, non necessariamente collegato ad una difficile prestazione nei voti, ma collegato ad una infelicita' dei figli che si ripercuote quotidianamente attraverso tensioni famigliari.
Ma oggi più che mai si sta verificando in Italia un profondo ripensamento riguardo all'istruzione pubblica, molti si rivolgono a scuole alternative, libertarie, staineriane, montessoriane, ma altri istruiscono a casa, spesso poichè non esiste alcuna alternativa possibile alla scuola pubblica.
Credo che siano ormai 5 anni che ci ritroviamo ogni tanto qui a Solesereno incontrando sempre nuove famiglie, ma soprattutto nuovi bambini.
Oltre ad avere avuto la possibilità di creare  profonde  amicizie fondate su intenti comuni, possiamo dire che sperimentare con i bambini è stata e continua ad essere un'esperienza faticosa ma molto appassionante....Poichè, come recita Daniele Silvestri nella sua canzone dedicata alla prigionia della scuola, i bambini sono ARGENTO VIVO, da plasmare attraverso la libertà, non attraverso una prigionia
Prima di tutto iniziamo sempre con la pratica più sovversiva e liberatoria...
LA CAMMINATA e per capire quanto sia sovversivo educare i bambini con una camminata consigliamo la lettura del libro Camminare di Erling Kagge.
E solo dopo averli liberati nell'ascolto attraverso la camminata iniziamo a fare laboratori di tutti i tipi ma direi che i più apprezzati rimangono quelli dedicati alla pittura, alla lavorazione del legno e all'impasto di farine.
I laboratori manuali sono i più amati ma è bello ricordare la passione per la poesia creativa che ha attraversato alcuni periodi della nostra condivisione.

Ma non dimentichiamo uno dei momenti fondamentali per la crescita di un bambino il GIOCO LIBERO!!
Sempre meno bambini hanno la fortuna di correre, giocare, sdraiarsi in un campo, inventarsi giochi assaporandosi l'erba, il sole, il caldo o il freddo per ben mezza giornata !!!

ECCO ALCUNE FOTO DEL NOSTRO RECENTE CAMMINO

 




sabato 26 gennaio 2019

postura e dolori

Parlando di postura non si può non considerare il sistema miofasciale, ovvero le varie fasce muscolari interconnesse tra loro dal capo ai piedi.
Visto le casistiche che si presentano nelle  pratiche che conduco, intendo analizzare la fascia posteriore superficiale.
Questo meridiano miofasciale parte dalle falangi delle dita del piede e percorre la fascia plantare, salendo per il calcagno segue il tendine d'Achille ,il gastrocnemio ovvero il polpaccio, procede per i tendini della gamba, arriva al legamento sacrotuberoso, sale dal confine del sacro, arrivando ai muscoli erettori della colonna che vanno dal sacro all'occipite e coinvolgono numerosi muscoli , tendini  e legamenti della schiena.
Iinfine dall'occipite questa fascia raggiunge il sopracciglio nell'osso frontale.
Questa miofascia ha una notevole importanza poichè si comprende chiaramente come influisca sulle curve della colonna vertebrale.
Per questo nelle pratiche insegno a non vedere i punti di dolore come isolate zone in cui risolvere la tensione ma educo alla considerazione delle tensioni lungo la fascia interessata.
Una fascia sana comporta una pulita trasmissione del movimento, un corretto rapporto tra coordinazione e armonizzazione del movimento ed infine una buona qualità di ammortizzazione.
Là dove la fascia presenta tensioni ecco che questi principi armonici vengono a mancare.
Per questo occorre lavorare sulla fascia attraverso la postura, poichè la postura racchiude tensioni croniche immagazzinate da  anni di movimenti errati.
Il rischio molto elevato è arrivare ad infiammazioni croniche ovvero a dolori cronici, trattati spesso dalle persone solo nel momento di emergenza, ovvero nel momento in cui il dolore diventa un handicap.
Ma arriviamo alla causa di queste posture errate che portano a dolore.
Lungo la fascia vi sono punti precisi di cambiamento strutturale della fascia stessa; questi punti precisi nello shiatsu li individuo per esempio attraverso il loro tipo di energia del meridiano, ovvero energia kyo o jitsu.
La causa di questo cambiamento energetico è sempre un trauma.
Ma per trauma non si intende solo un trauma meccanico per esempio una caduta, un intervento o un vizio posturale.
Un altro importante fattore da considerare è il disturbo psicoemotivo.
L'energia vitale trova la sua massima espressione nella libertà del corpo, questa libertà è data dall'identità funzionale tra i processi psichici e somatici e si manifesta con la CORAZZA CARATTERIALE.
Una linea di difesa  basata su atteggiamenti caratteriali utilizzati per bloccare non solo le emozioni ma anche i desideri...come per esempio il DESIDERIO DI LIBERTA'...essenziale desiderio di vita.
Quindi l'energia si blocca in alcune parti del corpo che diventano sede di tensioni e conflitti emotivi.
Nel tempo la corazza si rivela un impedimento nel raggiungere la PROPRIA IDENTITA' e la PROPRIA CREATIVITA', poichè lo stato cronico di contrazione muscolare aumenta l'indurimento del carattere, riducendo la percezione del benessere, della comunicazione  emotiva, essenzialmente RIDUCENDO IL PIACERE DI VIVERE.
Gli sciamani messicani liberano questo sedimentarsi delle emozioni attraverso la mappatura del corpo, considerano la muscolatura mappata di emozioni irrisolte.


Ricordiamoci che le restrizioni miofasciali possono manifestarsi sì nel luogo in cui è avvenuto il trauma, ma anche in un posto distante da questo.
Per esempio una lesione nell'arto inferiore può creare un dolore a distanza a livello cervicale.
Nel tempo la restrizione non trattata porta ad un circolo vizioso di tensione e spasmo causando una disfunzione dolorosa.

Ecco perchè il movimento del corpo , la comprensione dei suoi limiti diventa la chiave di accesso per entrare nel carattere della persona.
Il carattere, tratto vitale della personalità, ovvero dell'ego, rappresenta il proprio modo di reagire alla vita che possiamo modellare attraverso un corpo stimolato ad un equilibrio muscolare che porterà ad un profondo equilibrio psicoemtivo.
E infine aggiungo MAI DIMENTICARSI DEL MOVIMENTO DEL CORPO VERA ESSENZA DI VITALITA'



martedì 4 dicembre 2018

educazione famigliare..IL TEMPO SI DILATA

Educare a casa richiede un impegno profondo poichè ci si chiede spesso ...perchè? perchè lo facciamo? ...E' giusto porsi  questa domanda, non bisogna temere i dubbi, bisogna invece risolvere e mettere soluzione ai dubbi :
 per mettere in pratica queste soluzioni occorre creare nuove esperienze, per esempio cambiare metodo di studio, cambiare le materie di studio...faticoso ma poi con pazienza tutto ricomincia a fluire.
Perciò se si sta studiando in modo continuativo tutte le mattine e si percepisce una fatica cronica ci si deve mettere in discussione.
Questo continuo mettersi in gioco dovrebbe esistere anche per la scuola, la popolazione dovrebbe chiedersi perchè si debba percepire lo studio come una fatica e non come un piacere...occorre chiedersi perchè i bambini non possano più avere tempo per sè , per annoiarsi, e perchè si percepisce come felice un bambino incastrato tra un impegno e l'altro senza osservare la stanchezza di quel bambino.
Io mi chiedo perchè i bambini dobbiamo a tutti i costi rinchiuderli tra di loro, la famosa socializzazione, forzata, aggiungo io, e non liberarli tra alberi, cielo, sole, animali, nuvole,bambini, foglie che crescono e che cadono, fiori che spuntano e appassiscono....occorre mettere la natura come luogo di socializzazione non l'aula.
Siamo così sicuri che sia utile solo, e dico, solo la socializzazione tra coetanei oltre ogni altra cosa???
Io non lo penso, prima di tutto ho provato e visto crescere i miei figli tra adulti , coetanei, ragazzi più grandi, bambini più piccoli , circondati da gente che entrava ed usciva dal nostro cortile, di sera, per feste, cene in amicizia, per lavoro, per ritirare una cassetta di verdure o farine,  per parlare di agricoltura, per chiedere informazioni e finire a scambiarsi opinioni sulla corsa e tante altre relazioni casuali o meno.
Intendo dire che , se la famiglia costruisce relazioni, il bambino cresce nella fiducia e nel dialogo senza necessità di rinchiudersi tra mura con altri coetanei per imparare a relazionarsi.
Le amicizie non sono imposte, ma diventano reali, i bambini possono finalmente avere il tempo per uscire con gli amici con cui stanno bene, poichè il tempo è ciò che manca ai bambini...il  tempo per l'improvvisazione.
Tutte le giornate gli vengono imposte e riempite dai genitori con occupazioni quando la cosa migliore sarebbe portarli al parco in ogni stagione per vivere i cambiamenti, per sentire i rumori, i canti, il fruscio, per vedere i colori e le forme della natura cambiare.

Ma per nutrirsi di cambiamenti e di sensazioni occorre un tempo prolungato non un tempo occupato.
Occorre DILATARE IL TEMPO..

Ma se osserviamo bene, ora i parchi sono raramente invasi da bambini poichè dopo la scuola, ovvero dopo le 16, vi è la danza, il calcio, l'atletica, il basket, il nuoto e spesso non basta una sola attività dopo averli rinchiusi 8 ore, spesso i genitori ne scelgono 2. Questi bambini poi diventeranno ragazzi e lì esploderà la vera necessità di una relazione autentica , di vedere gli amici più spesso e purtroppo lo sport verrà vissuto come un impegno che porta via loro il tempo  necessario per lo studio e le nuove amicizie.
Io vedo così fortemente una scuola in grado solo di imporre la disciplina dello studio attraverso la competitività del voto e non in grado di curare il corpo attraverso lo sport.
Questo occorrerebbe chiedere alla scuola oggi, occupatevi del corpo, non solo di nozioni che riempiono la mente...In quelle lunghe ore accrescete le loro abilità che serviranno ad accrescere anche la capacità di studiare.  La scuola inoltre deve spiegare perchè ammette le relazioni corpo mente, accettando la psicomotricità per i bambini con problematiche di apprendimento e  queste relazioni non le coltiva per tutti i bambini.
I ragazzi di oggi, gli adolescenti di oggi, nonostante da piccoli praticassero sport imposti, sono per la maggior parte pigri e insofferenti verso la fatica sportiva.
Come è possibile???
 Ha preso troppa forza l'arte dell'imposizione, dallo studio allo sport, tutto viene vissuto come un sacrificio e non come un piacere.
Del resto spesso anche gli adulti praticano lavori in cui non provano piacere, in cui vi è stato un' adattamento forzato al sacrificio , privo di piacere.
Ma gli adolescenti di oggi credo non siano più in grado di adattarsi ad un tale sacrificio e questo per fortuna porterà ad un ' evoluzione sociale.
I bambini, gli adolescenti e gli adulti del futuro inizieranno a voler provare piacere in massa quando praticheranno qualsiasi attività....studio, sport, lavoro.

Se devo descrivere l'emozione della nostra scelta, sicuramente la prima emozione è di sacrificio anche faticoso spesso, in alcuni passaggi.
Credo sia distorto dare un'immagine bucolica dell' educazione famigliare , ma il risultato è talmente appagante che si crea una percezione costante di Libertà di espressione, libertà di scelta, libertà di cura della propria vita.
E i bambini per crescere hanno bisogno di LIBERTA' ma questo spesso gli adulti se lo dimenticano perchè gli adulti di oggi sono cresciuti in aree urbane e non hanno vissuto la campagna e la natura quotidianamente, perciò loro stessi sono vittime del sistema educativo contemporaneo.

Facciamo un esempio concreto....

Quando i bambini homeschoolers arrivano qui a Solesereno , la prima pratica e direi l'unica per cui ha senso fare tanta strada per portare dei bambini dalla città alla campagna è la camminata tra i campi, e serve almeno un'ora
  per vederli rilassare, entrare in contatto con ciò che li circonda, iniziare a porre domande, a sdraiarsi nell'erba, a non mostrare aggressività...
Almeno un'ora per vedere un viso rilassato, per passare dalla tensione al sorriso.
Certo non bisogna generalizzare, non è così per tutti, ma di una cosa abbiamo certezza, tutti gli esseri umani necessitano di vita all'aria aperta per ricominciare ad entrare in un contatto autentico con l'altro e tra le mura si crea aria stantia, soprattutto quando queste mura diventano una routine scolastica , lavorativa e famigliare.
Aria , vita collegata alla natura e il tempo e le emozioni prendono un ritmo nuovo...
UN RITMO LENTO, PROFONDO E VERO.

Oggi il ritmo sociale è troppo veloce, poco riflessivo ed intriso di paure, un ritmo che ha stancato molte persone e per cui molte persone hanno iniziato a fare scelte e a creare nuovi ambienti più umanizzati dove si ride e si ironizza sulle paure dandogli una dimensione più realistica.
Io mi immagino la natura ridere di noi umani  nel vederci spaventati per un imprevisto che ostacola la routine, quando la vita collegata alle stagioni è nell'essenza .....Imprevisto e discontinuità.





lunedì 17 settembre 2018

La comunità necessita di coesione non di divieti !!!

Quando un Comune ovvero una comunità adotta un Regolamento per la convivenza civile, la sicurezza e la qualità della vita in cui alla voce Divieti all'articolo 28 comma 2 si vieta la pratica di giochi che possano arrecare disturbo nei luoghi pubblici tra cui i parchi ecco che siamo all'apice di un declino del senso di comunità e occorre un risveglio delle coscienze che per opporsi il più delle volte a pratiche di persone di altre culture, queste coscienze assopite non fanno altro che colpire le giovani generazioni.

L'articolo 28 al comma 2 dice quanto segue....

In generale sul suolo pubblico o a uso pubblico nonchè su aree aperte al pubblico, è vietato praticare giochi che possono arrecare intralcio o disturbo, procurare danni ovvero costituire pericolo per sè o per gli altri.
 Con deroga ovviamente e per fortuna in occasione di intrattenimenti temporanei a carattere locale e manifestazioni ludiche autorizzate.
In concreto questo divieto ha portato a multare un gruppo di 7 ragazzi che alle 10,30 di venerdi sera del 31 agosto giocavano nel parco del piccolo paese di campagna che offre almeno i  parchi per i giovani.
Tutto parte da una profonda intolleranza verso il diverso di turno.
I giovani adolescenti si sa non hanno mai ispirato simpatia alla comunità di anziani, chi non ricorda nel cortile le frasi...non giocare a pallone lì che si rompono i fiori ! Che poi per l'adulto significava..non giocare.. punto !!
Ma quando una comunità fornisce alle istituzioni gli strumenti punitivi per colpire chi gioca ecco che a rimetterci sono le famiglie anche in termini economici.

In pratica si mina la capacità di condivisione e di coesione delle nuove generazioni.

Ma ora esprimo una mia profonda sensazione personale, questi divieti nascono da intolleranza verso i giochi e le le loro manifestazioni nei parchi di piccole comunità locali di extracomunitari che qui nella zona dei comuni di Argenta e Portomaggiore significa...comunità pakistana con il gioco del cricket.
Queste intolleranze sociali stanno vuotando la coscienza collettiva da ogni intento di salvaguardia futura.
Ovvero è inutile attaccare chi ha pratiche di vita diverse senza osservare i propri figli che sono nella scuola gli unici in grado di convivere con l'altro di turno.
I ragazzi sono bellissimi quando ascoltano insieme la musica e ognuno di loro ha una sfumatura diversa della pelle, chi chiara, chi mulatta, chi scura e spesso imitano nel modo di vestirsi e nel gergo proprio l'altra comunità.
I bianchi vorrebbero essere  nigga e si vestono come loro ed imitano il loro modo di molleggiare camminando, e i nigga desiderano vestirsi e muoversi come i bianchi.
Quindi i giovani ci stanno urlando e aiutando nel comprendere che le differenze non le vogliono, vogliono mescolarsi e sentirsi una comunità unica.

Ma una diversa cultura si manifesta con una diversa percezione della vita e dei suoi ritmi ed è questo il messaggio importante della condivisione comunitaria e della interazione tra culture.... la domanda da porsi dal punto di vista esistenziale è questa ....Siamo così sicuri che il nostro ritmo di vita diventato frenetico e la nostra cultura consumistica ormai spietata siano il futuro giusto per tutti ? O sarebbe meglio farsi influenzare da altre culture?
A questo proposito ho trovato molto interessante una riflessione in cui almeno 60 anni fa Jung analizzava e confrontava la civiltà islamica e quella europea dopo le impressioni avute durante un viaggio in Tunisia.

Ho pensato di riportare alcuni punti cruciali delle sue riflessioni.
Dopo profonde osservazioni sui loro comportamenti e sul loro modo di relazionarsi così naturale e lento tanto da sembrare senza tempo, Jung dice :

Resta da vedere ciò che l'era della tecnica farà dell'Islam....(....)

Mentre ero ancora preso da questa profonda impressione di una durata infinita e di un'esistenza statica, degna dell'età dell'oro, d'un tratto ricordai il mio orologio, e pensai al tempo accelerato dell'europeo.
Era questa, senza dubbio, la nuvola buia e inquietante che pendeva minacciosa
sul capo a questi inconsapevoli.Improvvisamente mi apparvero come selvaggina che non vede il cacciatore, ma che con indistinta angoscia ne sente l'odore:
in questo caso il cacciatore era il dio del tempo che inesorabilmente avrebbe frantumato in pezzetti - giorni, ore, minuti, secondi - quella loro durata, memore ancora dell'eternità.....(....)
Gli mancava ancora quel che di folle che l'europeo si porta dietro.
L'europeo è sicuramente convinto di non essere più quello che era secoli fa: ma non sa ancora cosa  è divenuto.
L'orologio gli dice che a partire dal medioevo il tempo e il suo sinonimo , il progresso, si sono insinuati in lui e irrevocabilmente gli hanno sottratto qualcosa.
Con un bagaglio alleggerito continua il suo viaggio, con una velocità costantemente crescente, verso mete nebulose.
L'illusione dei suoi trionfi tecnologici, lo defraudano sempre più della sua durata e lo trasportano in un'altra realtà di velocità e di accelerazioni esplosive.
Quanto più penetravamo nel Sahara, tanto più per me il tempo rallentava il suo ritmo e minacciava persino di muoversi a ritroso.
Il crescente e e abbagliante calore contribuiva a tenermi in uno stato di sogno e quando raggiungemmo le prime palme e le abitazioni dell'oasi mi sembrò che tutto lì fosse esattamente come avrebbe dovuto essere e come era stato da sempre.
Fu per me una lezione: quella gente viveva dei suoi affetti, anzi ne era posseduta. La loro coscienza da una parte li orienta nello spazio e trasmette loro le impressioni che vengono dall'esterno, dall'altra è mossa da impulsi ed affetti interni: ma non è capace di riflessione sicchè il loro Io manca di ogni autonomia.
La situazione non è molto diversa per noi europei, ma dopo tutto siamo un po' più complicati.
In ogni caso possediamo un certo grado di volontà e una certa meditata finalità.
Ma non percepiamo la vita con intensità......
.....Evidentemente l'incontro con la civiltà araba mi aveva profondamente impressionato. La natura emotiva di questi popoli irriflessivi, tanto più vicini di noi alla vita, esercita una forte suggestione su quei sedimenti storici che sono in noi e che solo da poco abbiamo o crediamo di avere superato.
E' la fede nel progresso che ci fa correre il rischio di fare sogni per il futuro tanto più infantili quanto più la nostra coscienza rifugge dal passato.
Pertanto la visione di un comportamento primitivo  desta nell'uomo adulto e civile nostalgie che scaturiscono da aspirazioni e bisogni inappagati, corrispondenti a quelle parti della personalità che sono state represse a danno dell' interezza dell'uomo.

E io aggiungo che questi comportamenti primitivi che si manifestano attraverso diverse culture, ovvero usi e costumi di  popolazioni extracomunitarie inserite nella comunità europea, vengono vissute come minaccia poichè stimolano il risveglio di quelle parti della personalità represse.
L'europeo ha il timore di ritrovare la propria integrità di essere umano e piuttosto che vedere ciò che ha perso reprime e vieta il bello della vita infastidito per esempio nelle nostre zone dalla lenta camminata degli uomini pakistani.
Quindi invece di rallentare il ritmo stressante giudica negativamente la loro lentezza pur di non guardare in faccia la perdita incessante del tempo da dedicare a se stessi dei popoli europei.











mercoledì 29 agosto 2018

Danzare gli elementi

Un grazie speciale va a Viola e Cloe che insieme collaborando in armonia mi hanno permesso di sperimentare la danza degli elementi !!!
Ho ripreso in mano la mia ricerca corporea attraverso un sentire libero e privo di schemi dei bambini.
In tutta sincerità non tutti i bambini sono così liberi nei movimenti, l'ideale è fare queste sperimentazioni con chi non ha ancora subito costrizioni nei movimenti attraverso le danze più comuni attualmente, dalla classica, alla moderna, ritmica, artistica e tutte le baby dance del pianeta estivo...
Diciamo che il campo si restringe ma con la pratica libera e creativa del movimento i bambini molto più rapidamente degli adulti si liberano velocemente da sovrastrutture corporee e comportamentali....non basta però una pratica ne occorrono diverse.
La tecnica della danza degli elementi l'avevo praticata in una scuola di Bologna all'avanguardia almeno 15 anni fa...comprendeva il danzare seguendo ritmi diversi e diverse intensità con Acqua, Aria, Terra ,Fuoco.
L'avevo poi sperimentata con adulti ma con i bambini i risultati sono immediati poichè liberi dal sentirsi giudicati nelle loro capacità espressive corporee.
Gli elementi si possono ampliare si lavora con il metallo, si parla di roccia, di legno e anche di Luna per esempio.
Poi attaraverso la sperimentazione dei movimenti inventati dai bambini si costruiscono piccole coreografie.
Molti, nel panorama italiano della danza che riesce a vedere il bello solo in una dinamica espressiva classica, faticano a vedere una crescita della consapevolezza corporea con la danza contemporanea.
Questo è assolutamente dimostrabile con il fatto che pochissimi bambini danzano in modo libero o addirittura si avvicinano al contemporaneo in età adolescenziale dopo avere incastrato il corpo nelle strutture classiche.
Io ho compiuto vari passaggi nella mia storia dalla ritmica, allla classica moderna, alle tecniche jazz abbinate al fitness, passando per le ricerche posturali e del pilates, ma la danza che più mi ha permesso di liberare il corpo è stata la danza contemporanea attraverso questa tecnica sperimentale e attraverso il contact e ultimamente con l'Axis Syllabus.
Una cosa che ho sempre notato, quando praticavo stage con coreografi che cercavano di sbloccare strutture del movimento, è stato il blocco soprattutto in chi aveva fin da piccolo basi classiche.
E io stessa sentivo emotivamente una enorme compressione diaframmatica ed espressiva nelle poche sessioni di classica che ho affrontato per qualche anno.
La classica mi bloccava il movimento perchè mi bloccava l' intento espressivo e ho sempre pensato che mai avrei fatto studiare classica o altre discipline costrittive ai miei figli almeno fino ai 10..11 anni.
I bambini devono crescere liberi di muoversi e la natura solo li può plasmare al movimento con salti, corse, rincorse, scale, ritmi delle stagioni, lenti movimenti nell'osservare, rapidi movimenti nell'eccitazione.
La natura è l'unico strumento in grado di liberarli e di metterli in contatto profondo con il corpo e i suoi sentimenti.
Credo sia per questo motivo che la danza degli elementi si avvicina così tanto ad una libertà espressiva.
Inoltre con il tempo si entra in una qualità del movimento rendendolo autentico e ritmico senza passare dalle costrizioni nell'esecuzione.
Anche perchè non si considera abbastanza il danno fisico subito da un sovraccarico ripetitivo dato da movimenti classici, vedi per esempio la lordosi lombare di molte ragazze.
Con i bambini bastano 40 minuti, 1 ora è già pesante e lunga per un adulto, occorre rispettare l'infanzia, non pretendere prestazioni fisiche estremizzate che influenzano le loro ossa malleabili e plastiche.
Il rispetto del loro corpo e lo stimolo della crescita avviene attraverso un giocoso ascolto del movimento che sincronicamente si adatta via via al ritmo musicale e alle parole richiamate nella lezione.
E così imitando, ognuno con il proprio bagaglio emotivo, parole dense di significato, si  creano memorie del movimento e queste memorie cariche di belle sensazioni porteranno ad una bellezza estatica del movimento eseguito.
Ed ecco che le prime parole rimaste nella memoria di Viola e Cloe ieri pomeriggio sono state ACQUA per Viola e LUNA per Cloe.
E la mini coreografia aperta con acqua e chiusa con luna rimarrà impressa senza sforzo nel loro corpo.
E io sono passata dal piacere estatico dell'insegnamento e ringrazio i bambini e la libertà sempre compagna di vita!!!!






          Cloe e Viola mentre costruiamo la mini coreografia acqua e luna

venerdì 24 agosto 2018

Una C sul calendario e diventa parte del nostro stile di vita

Quando il corpo inizia a sentire i benefici di un'attività fisica significa che potremmo essere sulla buona strada per crearci una sana dipendenza tra corpo e benessere fisico e che in qualche modo siamo stati costanti.
Essere costanti nel dedicarci a noi non si determina costringendoci ad una scelta di un giorno fisso ma significa piuttosto partire con 1 giorno di attività alla settimana e a quel giorno non rinunciare mai. E intendo mai.
Pensiamo a come la società si sia fossilizzata nel non rinunciare mai ad un pasto fondamentale come il pranzo e la cena, ritenendoli saggiamente basilari per sostenere una giornata di lavoro.
Ma l'ago della bilancia con il cibo si è spostato purtroppo verso una dipendenza emotiva dal cibo con prevalenza di cibi che appesantiscono la giornata invece di favorire un buon livello energetico.
Possibile, mi chiedo, che un popolo si sia così piegato ad esclusivi piaceri del palato e contemporaneamente a doveri lavorativi, tanto da non sentire mai la necessità di fare un'ora alla settimana di sana attività fisica all'aria aperta?
Una così semplice analisi mostra già intrinseca una deviazione nell'ascolto del piacere.
La mente assopisce e domina il corpo con forme di pigrizia delle più varie, con giustificazioni collegate al tempo che manca e al tempo che non ci aiuta con il troppo caldo, troppo freddo, il vento e la pioggia.
Sempre colpa del tempo!! Tanatos la fa da padrone perchè permettiamo alla nostra essenza di esseri umani stabili e in salute di non esprimersi.
Se solo si fosse così esigenti verso se stessi nell'esprimere sempre il desiderio di stare bene come lo si è nell'esprimere sensi di colpa se non si lavora per paura del tanto temuto giudizio sociale!!!!
Proviamo a trasformare il pensiero alla base dell'inconscio collettivo da un "Sei qualcuno solo se hai un lavoro di un certo tipo" e qui ognuno aggiunga le parole chiave che prima giungono alla mente (sicuro, indeterminato etccc) a  "IO VALGO se mi prendo cura di me".
Basta questo essenziale pensiero per cambiare energeticamente la giornata.
Ma questo Cambio di Logica implica una consapevolezza critica di massa.
Diventiamo una massa critica di persone che al primo posto mettono il benessere fisico e per farlo occorrerà dedicarsi ad una camminata o ad una corsa alla settimana oppure ad un giro in bicicletta.
Però anche qui  occorre darsi degli obiettivi.
Primo fra tutti se si cammina, mai camminare meno di 40 minuti di seguito cambiando ritmo del battito cardiaco e se si corre ci si può fermare a 30 minuti.
Tutti possiamo trovarci mezz'ora alla settimana!!!
Io dopo tanti anni di attività , riflessioni e studi ho potuto verificare che le persone che partono subito con più lezioni, se non sono sportive nell'animo, e qui si stringe il campo, non proseguono e non sono costanti.
Per questo motivo a tutti i nuovi, se capisco che non si occupano di attività corporea da tempo o da sempre, consiglio 1 volta alla settimana.
Un ulteriore consiglio...mai fissare un giorno esclusivo!
In questo modo si rischia di arrivare a viverla come una costrizione, esattamente come molti vivono la routine lavorativa.
Uscire dagli schemi della routine almeno con il corpo aiuta la mente a non creare sicurezze effimere attraverso essa.
IL CAMBIAMENTO è l'unica forma per vivere la vita in modo evolutivo.
Questo discorso vale sempre solo per chi non ha provato piacere ma costrizione nell'attività fisica.
La corsa e la camminata svolte in un crescendo di tempi e di giornate dovranno essere affrontate con una certa determinazione.
Si parte sempre con una camminata a ritmo personale di 5 minuti circa (ci si accorgerà che il corpo memorizza i tempi e sarà lui a scandirli) per poi passare ad un ritmo più sostenuto con la camminata, occorrerà allungare il passo, lasciare che l'addome ovvero il nostro CORE, il nostro centro ci sostenga, liberando le anche da rigidità culturali.
L'anca dovrà avere un sano lieve movimento ondulatorio e questo permetterà alla camminata di farsi più ampia e leggera.
Più ci avviciniamo con tanta esperienza e pratica ad un movimento naturale del corpo meno energia servirà per camminare poichè il corpo sfrutta in modo fisico l'energia cinetica liberatasi nel movimento ondulatorio.
Le braccia non vanno dimenticate, sono fondamentali e anche l'utilizzo dei pettorali.....il busto non è perfettamente dritto, ma presenta un leggero sbilanciamento in avanti per sfruttare l'energia che si genera nel movimento continuo che darà la sensazione di essere infinito, di generare un 'infinita possibilità di movimento.
Quando nel tempo 30 o 40 minuti ci risulteranno stretti si potrà arrivare all'ora almeno con la camminata, con la corsa vanno benissimo anche 45 minuti.
I movimenti con la corsa si riducono e i tempi cambiano.
Prendiamo spunto da Runner's..obiettivo mezz'ora di corsa.
Diamoci vari step.
- corri 2 minuti cammina 1 minuto, ripeti 8 volte
- corri 4 minuti e cammina 1 minuti e ripeti 5 volte
- corri 6 minuti e cammina 2 minuti per 3 volte
- corri 8 minuti e cammina 2 per 3 volte
- corri 10 minuti e cammina 2 per 2 volte
- corri 15 minuti e cammina 2 per 2 volte
Ogni step potrà essere tenuto fino a quando non ci si sente pronti per il successivo e dovrà essere preceduto sempre da almeno 5 minuti di camminata sostenuta per scaldare la muscolatura.
E non dimentichiamo mai di segnare con una  grande C la nostra attività sul calendario.
Questo non solo ci renderà fieri ma ci aiuterà a mostrare la nostra continuità, sempre evitando di creare un'oscillazione tra senso di colpa e senso del dovere.
Quando il piacere del movimento prenderà il sopravvento, solo allora ci si potrà finalmente rendere conto che non vi è colpa o dovere ma solo BENESSERE PSICOFISICO e la dipendenza naturale del corpo ad esso  ci renderà costanti.
Forse in modo naturale saremo già passati a 2 attività settimanali o ci arriveremo a breve.
BUONA ESTASI FISICA A TUTTI



giovedì 16 agosto 2018

Il CIBO è un educatore

Spesso chi fa scelte consapevoli alimentari ovvero chi porta attenzione ai cibi che acquista appare alla società come un elemento di disturbo, quando invece pone le basi per porsi delle domande su ogni alimento che dagli scaffali arriva nel piatto.
Quando  crescono dei figli, i genitori sono pronti a selezionare il cibo nel periodo dello svezzamento, ma poi mano a mano che si entra in un sistema educativo sociale questa attenzione scema in modo inversamente proporzionale  al tempo che un bambino trascorre fuori casa in una comunità educante.
Cosa intendo dire? Che per mancanza di tempo il genitore affida il proprio figlio all'educazione alimentare delle mense scolastiche.
Queste purtroppo seguono delle linee guida che la società rispetta pienamente. Consumo di carne e salumi più di 2 volte alla settimana per esempio, considerando che i genitori stessi proporranno poi nella cena almeno un pasto a base di carne e raramente di pesce, si trasforma in eccesso di proteine animali con conseguente acidificazione.
Consumo di latticini, cereali non integrali e sempre lavorati.
Inoltre ci si trova a confrontarsi con sapori forti, che appagano il palato e via via il bambino non riuscirà più ad apprezzare una semplice verdura cruda, una pasta integrale avrà un sapore troppo particolare, per non parlare del pane elaborato con farine antiche e semi .
Questi sono esempi semplicissimi, ma consideriamo la necessità di inghiottire sempre più zuccheri, o in forma complessa più carboidrati ed eccoci di fronte a bambini che amano solo la pasta bianca senza nemmeno sughi con verdure, oppure riso in bianco etc.
Non ci devono essere sensi di colpa, ma  prese di coscienza.
Se io genitore non sono presente ad un pasto importante come il pranzo e spesso non ho tempo con la colazione, ecco che nessuno proverà a condire in modo più piacevole l'insalata o altre verdure... E in poco tempo il bambino si abituerà senza problemi a lasciarle da parte e quando durante la cena si proverà ad insistere sui contorni crudi o cotti a base di verdure ecco che il bambino non avrà dubbi...se a pranzo non lo mangio e nessuno se ne preoccupa perchè devo mangiarlo a cena???
Ovviamente la comunità più di così non può fare anche perchè sappiamo che pochi genitori mangiano verdure quindi deve mediare tra i vari componenti sociali.
Il problema rimane insito nel fatto che l'educazione alimentare spetterebbe alla famiglia, ma anche questo ci è stato tolto falsandolo come un bisogno di fare comunità a tavola.....Come se nelle nostre memorie sensoriali ci ricordassimo dei pasti consumati in mense, ovvero grandi saloni bianchi e sterili, invece di una bella cena in un ristorante con vista sul mare o sui monti o...o semplicemente di una cena all'aperto a casa con amici o in autunno davanti al fuoco.
Qui la memoria prende il volo e il gusto si associa al ricordo stimolando la nostra passione tutta italiana per la tavola come momento di pura convivialità.
Insomma non facciamoci convincere anche di questo!!!!
Il buon senso e l'ascolto di sè devono venirci in aiuto.

Se i genitori mantengono il contatto con il cibo sano, verdure di stagione, cereali in chicchi integrali, legumi, condimenti semplici e proteine animali non in eccesso, ecco che il palato non avrà bisogno di coprire un piatto di pasta con un pomodoro freschissimo con cucchiaiate di formaggio, nono avrà bisogno di sapori forti e salati ma si abituerà a gustarsi le sfumature delle tipologie di pasta, le sfumature dei sapori delle varie verdure che ogni giorno sceglieremo per quel piatto.
Ma questo lavoro che non è altro che una parte del nostro stile di vita, viene facilitato dal tempo libero che abbiamo per cucinare per noi e i nostri figli e dalla scelta dell'educazione parentale.
Quanta fatica abbiamo fatto in questi anni per occuparci del cibo in modo così pieno, ma nonostante il nostro percorso sia passato dalla scuola pubblica dell'obbligo per poi approdare all'educazione parentale, mai siamo riusciti a lasciare i nostri figli in mensa anche se il giorno della mensa era solamente uno.
Ricordiamo ancora i 2 anni passati al pranzo del martedi recandoci con il nostro furgo Westfalia a scuola: un'ora piena di aria aperta anche in inverno con cibo e chiacchere. In questo siamo sinceri, lo si faceva anche per risparmiare, con 5 euro di mensa noi potevamo dare un pasto di qualità, cosa che sappiamo non avviene nella mensa dove ormai le cooperative esterne regnano indisturbate.
Ora mi rendo conto che tutti e 3 rispettano la nostra scelta, non hanno mai avuto problemi a gustarsi qualsiasi tipo di legume, hanno le loro preferenze sui cereali integrali dove il riso e la pasta integrali regnano indisturbati senza mai un lamento.
Con le verdure il percorso risulta sempre più ostile, ma lo si accompagna con discussioni e mediazione.
Difficile il momento dell'adolescenza, ma va rispettato, visto che anche l'omeopata ha sottolineato il fatto che i gusti cambiano accompagnando i cambiamenti e i picchi ormonali.
Il cibo diventa una vera e propria scuola di vita.
Intanto insegna loro che non vi è solo un modo di mangiare o una cucina buona per eccellenza, vi sono tanti stili alimentari, diversi modi per condire.
E qui un ringraziamento speciale va ai condimenti orientali...La salsa di soia ovvero lo Shoyu e l'acidulato di umeboshi che Cloe chiama aceto rosa.
Entrambi permettono a tutti e 3 di condirsi con piacere le loro verdure, poi certo tutto cambia e scorre :
Tommaso che mangiava broccoli a non finire ora è in stallo, ma mangia anche bietola, cicoria, cipolla cruda no, ma ama l' aglio crudo e il finocchio crudo.
Sebastiano adora prepararsi ciotole di lattuga, non predilige i sapori amari ma li tollera.
Cloe ce la ricordiamo fin da piccola con le sue cipolle crude in mano mangiate nei campi o a tavola.
Cerchiamo sempre di mescolare le verdure che piacciono a tutti e 3 ma non è sempre facile a causa del tempo che talvolta è restrittivo e anche della voglia di preparare che dopo 15 anni si è fatta altalenante.
Un ringraziamento speciale va al cibo di qualità, grande maestro di vita soprattutto quando viene autoprodotto ed ogni foglia ha un valore, ogni frutto deve essere mangiato o trasformato se troppo maturo.
Il cibo insegna a non sprecare occasioni o materie prime, insegna a riciclare e recuperare e non occorre portare i figli a corsi sul riciclo  perchè ogni giorno si confrontano con noi sull'importanza del rispetto di ciò che è stato prodotto.
L'educazione in questo modo parte dalla tavola ma non attraverso il galateo, questo in campagna è privo di senso, bensì attraverso il rispetto degli essseri viventi mangiati o allevati e attraverso il rispetto della fatica di chi produce il cibo che è essenza di vita.